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Aussie Rock: questa etichetta musicale non identifica band con determinate caratteristiche o influenze musicali, ma ha la funzione di raccogliere al proprio interno gli artisti nati in Australia. L'Aussie Rock ebbe inizio nei primi anni '70 con nuclei pionieristici come Bee Gees e Missing Links , ossia due band dalle radici musicali completamente distinte che si spartivano la scena nazionale ed iniziavano ad avere i primi riscontri di mercato oltre i confini australiani. Successivi a questa ondata primitiva e in seguito alla rivalutazione del tipico suono di Detroit, il garage rock, con la conseguente riscoperta di gruppi chiave come Stooges e MC5, nacquero due band fondamentali per il prosieguo del rock made in Australia, Radio Birdman e Saints. Già nel 1977, misero la firma a Radios Appear e I'm Stranded, quest'ultimo disco tendente al punk inglese (vedi Sex Pistols), sui quali attinsero a piene mani, dal 1980 in poi, Hoodoo Gurus, Celibate Rifles, Stems, Beasts of Bourbon…e i Died Pretty, che videro spalancarsi nuove strade e nuove alternative sonore. I Died Pretty, dal canto loro, continuarono questa sorta di evoluzione derivativa riuscendo a trasformarsi in una band dai tratti somatici originali; accantonarono in parte il garage rock di Iggy Pop in favore della melodia, aggiungendo sprazzi della musica dei Television , proto punk arduo da suonare, poggiata su un layer d'accompagnamento di chitarre acide, ripercorrendo a loro modo l'evoluzione psichedelica che dai Byrds portò fino a capisaldi del rock californiano anni ‘60 come Grateful Dead e Quicksilver Messenger Service. Furono questi gli ingredienti che permisero a Ronald Peno la creazione di qualcosa di raro che divenne presto culto in gran parte dell'Europa. La band di Sydney raggiunse così nel 1986, a tre anni di distanza dal primo incontro tra Ronnie Peno e Brett Myers, la piena maturità con la realizzazione del debutto discografico, se non loro miglior lavoro, Free Dirt , anticipato da due EP: Out Of The Unknown e Mirror Blues, entrambi datati 1984. Free
Dirt, prodotto da Rob Younger (già lead vocals dei Radio Birdman)
e registrato nei Trafalgar Studios di Sydney per la casa discografica
Citadel, vede l'apporto di diversi artisti satellite oltre al nucleo centrale
composto dalla base ritmica Chris Welsh (batteria, percussioni) e Mark
Lock (basso), dalle tastiere di Frank Brunetti , la chitarra di Brett
Myers e la voce di Ronald Peno, a dimostrazione di come questo disco sia
stato costruito con cura certosina. Il sapore è quello di una terra
lontana e selvaggia, spazzata dal vento del New South Wales che percorre
ampie radure da immagine fotografica di Paul Tatz (vedi copertina) e queste
sensazioni sono le stesse trasmesse da Blue Sky Day ,
prima traccia del disco, che dopo un inizio in sordina mette in relazione
folk e post punk con incredibile dedizione alla melodia, con giochi di
tastiera notevoli e con un finale dominato da un sottofondo di violino
(Julian Watchhorn) e mandolino (John Papanis). Difficile poi dimenticare
Round & Round col suo riff ipnotico e il sax di Tim
Fagan che si mette in bella mostra, difficile però trasformarsi
in John Zorn. Oscura tutto quanto Wig-Out , come se quanto
prodotto fino ad ora non avesse alcun senso, e la musica cambia completamente
tono con spiccate influenze celtiche e una compatta strumentazione psichedelica
perfettamente in linea col cantato stralunato di Peno. Riprendono le redini
lasciate dopo Round & Round sia Laughing Boy, di
una potenza devastante grazie all'ottima prestazione di Chris Welsh, che
Through Another Door da riallacciare al folk acido e
alla timbrica di Blue Sky Day, scadendo leggermente in originalità
e perdendo il rinnovamento fin qui mostrato da Free Dirt se non fosse
per l'inserimento del pedal steel di Graham Lee. |