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GEORGE R.R. MARTIN
A Song of Ice and Fire
ovvero:
Come reinventare il fantasy per il 2000
e rendere felici i lettori
di Dario Beretta
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Il fantasy è un genere particolarmente difficile da affrontare, per qualsiasi scrittore. E’ un genere dove esiste un’opera “definitiva”, e per questo stesso motivo limitante. Se ci si allontana troppo da essa si rischia di andare troppo oltre, creando qualcosa che può essere bellissimo ma che, a quel punto, non sarà più fantasy; se la si omaggia ed ossequia troppo si finisce col produrre opere noiose, scontate, prevedibili.
George R. R. Martin, con la sua saga A Song of Ice and Fire (in italiano Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco), dribbla abilmente queste difficoltà e ci consegna un’epopea capace di stregare anche chi, ormai saturo di fantasy, non ne leggeva più da anni, proprio per l’eccessiva ripetitività in cui sembrava ormai essere caduto il genere. |
La saga di Martin si svolge in un mondo fittizio assolutamente crudo e credibile; dimenticatevi elfi, gnomi e creature fatate, qui si parla soprattutto di acciaio, sudore, sangue e intrighi di corte. Certo, l’elemento soprannaturale non è del tutto assente (anzi), ma è trattato con il giusto alone di mistero, come qualcosa di inquietante, di difficilmente definibile e difficilmente controllabile, e soprattutto raro.
Qualcuno ha parlato di “romanzi storici” per definire l’opera di Martin, e tutto sommato non è una definizione campata per aria, anzi. Durante la lettura, la sensazione di trovarsi di fronte ad un medioevo reale è davvero forte, e a tratti viene da chiedersi se l’autore non sia un semplice cronista di fatti realmente accaduti da qualche parte nell’universo.
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Fuor di iperbole, si capisce benissimo come l'autore sia un appassionato medievalista, e come sfrutti con sapienza tali conoscenze per dare una base solida e realistica alla sua storia.
In ogni caso, anche un’ambientazione curata nei minimi dettagli, da sola, non basta a fare grande un romanzo. Perché un'opera sia memorabile, è indispensabile che abbia anche dei personaggi ben caratterizzati e delle trame il più possibile coinvolgenti: una verità talmente evidente che non servirebbe nemmeno ribadirla, e che invece rappresenta bene i punti deboli di tanti autori dediti al fantastico (non solo fantasy, ma anche fantascientifico o fantapolitico). Ebbene, anche qui Martin non tradisce le aspettative. Decine di personaggi popolano la sua saga, eppure ognuno è caratterizzato in maniera impeccabile e precisa, nessuno è bidimensionale, nessuno è ridotto a una mera macchietta. Tutti hanno delle solide motivazioni, i "buoni" come i "cattivi" (che non stanno tutti dalla stessa parte, anzi); tutti agiscono in maniera credibile, e nello scoprire qualcosa su ognuno di loro non si può fare a meno di volerne sapere ancora di più. Senza contare che nell’epopea di Martin nessuno sembra essere al sicuro: ogni personaggio può andare incontro ad una sorte avversa, e questa incertezza contribuisce a rendere la lettura ancora più appassionante. |
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Altrettanto convincenti sono le trame. Intrighi dinastici, strategie militari e missioni disperate si succedono e si intrecciano senza sosta, eppure l’autore non dà mai l’impressione di non sapere dove sta andando, anzi. La sensazione è quella di trovarsi davanti ad un meccanismo ad orologeria complicato ma perfettamente funzionante, e soprattutto dannatamente affascinante.
Considerazione personale: era da molto, moltissimo tempo che non mi capitava di divorare dei libri con la stessa voracità con cui sto leggendo questi. Il che mi pare la dica lunga su quanto questa saga mi stia appassionando. Intensa, ricca, travolgente, senza mai un momento di noia o calo di intensità; ed è questa, forse, la cosa che stupisce maggiormente.
Davvero una saga superconsigliata a tutti, amanti del fantasy e non, medievalisti e semplici amanti della lettura. E non fatevi spaventare dalla mole di libri che la compongono: vedrete che scivoleranno via, uno dopo l’altro, come una rinfrescante, rilassante e inebriante acqua di montagna in un caldo pomeriggio estivo.
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Dario "Scarlet Speedster" Beretta [theeleite "at" interfree.it] - Ottobre 2006
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