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Stephen King è bollito? Bella domanda. Cell è un libro inutile? Ha senso? Domanda ancora più bella. Stephen King è un mio autore feticcio. Devo avere i suoi libri. Non è una alternativa. È un dato di fatto. Eppure…..negli ultimi anni le delusioni sono state tante. Vogliamo parlare della Torre Nera? Di Buick 8? L’Acchiappasogni? Mattonate terrificanti da cui difficilmente ci si può riprendere. Ed evitando di tirarla per le lunghe diciamo subito che anche Cell è così. Il problema è che l’idea di base del libro è geniale. Usare i telefoni cellulari per dare il via alla vicenda è stata una trovata che rivela un fiuto ancora di serie A. Oddio, è vero chi segue l’evoluzione del mondo horror di questi ultimi anni ci può trovare echi di The Ring. Lì il video registratore, qui il cellulare. In entrambi i casi la tecnologia quotidiana che si “rivolta”contro l’uomo che la usa, ma non stiamo a sottilizzare troppo. Idea geniale, dicevo, e che mantiene tutta la sua forza finché resta inspiegata. Quando invece King butta in campo un motivo per cui succede tutto quel che succede (non meglio identificati scienziati/terroristi hanno inviato un impulso ai cellulari di tutto il mondo) questo pare posticcio, da racconto di fantascienza di serie Z. L’inizio del romanzo è adrenalina pura. Nel giro di dieci pagine assistiamo alla disintegrazione della civiltà, con Chicago che si tramuta in un inferno. Il fatto è che l’orrore colpisce TUTTI nello stesso momento. Non c’è un contagio progressivo, o un diffondersi della maledizione aliena. In un istante X tutti coloro che rispondono a loro cellulare vengono ridotti a uno stadio animalesco, e hanno un unico obiettivo: uccidere, mutilare, distruggere. Anche qui… finché i motivi di questa reazione sono ignoti la cosa turba. L’ignoto E’ l’orrore, come Lovecraft ben sapeva. Quando si “spiega” il motivo di questa reazione la cosa si sgonfia. King in questo romanzo commette più di una volta l’errore del prestigiatore ingenuo:spiega i trucchi. E un trucco, una volta spiegato, si rivela per quel che è: un gioco di specchi senza sostanza. In Cell King riutilizza molti elementi tratti da altri libri, l’Ombra dello Scorpione tra tutti, ma anche elementi da IT e da l’Acchiappasogni. - i messaggi in sogno che i protagonisti ricevono sono ripresi da l’Ombra dello Scorpione (dove i protagonisti convergevano a Boulder spinti appunto da un sogno) - la fine, quando si cerca di far tornare il bambino normale, è ripresa come impostazione da It, quando il protagonista cerca di far tornare in sé la moglie. - l’ambientazione boschiva della seconda parte del romanzo deve molto ad Acchiappasogni. Il problema è che ci sono dei momenti forti nel libro. La prima parte, con Chicago devastata dalla violenza, e tutte le scene in cui i protagonisti riflettono sul comportamento dei nuovi “zombi”, sono ben fatte. Anche le riflessioni sul popolo del giorno e il popolo della notte. Al tempo stesso ci sono buchi logici e scene gratuite che annullano gran parte dei pregi del libro. - alla fine il protagonista trova il figlio disperso con una meccanicità e una prevedibilità narrativa imbarazzante. - la protagonista muore in modo del tutto gratuito, e senza che questa morte abbia un senso logico ai fini del romanzo. - i nuovi “zombi” radunano i “normali”in un modo del tutto assurdo, e resta del tutto inspiegabile l’arrendevolezza degli esseri umani - i protagonisti arrivano a ”capire” tutto, sia sui nuovi zombi, che sulla catastrofe solo per pura deduzione, senza che mai nessuno confermi o smentisca nulla. In pratica “magicamente” riescono a indovinare tutto quel che è successo nella migliore (o peggiore) tradizione di Sherlock Holmes. - la mancanza di un vero “cattivo”. Il Frastagliato, alias il portavoce dei nuovi zombi, all’inizio gioca sulle corde di Randall Flagg dell’Ombra dello Scorpione o del Re Rosso, ma alla resa dei conti si rivela come gli alieni di L’Acchiappasogni, ossia ridicolo. Ci sono poi scene “appiccicate”, che nulla tolgono e nulla aggiungono alla trama, soprattutto quelle tra l’uscita da Chicago e l’inizio del viaggio verso il Maine. Anche i personaggi sono mal gestiti. Che senso ha fare del co-protagonista un omosessuale, se poi l’unico uso di questa connotazione è il fatto che la ragazza salvata dai mostri può dormire tranquilla con lui perché “forse hai capito che con me resterà tranquilla” In sintesi il libro delude. Un inizio travolgente, ma che poi si perde in un horror di maniera e assolutamente prevedibile nello svolgimento finale. Cell libro inutile allora? Per un appassionato di King ovviamente no, ma c’è il rischio che dopo questo acquisto l’appassionato non resti più tale.
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