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Perché mi è venuta voglia di scrivere di un poco conosciuto scrittore di fantascienza che nell'arco di venti anni ha appena partorito una decina di opere di cui non più di cinque o sei edite in italia? Semplice. È il primo autore che il vostro caro ed apprezzato recensore ha avuto la fortuna di incontrare durante il proprio cammino nel mondo della fantascienza. SUTTON, Jefferson Howard (1913-1979) Gli anni '80 erano a metà corsa e un amico vispo del sempre impacciato James, per approfondire alcune ricerche, gli aveva consigliato la biblioteca, luogo di raccoglimento e di sapere. Quivi però, il soggetto in questione si accorse quasi subito che Asimov ed Heinlein erano più coinvolgenti dei seppur validi Conrad, Hesse, Joyce, Sartre e via discorrendo. Ma veniamo al dunque: Jeff Sutton. Perché dopo vent'anni mi sono rimaste ancora impresse tante immagini e sequenze delle sue opere: dall'incipit di Sparate a vista su John Androki (in cui Bertram Kane sembra poi essere stato ripreso dal King de La Zona Morta e relativa trasposizione filmica di Cronenberg), dal dolente tragitto di morte di Joel Blake e dei suoi killer in Secolo XXIII o dall'urlo mentale del TM (telepate man) Roger Keim alla compagna Lara in Alpha Tauri: Missione n° 92. Mi accorgo che le prime letture, quando ci si affaccia ad un nuovo genere sono fondamentali per fartelo apprezzare profondamente ed, un Asimov o un Heinlein, più preparati scientificamente e come prosa, avrebbero sortito un altro effetto, un Ballard mi avrebbe sconvolto maggiormente (come ha puntualmente fatto in seguito), ma è innegabile come il sense of wonder abbia permeato la produzione artistica di questo valente artigiano della fantascienza non meno di tali esponenti. Diventa difficile scrivere una recensione, mini-saggio o come dir si voglia, senza appoggiarsi ad uno straccio di prefazione o postfazione, segno che questo oscuro ma onesto artigiano della parola scritta non deve aver lasciato una traccia indelebile nell'affascinante mondo della sf, ma una citazione come quella di Antonio Serra nell'introduzione di Nathan Never gigante n° 1 - Doppio Futuro, del n° 452 di Urania (Sparate a vista su John Androki) sui viaggi nel tempo è la prova dell'influenza che tale scrittore ha esercitato nell'immaginario di una serie di autori, adolescenti durante gli anni '70.
L'opera risulta datata, ma contiene in germe molte intuizioni che hanno trovato incredibile conferma nella realtà di oggi soprattutto nel rapporto non solo tra i media, ma anche tra gli strumenti di svago ed il Potere, qui condotti al parossismo. Come in Alfa Tauri (e sovente in Van Vogt) la soluzione ultima, la salvezza, è affidata al superessere, al salto evolutivo, quasi a testimoniare una latente sfiducia verso l'umanità (oppure anche alle proprie capacità narrative) che rimanda idealmente al superuomo vanvogtiano (di cui Sutton è coetaneo), ma, a differenza dello scrittore canadese l'evoluzione della vicenda anche se risente di semplificazioni eccessive e di una spontanea ingenuità, è sempre accompagnata da un ritmo incalzante e dalla ricerca, talvolta ossessiva, della suspance. La suspance, sempre come in Alfa Tauri risulta legata alla sequenza di colpi di scena oppure gestendo l'intreccio ed i piani temporali vedi John Androki o Mnemoblocco. La suspance, il filo rosso che collega le opere di Sutton e che lo distingue dalla media degli artigiani della penna dell'epoca, il suo rapporto con l'avventura sempre in bilico tra meraviglia e mistero. Ecco, per me, lo scrittore americano è risultato subito interessante per questo motivo: ha scattato molte fotografie, ha girato molte sequenze in cui la solarità della meraviglia si accompagnava all'ombra del mistero. Magari con l'azione a farla troppo spesso da padrona, ma per fare un parallelo cinematografico, quando Walter Hill era nei suoi panni, a chi fregava 'sta cosa? E risulta corretto esordire parlando di sense of wonder per concludere con senso del mistero. Un pregevole mix, efficace per i giovani lettori degli anni '70, ma meritevole di considerazione anche oggi.
James not Jemas < theelite"at"interfree.it > settembre 2005 |