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JUDAS PRIEST "ANGEL OF RETRIBUTION" - Sony Music, 2005

JUDAS PRIEST

“Angel Of Retribution” (Special Edition)

(Sony Music - 2005)

10 Tracce – 52 Minuti

 

Le reunion sono sempre delle monete a due facce: da un lato, pensandoci razionalmente, sono alla fine un modo come un altro per spillare soldi ai fan, ancor di più quando dietro al ritorno non c’è la minima sincerità (anche se, in questo caso, mi sento di poter dire che non ci siano esclusivamente motivi monetari dietro alla reunion). Dall’altro lato però, non si può negare come questi eventi alla fine risveglino la parte più pura dentro al cuore di fan; è per questo che mi avvicinavo ad Angel of Retribution, l’attesissimo comeback dei Judas Priest con Rob Halford in formazione, con un misto di speranza e scetticismo.

Fortunatamente i dubbi sono stati fugati subito e l’album si è rivelato davvero piacevole da sentire e ben realizzato: d’altronde la classe in sede di composizione del terzetto Tipton/Downing/Halford è fuori discussione ed è proprio questo elemento a svettare su tutti. Perché, a ben vedere, i brani di questo disco prevedibilmente pescano parecchio nel passato della band; la notizia buona è però che i Priest non hanno fatto un temuto Painkiller Part 2 (probabilmente il loro lavoro più conosciuto dalla nuova generazione di ascoltatori del metal), ma si sono giustamente ispirati alle sonorità anni ’80, con un sound idealmente a cavallo tra British Steel e Defenders Of The Faith, il tutto con una produzione potente e moderna e con la batteria tritaossa di Scott Travis a scandire il ritmo.

Per quanto riguarda le singole canzoni, le più valide sono indubbiamente quelle più potenti e tirate, come l’esplosiva opener Judas Rising o la veloce e grezza Hellrider, ma è comunque difficile resistere all’energia di riff e pezzi come Deal With The Devil (probabilmente la traccia più “nostalgica” del lotto) e la ritmata Wheels of Fire. Carine, ma un po’ stucchevoli invece le due ballate Worth Fighting For ed Angel (che però si risolleva ampiamente nel finale), mentre un po’ anonimo resta il singolo Revolution, dotato di un riff bello ignorante, ma che poi si rivela piuttosto dimenticabile dopo qualche ascolto. Manca all’appello solo la suite finale, LochNess, decisamente la canzone peggiore dell’album: troppo lunga, autocelebrativa e moscia per riuscire a lasciare un segno. Insomma, Angel of Retribution non è certo un lavoro perfetto (ma, in verità, chi si aspettava un capolavoro da questa reunion?), ma ci mostra una band ancora in piena forma con un Rob Halford che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori a livello di interpretazione. Peccato solo per la mancanza del classico pezzo anthemico sulla falsariga di United o Living After Midnight, che avrebbe dato quel tocco in più al disco. Per il resto c’è tutto quanto si possa desiderare da un disco dei Judas Priest: riff tellurici, grandi melodie e testi irresistibilmente pacchiani. Insomma, bentornati Priest!
ROB HALFORD dei JUDAS PRIEST

Prima di chiudere un commento sull’edizione speciale di Angel of Retribution, che contiene un dvd extra: il dvd contiene un documentario di 40 minuti sulla reunion della band e sette tracce registrate dal vivo a Valencia. La parte più interessante è ovviamente rappresentata dal concerto presente, visto che, a tutti gli effetti, è il primissimo concerto ufficiale dei Priest con Halford alla voce a non essere ritoccato in studio. Per il resto è l’ennesima testimonianza del carisma unico che possiede il cantante inglese, che lo rende un frontman praticamente inarrivabile (a parte rare eccezioni, ovviamente) nella scena metal. Insomma, vale decisamente la pena spendere qualche euro in più per l’edizione in digipack con il dvd…

ALBYRINTH