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Le reunion sono sempre delle monete a due facce: da un lato, pensandoci razionalmente, sono alla fine un modo come un altro per spillare soldi ai fan, ancor di più quando dietro al ritorno non c’è la minima sincerità (anche se, in questo caso, mi sento di poter dire che non ci siano esclusivamente motivi monetari dietro alla reunion). Dall’altro lato però, non si può negare come questi eventi alla fine risveglino la parte più pura dentro al cuore di fan; è per questo che mi avvicinavo ad Angel of Retribution, l’attesissimo comeback dei Judas Priest con Rob Halford in formazione, con un misto di speranza e scetticismo. Fortunatamente i dubbi sono stati fugati subito e l’album si è rivelato davvero piacevole da sentire e ben realizzato: d’altronde la classe in sede di composizione del terzetto Tipton/Downing/Halford è fuori discussione ed è proprio questo elemento a svettare su tutti. Perché, a ben vedere, i brani di questo disco prevedibilmente pescano parecchio nel passato della band; la notizia buona è però che i Priest non hanno fatto un temuto Painkiller Part 2 (probabilmente il loro lavoro più conosciuto dalla nuova generazione di ascoltatori del metal), ma si sono giustamente ispirati alle sonorità anni ’80, con un sound idealmente a cavallo tra British Steel e Defenders Of The Faith, il tutto con una produzione potente e moderna e con la batteria tritaossa di Scott Travis a scandire il ritmo.
Prima di chiudere un commento sull’edizione speciale di Angel of Retribution, che contiene un dvd extra: il dvd contiene un documentario di 40 minuti sulla reunion della band e sette tracce registrate dal vivo a Valencia. La parte più interessante è ovviamente rappresentata dal concerto presente, visto che, a tutti gli effetti, è il primissimo concerto ufficiale dei Priest con Halford alla voce a non essere ritoccato in studio. Per il resto è l’ennesima testimonianza del carisma unico che possiede il cantante inglese, che lo rende un frontman praticamente inarrivabile (a parte rare eccezioni, ovviamente) nella scena metal. Insomma, vale decisamente la pena spendere qualche euro in più per l’edizione in digipack con il dvd… |