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RAGE 'Speak Of The Dead' - Nuclear Blast/Audioglobe, 2006

RAGE
Speak Of The Dead

Nuclear Blast / Audioglobe , 2006

di
Dario
"Scarlet Speedster"
Beretta

E’ uscita da poco questa nuova fatica del gruppo capitanato da Peter “Peavy” Wagner, da sempre una garanzia di qualità per gli amanti dell’heavy metal tedesco. Una garanzia che sembra non scadere mai, perché anche Speak of the Dead non deluderà i fan del gruppo. Si tratta infatti di un disco che conferma la continua crescita dei Rage; una crescita che ha avuto un’accelerata enorme con la rifondazione che ha portato nella band Victor Smolski e Mike Terrana, la cui grande tecnica si è andata ad aggiungere alle melodie di Peavy creando una miscela esplosiva.
RAGE
Speak of the Dead è diviso in due parti: la prima è una lunga suite, in cui la band è supportata da un’orchestra come lo era stata in alcuni album del passato (Lingua Mortis e XIII), ma con una differenza fondamentale, e cioè che all’epoca non c’era Smolski. Il buon Victor ha una preparazione musicale eccellente - non per niente è figlio di un’importante direttore d’orchestra bielorusso, e come tale ha mangiato pane e musica fin da bambino - e la differenza tra i suoi arrangiamenti e quelli del pur bravo Christian Wolffe, responsabile dell’orchestra su Lingua Mortis e XIII, si sente tutta, ed è a favore di Smolski. L’alternanza tra momenti di pura potenza sonora, passaggi orchestrali e melodie ariose ed epiche fa di questa suite un’opera sempre interessante, a tratti esaltante, che necessita di diversi ascolti ma che dopo un po’ entra nel cuore.
RAGE
La seconda parte del disco è invece composta da brani più tradizionali in pieno stile Rage, ossia ricchi di splendide melodie dal retrogusto malinconico abbinate a ritmiche potentissime in stile power/thrash. Tra tutte, spicca l’epica Soul Survivor, ma anche Turn My World Around e la titletrack si fanno decisamente apprezzare con la loro miscela di tecnica, aggressività e gusto melodico. Mostruose, come sempre, le prestazioni alla chitarra e alla batteria di Smolski e Terrana, due dei migliori musicisti in circolazione nella scena metal sui rispettivi strumenti; della voce di Peavy c'è poco da dire, il buon Peter canta nello stesso modo ormai da qualche album, con calore, passione e cattiveria da perfetto metallaro, e chi lo apprezza continuerà a farlo anche stavolta.
Decisamente convincente anche la produzione, pulita e potente, che esalta al massimo tanto le ritmiche nervose e aggressive della band quanto i passaggi più ariosi.
In definitiva, l'ennesima prova dello stato di salute di un gruppo eccellente, che ha saputo rinnovarsi e crescere costantemente nel tempo e che ha pochi eguali nel campo del power metal. Da avere.