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IN FLAMES
“COME CLARITY”
(Nuclear Blast/Audioglobe)
13 Tracce – 45 Minuti
Ovvero:
In Difesa dei Dischi Commerciali
recensione di Albyrinth
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Nel metal c’è sempre stata una tendenza, da parte di alcuni fan, di criticare le band che ad un certo punto della loro carriera fanno album più immediati e più semplici ed, inevitabilmente, la scure del giudizio definitivo si abbatte sulla povera band: “Si sono venduti!”…”Hanno fatto un disco commerciale”…”Vogliono solo apparire su Mtv”. Posto che, sotto certi punti di vista, si possono tranquillamente considerare come “commerciali” tutti i dischi degli Iron Maiden da “Piece Of Mind” in poi (e questo giusto per toccare subito i grandi mostri sacri)…che male c’è a puntare ad allargare il proprio pubblico, se questo non vuol dire “perdere l’anima”? E’ pur sempre un’evoluzione del sound e, come tale, può piacere o non piacere, ma, se non fatta in modo becero, ritengo vada rispettata.
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Tutto questo per introdurre l’ultima fatica degli svedesi In Flames, Come Clarity, un album indubbiamente commerciale, indubbiamente pensato per fare il botto negli States e per girare sulle radio, ma comunque validissimo. D’altronde si possono dare loro colpe? Attivi da quasi 15 anni, gli In Flames sono state una delle formazioni che hanno plasmato il sound che contraddistingue la scena svedese, cioè l’unione di ritmiche tipiche del death metal con forti dose di melodie e di riferimenti al metal classico. |
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Dopo anni di onorata carriera, in cui la band si è creata una buona base di fan in Europa e Giappone, negli States incominciano a spuntare come funghi gruppi che ripresentano questo tipo di sonorità in una forma più moderna (il cosiddetto Metalcore), che ammettono senza problemi di essersi ispirati proprio agli In Flames ed ai Soilwork e che, sorprendentemente, vendono tonnellate di copie.
E, dopo l’apparizione, quest’estate, sul palco principale dell’Ozzfest, il momento per tentare la missione di conquista del mercato americano era più che propizio.
Si può veramente accusare di qualcosa Jesper Stromblad e soci per avere puntato, piuttosto dichiaratamente, al mercato statunitense e per avere realizzato un disco formalmente più conforme a quello che gira da quelle parti?
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Direi di no, anche perché, nell’operazione, gli In Flames non hanno svilito il loro sound, non hanno effettuato cambiamenti epocali e sono anzi rimasti fedeli a sé stessi ed alla propria evoluzione, portando avanti il discorso intrapreso con Reroute To Remain, il lavoro che aveva già segnato il punto di rottura con i primi album della band, riadattando in modo soddisfacente alcuni elementi: le canzoni diventano così più semplici, corte e dirette e vengono costruite completamente intorno ai ritornelli, mentre gli assoli vengono drasticamente ridotti (anche se, comunque, continuano ad essere ben presenti), il tutto per raggiungere un sound il più possibile immediato ed efficace. |
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Una missione perfettamente riuscita, dove la formazione svedese comunque non snatura minimamente la propria personalità, visto che comunque il riffing di Jesper Stromblad (davvero personale) e le melodie rimangono riconoscibilissime, così come alcune strutture tipiche, il tutto marchiato comunque da una buona aggressività e potenza di fondo. Oltre a questo va sottolineata la prova di Anders Friden alla voce, forse per la prima volta in assoluto davvero efficace nell’uso del cantato aggressivo (ora scevro del growl) alternato a quello pulito ed una produzione potente, moderna e ben realizzata. |
Come Clarity è un disco riuscito e decisamente piacevole che, nonostante la sua immediatezza, non sembra soffrire di scarsa longevità: gli In Flames si saranno anche commercializzati, venduti secondo alcuni, ma l’hanno fatto nel modo migliore possibile. Un sincero in bocca al lupo alla formazione svedese perché la missione di conquista del mercato degli States abbia successo. |
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Ah, dimenticavo le canzoni: le migliori sono la esaltante “Crawling Through Knives” e “Dead End”, graziata dalla presenza della brava cantante folk Lisa Miskovsky, mentre le peggiori sono la piattissima “Scream” e la title track, davvero un po’ troppo pacchiana e becera nel suo tentativo (fallito) di essere malinconica ed evocativa. |
Albyrinth [voivodrulez “chiocciola” gmail.com] - Febbraio 2006
Tracklist:
IN FLAMES
“Come Clarity”
1. Take This Life
2. Leeches
3. Reflect The Storm
4. Dead End
5. Scream
6. Come Clarity
7. Vacuum
8. Pacing Death's Trail
9. Crawl Through Knives
10. Versus Terminus
11. Our Infinite Struggle
12. Vanishing Light
13. Your Bedtime Story Is Scaring Everyone |
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