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Douglas Mac Leod ha dodici anni, è un po’ cicciottello, è costretto a cambiare spesso scuola per seguire il padre nei suoi impegni di lavoro in giro per l’America, ora sta andando a passare le vacanze dagli zii a Misty Bay, non sa ancora di essere una porta. Peter Peaky ha dodici anni, vive a Misty Bay, è un alunno e un figlio modello, si veste e parla in modo molto forbito a causa dei suoi genitori che vogliono fare di lui un trofeo da esibire. Crystal Cooper ha dodici anni, vive a Misty Bay è orfana e ha dei poteri telepatici, sua nonna le stava insegnando come usarli ma ora è morta e Crystal è scappata di casa per paura di finire in un orfanotrofio. Dall’incontro dei tre prendono il via le avventure degli Invisibili, i protagonisti dell’omonima serie di romanzi per ragazzi scritti da Giovanni Del Ponte e pubblicata da Sperling & Kupfer. Nel primo romanzo, Gli Invisibili e il Segreto di Misty Bay,i tre ragazzi dovranno ostacolare i piani di uno stregone ritornato dal passato per ottenere l’immortalità. Nel passato a fermarlo erano stati gli Invisibili, una banda di ragazzi della cittadina di Misty Bay, però ora quei ragazzi sono cresciuti, alcuni di loro sono morti, e gli Invisibili non esistono più... ma è davvero così? Chi sono allora i misteriosi ragazzi che accorrono a salvare le persone in pericolo avvistati in varie località degli Stati Uniti?
Infine nella loro ultima, per ora almeno, avventura, Gli Invisibili – L’Enigma di Gaia, i tre ragazzi, in cerca d’aiuto per conoscere e sviluppare al meglio i poteri di Douglas e Crystal, sventano il rapimento della giovane telepate Pumpkin e dovranno fare del loro meglio per evitare una catastrofe ecologica di scala planetaria, potendo contare sull’aiuto di Nemo, il pirata informatico che lotta contro la corruzione delle multinazionali.
Inoltre Del Ponte non si accontenta solo di raccontare delle piacevoli avventure e approfitta dei suoi romanzi per affrontare tematiche tutt’altro che scontate. Nel primo romanzo l’autore mette in scena una riflessione sulle conseguenze del processo di crescita e maturazione che fa sì che gli ideali dei bambini si trasformino spesso nella disillusione degli adulti, non basta essere stati i giovani eroi che hanno salvato Misty Bay per avere la certezza di rimanere altrettanto degni una cresciuti, occorre anche non perdere il contatto con i sogni e non farsi accecare dai desideri, cercando di non perdere il contatto con le cose che ci emozionavano da piccoli. Negli altri romanzi l’autore affronta temi altrettanto delicati e spesso considerati tabù nella letteratura per l’infanzia, come il non facile rapporto tra genitori e figli, il fenomeno del bullismo nelle scuole e, nell’ultimo romanzo uscito, l’economia mondiale e la globalizzazione e le loro responsabilità nella distruzione sistematica dell’ecosistema mondiale. Tutto questo senza mai essere didascalico, tenendo anzi il divertimento dei lettori ben saldo al primo posto durante la stesura dei suoi libri, aiutato in questo dalla sua abilità nel saper raccontare. Infine un altro aspetto piacevole dei romanzi di Del Ponte è, almeno per chi scrive, il cercare e trovare le fonti di ispirazione che lo scrittore riversa nelle sue storie, i sentiti omaggi che i lettori più piccoli spesso non sono in grado di afferrare in pieno perché basate su romanzi, fumetti e film che l’autore stesso, con grande umiltà, invita a scoprire, offrendo al suo giovane pubblico la sua personale mappa dei sogni e delle avventure, senza nessun intento meramente didattico, bensì con la voglia di condividere il piacere e le emozioni che vengono da una buona storia, qualunque sia il modo in cui essa viene narrata. Stefano Menchetti <stemen71"at"hotmail.com>
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