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Come mi son trovato ad assistere ad uno dei più importanti eventi musicali dell’anno? Di che evento sto parlando? Ma del concerto degli U2, tenutosi allo stadio olimpico di Roma il 23 luglio, terza data del tour Vertigo, di passaggio per l’Italia, dopo il pienone di gente fatta nelle due date di Milano.
Dicevo come mi ci son trovato….a Febbraio di mi è stata fatta la proposta di andare a Roma e così a cuor leggero ho accettato e mi so ritrovato quasi 6 mesi dopo in uno stadio strapieno di gente (alcuni dicono 80.000 persone) alle 5 di pomeriggio in curva nord ad aspettare la loro esibizione. Chiedo scusa fin d’ora, per gli eventuali errori o mancanze presenti in questa mini recensione, a chi degli U2 conosce vita, morte e miracoli ma quello che scrivo è frutto delle emozioni ed impressioni di un normale spettatore. Bè senza che me accorgessi sono arrivate le 20:57 l’ora X in cui è cominciato il concerto (ad allietarci l’attesa si sono esibiti Federe ed Ash) all’ingresso della band sul palco sono echeggiate queste parole UNO-DUE-TRE CATORCE!!!!! E via al pezzo d’apertura Vertigo, travolgente, adrenalina allo stato puro. Le canzoni eseguite sono state: Vertigo, I Will Follow, The Electric Co., Elevation, New Year's Day, Beautiful Day, I Still Haven't Found What I'm Looking For, All I Want Is You, City Of Blinding Lights, Miracle Drug, Sometimes You Can't Make It On Your Own, Love And Peace Or Else, Sunday Bloody Sunday, Bullet The Blue Sky, Miss Sarajevo, Pride (In The Name Of Love), Where The Streets Have No Name, One, brevissim pausa e di nuovo sul palco per: Zoo Station, The Fly, With Or Without You, All Because Of You, Yahweh, Vertigo. In più di due ore di concerto (è finito alle 23:15), oltre alle spettacolari esecuzioni di 24 canzoni, Bono Vox insieme alla sua band hanno regalato emozioni, omaggiato l’Italia e cercato di sensibilizzare il pubblico presente su temi quale l’azzeramento del debito dei paesi del terzo mondo e la libera coesistenza tra religioni, razze e culture diverse. Cercherò di favi partecipi di tutto questo e partirò proprio dall’inizio del concerto che da Vertigo a Elevation è stata musica martellante e coinvolgente fino allo splendido attacco di basso Adam Clayton su New Year's Day, durante l’esecuzione di Sometimes You Can't Make It On Your Own Bono ha inserito delle strofe di una classica canzone napoleta: Vir' o' mar' quant' è bell', spir' tant' sentiment' culminato con un acuto. E di momenti così in cui Bono si ingrazia il pubblico omaggiando il paese e la capitale ce ne sono tanti altri come quando si arriva a Love And Peace Or Else e precisamente alla fine della sua esecuzione quando Bono si piazza alle percussioni e battendo con grinta la pelli da l’attacco a Sunday Bloody Sunday, di seguito Bullet The Blue Sky fino ad arrivare alla toccante Miss Sarajevo cantando anche la parte in italiano (eseguita originalmente da Pavarotti) e dedicata alle vittime degli attentati a Sharm la mattina stessa e nel suo finale sono apparsi nei maxi schermi della scenografia alle loro spalle il testo scorrevole dei primi sei articoli dei dirtitti dell’uomo. Ma le emozioni non sono finite subito dopo è stato il momento di Pride e Bono si è tolto gli auricolari proprio per ascoltare il coro degli ottantamila dell’olimpico. “I would like to show you something. Somebody you know gave me this (e si sfila il rosario mostrandolo alla folla), a beautiful man. In return I gave him something like this (e si toglie gli occhiali e li mostra), and the Holy Father, he put on my fly-shades and he made a wicked face like this. So I wanna thank John Paul for all the work he did for the Dropt the Debt campaign. It’s not about the Right, it’s not about the Left, it’s not about people who believe in God,and people who don’t. We worked together as one.”
Ricordando anche il suo impegno e quello di altri artisti freschi di Live8 della loro iniziativa per l’azzeramento del debito del terzo mondo e durante il concerto si è fatto testimone e portatore del concerto di uguaglianza e fraternità dei popoli con il concetto di Coesist parola formata da lettere e simboli della religione Cristiana, Musulmana e Ebraica. Nella seconda parte del concerto c’è stato spazio per l’esecuzione di: Zoo Station, The Fly, With Or Without You, All Because Of You ed una splendida versione acustica Yahweh con dietro lo scorrere di immagini in cui ed anche qui ha omqggiato Roma cambiando l’ultima strofa finale: “Take this city, invece di “Take this city
Cosa dire adesso, sicuramente mi son dimenticato molti momenti per me questo concerto è stato un evento dove oltre a bella musica, ottimi effetti (a parte i maxi schermi che proiettavano immagini sempre azzeccate a seconda della canzone, il palco si immergeva nella folla del prato con due passerelle che abbracciavano il pubblico formando un ovale), ci son stati parecchi momenti emozionanti in cui è stato dato modo di riflettere alo spettatore. Lunga vita agli U2! di SENTRY < sentry01"at"hotmail.com > |