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Armi, acciaio e malattie
Jared Diamond
collana “Super ET” 378 pag. - 12,00 euro - 2006 - Giulio Einaudi editore
Perché Atahualpa, imperatore degli inca, non prese prigioniero Carlo V? E’ bello scoprire un libro che dia risposte chiare, precise e quasi sempre definitive. Non importa l’argomento. Potrebbe parlare di qualsiasi cosa; l’importante è che alla fine possiamo chiuderlo, riflettere per qualche secondo e poi sorridere, coscienti di aver imparato cose che ci permetteranno di capire meglio la società che ci circonda ed i suoi perché. Mi rendo conto che la sopravvalutazione di un’opera è sempre un rischio che si corre quando si parla di cose che ci sono piaciute, ma in questo caso non ho alcuna paura di esagerare quando dico che “Armi, Acciaio e Malattie”Jared Diamond è un libro talmente ben fatto che andrebbe letto a scuola durante l’ora di scienze o storia o geografia o lettere o ... Questo per dire di quante materie abbracci il lavoro dello scienziato americano. Nelle quasi 400 pagine del libro, Diamond risponde a domande all’apparenza semplici come quella riportata in apertura. Però subito ci si rende conto che a domande semplici e lineari non sempre corrispondono risposte altrettanto immediate. Scrivere un libro che ci spieghi in modo chiaro ed avvincente perché l'Europa ha dominato il mondo o perché l’agricoltura è nata nella “mezzaluna fertile” e non in Nuova Guinea non è un’impresa da tutti; ma Diamond lo fa talmente bene da vincere addirittura il premio Pulitzer per la saggistica. Scorrendo le pagine di “Armi, Acciaio e Malattie” scorriamo la storia dell’uomo inteso come “specie” e quindi la storia del mondo ed i suoi cambiamenti in relazione all’evoluzione dell’uomo. La divisione tra preistoria e storia, data dalla comparsa della scrittura, qui è molto sfumata in quanto, a partire da fatti storici e documentati, Diamond spiega il perché di ciò che avviene, andando a ritroso nei millenni. Condotti per mano dallo scienziato impariamo così che l’agricoltura è il punto di partenza per uno sviluppo della società che nel corso dei millenni diverrà ciò che è oggi. Con l’invenzione dell’agricoltura, infatti, l’uomo da nomade diventa stanziale e non deve più dipendere dagli animali cacciati e dai frutti raccolti. Quindi il primo passo verso la costituzione di una società complessa è la trasformazione dell’uomo da cacciatore/raccoglitore ad agricoltore. Coltivando la terra, l’uomo riesce a produrre cibo in abbondanza, ben oltre il fabbisogno del suo gruppo. Quindi si vengono a creare, all’interno della società, delle elite che sono dispensate dal lavoro nei campi (in quanto il cibo in abbondanza lo permette) e possono dedicarsi ad altro. Cioè ad inventare! Da questo momento in poi la società non è più formata unicamente da uomini uguali che hanno tutti lo stesso compito (pensare al sostentamento), ma anche da elite che organizzano il lavoro, cioè governano. Il passo successivo è la domesticazione degli animali, usati quindi sia come cibo che come forza lavoro. Dagli animali però derivano anche le malattie che nel corso della storia umana hanno decimato la popolazione mondiale in modo ciclico, fin quasi ai nostri giorni. Questo è a grandi linee ciò di cui il libro parla, ma ovviamente c’è moltissimo di più. Vi sono accenni alla linguistica (lo studio delle evoluzioni e trasformazioni di una lingua in un’altra è uno strumento formidabile e misconosciuto che permette di mettere in relazione popoli che all’apparenza poco hanno in comune), alla genetica, alla storiografia, alla geografia e all’antropologia Il tutto però è trattato in modo assai chiaro, comprensibile da chiunque ed estremamente affascinante. A tratti sembra di leggere un romanzo e si ha il desiderio irrefrenabile di vedere come va a finire. E’ un lavoro ricchissimo di aneddoti (alcuni riguardanti il dr. Diamond in prima persona), e qui sta a mio parere la ricetta vincente. A dimostrazione di ciò si veda il capitolo in cui Diamond spiega come Pizarro, conquistador spagnolo, riuscì per conto di Carlo V (sovrano del Sacro Romano Impero) a sottomettere con soli 168 uomini l’impero inca di Atahualpa, il più progredito del nuovo mondo. Insomma, non sembra proprio di essere alle prese con un libro scolastico che non si vede l’ora di buttare via. Qui siamo di fronte alla storia dell’Uomo, e poche cose sono più commoventi di ciò. Leggendo il libro mi sono fermato spesso a farmi delle domande, a pensare agli uomini che migliaia di anni fa camminavano sulle terre in cui sono nato, guardavano i monti che guardavo io da piccolo e bevevano la stessa acqua che mi disseta d’estate; e non potevo fare a meno di provare simpatia per quelle persone che, in un modo o nell’altro, sono ancora in me e in tutti voi
Giugno, 2007
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