www.fumettidicarta.it - the musical box

DRAKKAR "RAZORBLADE GOD", Dragonheart Rec. 2002

DRAKKAR
RAZORBLADE GOD

Dragonheart Rec, 2002

I Drakkar sono una bella realtà nel panorama musicale italiano. Sono la Boy Band più promettente venuta fuori dal filone neo-melodico.

Come faccio a conoscerli? Facile. Sono rimasto vittima di Dario “Scarlet Speedster” Beretta domenica 31 ottobre 2004, in tempo per festeggiare Halloween come si conviene.

Cronistoria ad uso e consumo degli altri componenti dei Drakkar. Dario vi ha tenuto nascosto il suo turpe segreto. In realtà è un Nerd che legge fumetti, e si spaccia per cugino in secondo grado di Steven Seagle (in effetti gli somiglia) per conquistare le (poche) lettrici di fumetti. Ma dato che per riuscire in questo obiettivo si devono verificare le seguenti condizioni
a- che esista una lettrice di fumetti
b- che esista una lettrice di fumetti single
c- che esista una lettrice di fumetti single a cui piace il power metal
d- che esista una lettrice di fumetti single a cui piace il power metal e che trovi carino Steven Seagle

In effetti alle convention di fumetti è un po’ difficile trovarle, per cui sovente si passa il tempo sdraiati sui prati. A Lucca 2004 successe esattamente questo. Mi dedicavo a una parte importante del mio lavoro, rendendomi conto di cosa si trovasse tra i vari stand (alcuni colleghi invidiosi definiscono tutto questo come “a Botté, ma stai sempre a nun fa ‘na sega???”, ma lasciateli parlare. Sono formiche dall’orizzonte basso….) e ciondolando ciondolando mi trovai vicino al palco dove si svolgeva il concorso Cosplay (ossia persone dal coraggio non comune si offrono alla visione pubblica, vestite come i personaggi dei cartoni animati che amano di più. Un momento molto pirandelliano di grande accettazione collettiva del fanciullino che è in noi.) e dove parte degli Elitari presenti a Lucca si erano radunati per il fiero pasto. Munito di sottoaceti mi avvicinai al lauto convito, e fui accolto tra gli altri da Scarlet Speedster (alias Dario) che mi fece balenare innanzi il nuovo ciddì dei Drakkar. Commosso decisi di acquistarlo, rifiutando l’offerta del dono. “No! Le giovani boy band vanno sostenute! Tel chi el dané!” e corrisposi all’incredulo Dario un prezzo tutto sommato onesto. Posso ora esimermi dal recensire questo platter, esprimendo al contempo sapidi e arguti giudizi sulla musica ivi contenuta? Direi di no.

Allora, Razorblade God. Il titolo oltre al ciclo di romanzi di Dan SimmonsHyperion”, se non mi inganno, potrebbe echeggiare un racconto di Joe Landsdale, “the god of razors”, traposto oltretutto a fumetti dalla Vertigo come miniserie di 4 albi a 48 pagine.

Interessante il booklet interno con foto dei componenti del gruppo (l’ho detto che Speedster assomiglia a Steven Seagle?) , i testi, e la canonica pagina dei ringraziamenti.

Complessivamente si capisce che ai Drakkar, e in particolare a Dario, piacciano gli Helloween, soprattutto quelli di Keeper of Seven Keys I & II.

Razorblade God è un album Power, con la cassa tirata a 16.000 giri, e la chitarra che martella con il raddoppio della ritmica. Non ci avevo fatto caso infatti, ma Speedster deve avere un polso bionico per mantenere tutte quelle semibiscrome.

DARIO "SCARLET SPEEDSTER", GUITAR

La voce è bella acuta, come in ogni album power che si rispetti, e tranne qualche intervento di piano (ma raaaaaaaaaaaro, e una canzone/ballad all’acustica si va sempre a tutto gas. Ripeto, più degli Hammerfall, ringraziati nel booklet, qui bisognerebbe accendere un cero agli Helloween.

La musica? Il songwriting? La produzione? Il missaggio? I testi? Booooooooohhhh. E che sono Albyrinth? Il professionista è lui. Io, da puro e semplice ascoltatore, posso dire che a mio parere si vede che i Drakkar non sono gli ultimi arrivati.
Onestamente le canzoni non sono estremamente “catchy”, ossia non ci sono melodie che ti entrano in testa subito e non te le levi più (e questo per una boy band non è bene…), però sono abbastanza articolate da non essere noiose e prevedibili.

Certo, se il Power Metal vi fa venire il latte alle ginocchia portate une bacinella, perché questo E’ Power. E’ voci tirate, è chitarre veloci, è cassa a palla, è cori tutti insieme. Insomma non è NU-Metal (e meno male…..) o stoner, grind, thrash, death, black, o altro. In effetti è anche abbastanza diverso dalle cose di Ronnie James Dio…..

DRAKKAR: "QUEST FOR GLORY", 1998
DRAKKAR: "GEMINI", 2000

Vediamo un po’ di dati
Titolo : Razorblade God
Canzoni: 10
Videoclip : 1 (To The Future)
Durata: 49:08

Citazioni: Hyperion (Razorblade God), Eric il Rosso (To The Future) , Dante (Inferno) , Matrix (The Matrix), Tolkien (Galadriel’ Song)

Curiosità: Ma lo sapete che esiste un fan club RUSSO dei Drakkar? Ossia ci sono (presumo) giovani russe con il poster dei Drakkar con Scarlet Speedster che fa head banging?

Ed esiste anche un fan club BRASILIANO dei Drakakr. Anche in questo caso presumo esistano giovani brasiliane che hanno attaccato il poster del Drakkar nelle scuole di samba….

In conclusione… poteva l’Elité esimersi dal segnalare e consigliare questo dischetto? Potevo IO esimermi dal consigliarlo? Giammai! Anche perché il video è TROPPO spettacolare.

ALESSANDRO BOTTERO < a.bottero"at"dreamcolours.it >