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“Los Italianos - Antifascisti nella guerra civile spagnola”

di Franco Sprega e Ivano Tagliaferri

144 pag. - 12,00 euro - Infinito Edizioni, 2007

di Francesco "Baro" Barilli

“Los Italianos” è molte cose assieme: uno sguardo ad una pagina di storia affascinante e tragica come la guerra civile spagnola (che non a caso Ivano Tagliaferri, coautore assieme a Franco Sprega di questo volume, definì in una precedente intervista “l’ultima guerra romantica”); la scoperta, o ri-scoperta, dei protagonisti italiani di quella battaglia per la libertà della neonata repubblica spagnola; un affascinante viaggio in una memoria da conservare.
Los Italianos è anche una “storia nella storia”, curiosa e al tempo stesso romantica: l’avventurosa ricerca dei due autori che, a distanza di settant’anni, hanno saputo dare un nome al volto del combattente italiano ritratto in copertina. Quell’immagine, infatti, merita una menzione a parte, e la sua storia contribuisce a rendere ancora più interessante l’operazione editoriale. Opera di Robert Capa, forse il più famoso fotografo di guerra del XX secolo (celebri i suoi scatti del 1936 a Cordoba – dove ritrae la morte di un miliziano colpito dai franchisti – e quelli che riprendono lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944), in questi settant’anni nessuno aveva riconosciuto nel piacentino Dante Galli uno dei due antifascisti ritratti nella foto.

La guerra di Spagna, al giorno d’oggi è ormai considerata una pagina di storia “di nicchia”, interessante al più per gli storici più rigorosi. In realtà si trattò della prova generale della seconda guerra mondiale, del segnale di allarme più chiaro e urgente per le democrazie europee. Un segnale per lo più non raccolto, ma che i miliziani internazionali seppero leggere in anticipo. Al di là della sensazione di una sconfitta scontata (che si fece più chiara gradatamente, assieme al sostanziale disinteresse delle democrazie europee, cui si contrapponeva il massiccio aiuto nazifascista ai franchisti), della guerra di Spagna è da ricordare la portata ideale che trascendeva i confini nazionali. In un certo senso la contesa iberica è il paradigma di come i militanti a volte sanno percepire in anticipo, rispetto alle burocrazie di partito, le tensioni e i pericoli che vanno accumulandosi, a livello nazionale e sovranazionale. Non è un caso se sulla guerra di Spagna si accentrarono le attenzioni di scrittori come Hemingway o Orwell…

Le biografie dei 42 piacentini combattenti nella guerra di Spagna sono simili e proprio per questo contribuiscono a delineare meglio il quadro storico. Tutti di origine modesta, quasi sempre emigrati per sfuggire alle persecuzioni fasciste, un percorso politico che inizia contro lo squadrismo degli anni ‘ 20 e passa per la guerra di Spagna (trovando lì, per alcuni, il tragico epilogo) per concludersi con la resistenza italiana che porterà alla Liberazione. Diverso è l’orientamento politico (comunisti, socialisti, anarchici, repubblicani), comuni le esperienze di esilio e carcere.

Il libro di Sprega e Tagliaferri è diviso sostanzialmente in due parti complementari: una più narrativa, una di ricostruzione storica e biografica. Un lavoro prezioso, quello dei due scrittori piacentini, che toglie dalla polvere della storia 42 storie individuali e una memoria collettiva, riconsegnandocele affinchè non vadano perdute.


Vedi anche:
- “Il colonnello anarchico: Emilio Canzi e la guerra civile spagnola"

- “Morte alla Morte – Arditi del Popolo a Piacenza 1921-1922”


Giugno 2007

 

F.Sprega-I.Tagliaferri: "Los Italianos - Antifascisti nella guerra civile spagnola" - Infinito Edizioni, 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

fotografia di Robert Capa


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