www.fumettidicarta.it - the musical box

cover di "FREE DIRT", dei DIED PRETTY

DIED PRETTY - FREE DIRT
1986; Citadel

"Sulla scia dei Radio Birdman i Died Pretty
realizzano un disco tanto bello quanto raro"



di Mr. Mojo Rising

Aussie Rock: questa etichetta musicale non identifica band con determinate caratteristiche o influenze musicali, ma ha la funzione di raccogliere al proprio interno gli artisti nati in Australia. L'Aussie Rock ebbe inizio nei primi anni '70 con nuclei pionieristici come Bee Gees e Missing Links , ossia due band dalle radici musicali completamente distinte che si spartivano la scena nazionale ed iniziavano ad avere i primi riscontri di mercato oltre i confini australiani. Successivi a questa ondata primitiva e in seguito alla rivalutazione del tipico suono di Detroit, il garage rock, con la conseguente riscoperta di gruppi chiave come Stooges e MC5, nacquero due band fondamentali per il prosieguo del rock made in Australia, Radio Birdman e Saints. Già nel 1977, misero la firma a Radios Appear e I'm Stranded, quest'ultimo disco tendente al punk inglese (vedi Sex Pistols), sui quali attinsero a piene mani, dal 1980 in poi, Hoodoo Gurus, Celibate Rifles, Stems, Beasts of Bourbon…e i Died Pretty, che videro spalancarsi nuove strade e nuove alternative sonore.

I Died Pretty, dal canto loro, continuarono questa sorta di evoluzione derivativa riuscendo a trasformarsi in una band dai tratti somatici originali; accantonarono in parte il garage rock di Iggy Pop in favore della melodia, aggiungendo sprazzi della musica dei Television , proto punk arduo da suonare, poggiata su un layer d'accompagnamento di chitarre acide, ripercorrendo a loro modo l'evoluzione psichedelica che dai Byrds portò fino a capisaldi del rock californiano anni ‘60 come Grateful Dead e Quicksilver Messenger Service. Furono questi gli ingredienti che permisero a Ronald Peno la creazione di qualcosa di raro che divenne presto culto in gran parte dell'Europa. La band di Sydney raggiunse così nel 1986, a tre anni di distanza dal primo incontro tra Ronnie Peno e Brett Myers, la piena maturità con la realizzazione del debutto discografico, se non loro miglior lavoro, Free Dirt , anticipato da due EP: Out Of The Unknown e Mirror Blues, entrambi datati 1984.

Free Dirt, prodotto da Rob Younger (già lead vocals dei Radio Birdman) e registrato nei Trafalgar Studios di Sydney per la casa discografica Citadel, vede l'apporto di diversi artisti satellite oltre al nucleo centrale composto dalla base ritmica Chris Welsh (batteria, percussioni) e Mark Lock (basso), dalle tastiere di Frank Brunetti , la chitarra di Brett Myers e la voce di Ronald Peno, a dimostrazione di come questo disco sia stato costruito con cura certosina. Il sapore è quello di una terra lontana e selvaggia, spazzata dal vento del New South Wales che percorre ampie radure da immagine fotografica di Paul Tatz (vedi copertina) e queste sensazioni sono le stesse trasmesse da Blue Sky Day , prima traccia del disco, che dopo un inizio in sordina mette in relazione folk e post punk con incredibile dedizione alla melodia, con giochi di tastiera notevoli e con un finale dominato da un sottofondo di violino (Julian Watchhorn) e mandolino (John Papanis). Difficile poi dimenticare Round & Round col suo riff ipnotico e il sax di Tim Fagan che si mette in bella mostra, difficile però trasformarsi in John Zorn. Oscura tutto quanto Wig-Out , come se quanto prodotto fino ad ora non avesse alcun senso, e la musica cambia completamente tono con spiccate influenze celtiche e una compatta strumentazione psichedelica perfettamente in linea col cantato stralunato di Peno. Riprendono le redini lasciate dopo Round & Round sia Laughing Boy, di una potenza devastante grazie all'ottima prestazione di Chris Welsh, che Through Another Door da riallacciare al folk acido e alla timbrica di Blue Sky Day, scadendo leggermente in originalità e perdendo il rinnovamento fin qui mostrato da Free Dirt se non fosse per l'inserimento del pedal steel di Graham Lee.
Con Life To Go (Landsakes) e Just Skin il climax diventa sacrale, visionario e soprattutto nella prima i Died Pretty sembrano fondersi con il carattere più perturbante dei The Doors di Jim Morrison, forse per la voce di Ronnie che diviene profondamente roca o forse per le tastiere di Frank Brunetti e il piano di Louis Tillett che ricordano Ray Manzarek, o forse…forse le distorsioni conclusive di Myers rappresentano tutt'altro e ci troviamo con l'immaginazione all'interno dell'Avalon di Chet Helms. In questi episodi ci si rende davvero conto della bellezza e della varietà del marchio Died Pretty. Non è comunque finita perché dopo la dolcezza criptica e la calma di The 2000 Year Old Murder i bastard son of Iggy Pop (come lo stesso Peno si definì) si sdebitano nei confronti dell'iguana realizzando Next To Nothing , già nome del 12”EP che precedette il disco e che è una delle più rappresentative dello stesso. Sinceramente un velo di malinconia arriva rendendosi conto che sta per finire tutto ed è assurdo sentendo i toni punkeggianti della traccia conclusiva, Stoneage Cinderella, ma l'ennesima evoluzione, questa volta verso un pop rock più tradizionale (pur sempre valido) dei successivi lavori, rende Free Dirt un disco davvero unico.

TRACKLIST:

1. Blue Sky Day
2. Round & Round
3. Wig-Out
4. Laughing Boy
5. Through Another Door
6. Life to Go (Landsakes)
7. Just Skin
8. The 2000 Year old Murder
9. Next To Nothing
10. Stoneage Cinderella


Alessandro Bianchi - Mr. Mojo Rising