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www.fumettidicarta.it - fahrenheit 451
Non frequento i territori oscuri del noir. Voglio dire: a parte alcuni dei fondamentali, non credo sia il mio genere, ecco. Non ho citato il Declino a caso: Marzio Bertotti (e per un breve periodo anche chi scrive) ha fatto parte di questa storica band del punk; Marzio anzi ne è stato motore fondamentale, anima creativa, virtuosa e sferragliante chitarra. Stop-and-go... Ovviamente non stiamo parlando di autobiografia, ma il Bertotti, così come ogni scrittore dovrebbe fare, parla e scrive di ciò che conosce bene, di ciò che ha nel cuore e nel cervello, rielaborando il tutto in una trama noir avvincente e mozzafiato. Ma non si pensi a un trattato, proprio no: In un unico buio è un giallo, un noir nel quale assistiamo a crudi omicidii, indagini, fughe, azione. Abbiamo un individuo che pur non essendo affatto uno psicopatico, ammazza in modo lucido e spietato (e i motivi per cui lo fa li scoprirete solo leggendo il romanzo: niente spoiler qui!), dopo avere a lungo meditato sui suoi scopi e su se stesso... Bertotti mette in luce, con lucidissima crudezza, i rapporti umani e sociali derivanti da un ambiente un tempo coeso e solidale sì, ma soprattutto carico di sofferenza (che può, appunto, sfociare nell'omicidio), una sofferenza non "espiatoria" né "tassa pagata" per una promessa di mondi migliori, ma provocata dall'avidità di potere di chi dirige le regole del gioco. Oltre all'Alberto Barberis protagonista della storia, abbiamo gli altri personaggi, tutti ottimamente caratterizzati. L'odioso ingegner Severi, summa del marciume sul quale si fonda il neo-capitalismo, apparentato con la mafia e la politica di palazzo, le vere ruote che fan girare il carro del potere, oliato col sangue, il sudore e il dolore del popolo. Il magistrato Guido Savona, onestissimo servo dello Stato che con la sua limpidezza e umanità pare comunicare il dubbio di chi, pur avendo scelto fortemente il lato della barricata dal quale combattere, non ha incrollabili certezze interiori. L'ispettore Terlizzi e il maresciallo Saddi, che hanno l'unico difetto di esprimersi in un italiano forse eccessivamente colto e forbito. I personaggi di In un unico buio paiono vivi e pulsanti, nel bene e nel male (e di male ce n'è parecchio, in questo romanzo) e riescono a coinvolgere il lettore nelle loro azioni, riflessioni, sentimenti. E anche nella loro morte. Il romanzo di Marzio Bertotti è ben scritto e avvince fino all'ultima pagina, con un finale che magari non ci si aspettava ma che, a ben vedere, forse era l'unico possibile... Attendiamo ora una nuova prova del Bertotti, cui pare proprio che, oltre alla musica, sia congeniale anche la scrittura. ORLANDO "BVZP" FURIOSO < theelite"at"interfree.it > |