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DANIELE BROLLI: "ANIMA NERA E QUATTRO RACCONTI PLUMBEI" - Baldini Castoldi Dalai

Animanera, o del tentativo di essere scrittori
di Alessandro Bottero

"Animanera e quattro racconti plumbei"
di Daniele Brolli
- 326 p. 1997, € 7,23
Baldini Castoldi Dalai - Collana I Nani

Brunico, agosto 2005. In un centro commerciale trovo un’offerta. Animanera e 4 racconti plumbei, libro scritto da Daniele Brolli e pubblicato da Baldini&Castoldi al 50% di sconto ossia 3,25 euri.

Conoscendo l’autore lo prendo, incuriosito anche dal fatto di averne sentito parlare anni fa.

Il romanzo è del 1994, e questa è la riedizione del 1997 con aggiunti altri 4 racconti.

Lo leggo e come dire….tutto qui?

Trovo uno splatter, nemmeno tanto punk, che mischia orrori e macchiette del degrado post-urbano di una riviera romagnola.

Sinceramente mi lascia molto perplesso. La storia tutto sommato è esile, e a chi conosce il genere noir-splatter i debiti narrativi sono evidenti. Lansdale tra tutti, ma anche Koontz

Loris, guardia giurata ed aspirante pugile, alla fine di un percorso di degradazione totale si ritrova a vivere in una caverna finta in un luna park, ed al contempo diventa attore protagonista di una serie di snuff movies (ossia film pornografici dove uomini e donne vengono sottoposti a sevizie autentiche e infine uccisi realmente), prodotti dal dott. Urbinati, ossia il titolare dell’agenzia per cui lavora. Tutto qui? In effetti si.

Oddio, c’è dell’altro, chiaro. Il rapimento della sorella di Loris, Marina, architettato da Arturo il fidanzato ex-culturista e Mirko e Marco, due balordi del posto, con Marina che finisce fatta a pezzi, o le storie di sesso tra Loris e le altre due protagoniste femminili del romanzo, Else, la moglie di Urbinati, e Wanda, una sua collega. Aggiungeteci le gesta e la storia, raccontata con qualche flashback, di due personaggi cliché come l’Uomo comò e Occhi al neon, due serial killer che vagano per la provincia uccidendo al soldo di Urbinati, per realizzare snuff movies.

Chiaramente (come ti sbagli?) tra i due serial killer esiste una relazione omosessuale, perché lo sappiamo tutti no? che i “mostri” non sono normali e che quindi devono per forza essere omosessuali (in effetti Animanera e almeno il racconto Il Salmo a mio parere sono leggermente omofobici, motivo in più per essere un po’ perplessi circa la loro esistenza).

Ma è tutto il mondo ricreato da Brolli nel romanzo ad essere marcio. Anche se questo in realtà non è un problema. Anzi, solo chi lo capisce e si adegua fino in fondo a questo marciume può essere felice (vedi Urbinati, la seconda vita di Occhi al Neon, e l’epifania finale di Loris).

Lo so, sarò ritenuto un bacchettone, un bigotto, uno che non ha capito il post-moderno, la dissoluzione dei valori, il relativismo irenista…ma francamente un romanzo dove:

-Marina, la sorella viene uccisa e fatta a pezzi, e tutti se ne fregano, anzi arrivano alla conclusione indiscussa e accettata senza problemi che è stata venduta a un arabo (perché lo sappiamo tutti no? Che gli arabi sono tutti coinvolti nella tratta delle bianche, giusto?) per fare la schiava dell’harem , con l’unica preoccupazione di essere scopata e la cosa a loro (Loris in testa) va bene.

-il protagonista alla fine senza alcun motivo apparente, ma solo per il pistolotto finale di Urbinati che giustifica il suo produrre snuff movies, abbandona la sua vita precedente per diventare un convinto attore di snuff

-Urbinati, che alla fine si rivela diabolico nelle sue attività (addirittura colui che tira le fila di tutto), non solo non viene sanzionato ma riceve quasi una giustificazione etica nel suo agire (vedi il dialogo finale tra lui e Loris)

-tutte le donne che appaiono nel romanzo sono tratteggiate come esseri inferiori, con una misoginia latente quantomeno strana.

Un romanzo dove trovo tutto questo, insomma, a me non piace.

Qualcuno potrebbe dire “che c’entra la morale con la letteratura? Se vuoi giudicare un libro devi giudicarlo per i criteri interni alla letteratura. Caro Bottero, tu confondi Morale e Letteratura.”

Esatto. Io confondo le due cose perché mi va di farlo. Perché volendo dare un giudizio uso i MIEI parametri di giudizio, e perché per me un romanzo che glorifica la negatività (e questo lo è) mi “stona”.

Inoltre, volendo proprio essere pignolini 326 pagine per una storia del genere francamente mi paiono eccessive. Molte scene sono riempitivi, dato che non aggiungono nulla alla storia e si limitano a rimescolare con compiacimento particolari splatter già visti ed esposti in altre parti del libro. Questa prolissità non depone certo (per me) a favore del valore letterario del libro.

Mi spiace, ma allora tanto di cappello a Stephen King, o Dean Koontz. Magari non saranno fini cesellatori della parola, ma sono due narratori di serie A.

Animanera invece mi sembra un po’ una scrittura a “tesi”.

Tesi: Voglio far vedere che sono capace di scrivere un romanzo dove tutto è uno schifo e dove non esiste un lieto fine, perché la vita è una merda.

Risultato: Animanera

Tesi che chiaramente si è liberi di sostenere, ma che altrettanto liberamente si può dire sia sbagliata.

Chiudo: non è un libro che consiglierei. Se proprio volete leggere un libro con una figura di serial killer allora è più interessante Intensità di Dean Koontz (nei Miti Mondatori), dove si trova un personaggio molto più vivo dell’Uomo Comò o di Occhi al Neon. Se invece vi colpisce il tema degli snuff movies allora è molto migliore Freddo a Luglio di Joe Lansdale, nei tascabili Fanucci.
Se poi volete leggere un romanzo horror che non finisce bene Cujo o Pet Semetary di Stephen King sono molto meglio.

E per finire se volete dedicarvi a qualche autore italiano provate Alan Altieri o Carlo Sironi. Impiegherete meglio i vostri soldi.

Alessandro Bottero < a.bottero"at "botteroedizioni.it > settembre 2005

DANIELE BROLLI