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ULTRAVOX - VIENNA
1980; Chrysalis


"Dopo il cambio d'organico la band si dedica
a una musica più romantica e melodica"


di Mr. Mojo Rising

Vienna rappresenta l'esordio della nuova era Ultravox. Cambiato assetto dopo le delusioni ricevute con Systems of Romance , che già proponeva venature neo-romantiche, con le partenze di John Foxx che intraprenderà la carriera solista, e Robin Simon unitosi successivamente ai Magazine, il gruppo si avvia verso una strada più melodica ed epica, sovrastruttura del romanticismo ampolloso apportato da Midge Ure, unitosi agli Ultravox dopo che Currie avviò una breve collaborazione con i Visage. Fu lunga la strada percorsa dagli Ultravox, dagli esordi conditi da rock ‘n roll e glam, sotto la nomea Tiger Lily e risultanti nel 45 giri Ain't Misbehavin', la band, guidata dalle mani esperte di Brian Eno nelle vesti di produttore assieme a Steve Lillywhite, si impose sulla scena musicale riuscendo a coniugare al meglio l'aggressività punk con la sperimentazione elettronica. Sintetizzatori e ritmi ossessivi all'unisono che sfociano nelle atmosfere ipnotiche, glaciali di Systems of Romance (1978), base di partenza del pop elettronico e maggiore ricerca della melodia, che risentono moltissimo dell'influenza del produttore Conny Plank. Si conclude così il periodo guidato da John Foxx, da segnalare il suo debutto solista con Metamatic (1980), che lascerà ai posteri i dischi Ultravox! e il più maturo Ha!Ha!Ha! , entrambi datati 1977.

Si arriva così a Vienna, prodotto dall'etichetta Chrysalis nel 1980, e si arriva così al tanto atteso successo; infatti i due singoli, Vienna e All Stood Still raggiungeranno rispettivamente la seconda e l'ottava posizione in Gran Bretagna. Anche il terzo singolo, Passing Strangers riceverà un'adeguada accoglienza da parte di critica e pubblico confermando l'ottimo stato di forma di Currie e compagni. La band si presenta con il solito Billy Currie alle tastiere e al violino, Warren Cann alla batteria, Christopher Allen (aka Chris Cross) al basso e James (Midge) Ure alla voce, d'impronta marcatamente progressiva, tanto che venne paragonata a quella di Jon Anderson degli Yes. Bene, un clic su play e l'avventura comincia facendoci capire sin dalle primissime battute il valore dell'album. Astradyne, introduzione di sette minuti tutta strumentale nella quale Currie prende la leadership, è un walzer fatto di sperimentazione elettronica in cui riemergono gli insegnamenti dei Kraftwerk e quella vena glam, persa da tempo, in ricordo delle prime uscite, dei primi concerti e dei primi 45 giri.

Con New Europeans fa finalmente esordio il classico timbro vocale di Midge Ure e subito si sente l'incedere della new wave, del sintetizzatore che in questa traccia acquista un ruolo importante, e il pop romantico che negli anni a seguire farà la fortuna di gruppi come Spandau Ballet e i più quotati Duran Duran. Magnifica la chiusura di piano dopo i tanti giochi elettronici che ne caratterizzano il corpo centrale. Sullo stesso tema anche Private Lives che apre proprio con lo stesso strumento prima dell'incedere della batteria strozzata di Cann. La traccia si riveste di decadentismo e la chitarra acquisisce maggior spessore, raccontando di vite riservate in una lirica criptica: “Close your eyes and use the melody, Who cares who stares under the light? See the shadow tailing me again, It shows, it glows, and it grabbed so bright.”. Passing Strangers è la canzone che maggiormente ci immerge nel clima della new wave, intrisa d'espressioni dark nella quale c'è un avvincente duello tra il sintetizzatore e il coro, distante e contrastante rispetto alla voce di Ure. A rappresentanza della formula melodica adottata dai nuovi Ultravox troviamo Sleepwalk , nulla più di un pop molto orecchiabile che rimane impresso nella mente come cantilena da chiodo fisso. Nessuna preoccupazione che arriva la composizione migliore del disco, Mr.X. L'incipit ricorda moltissimo Plaza, traccia iniziale di Matematic, album solista di John Foxx.

I movimenti si fanno robotici mentre Currie narra le vicende di Mr.X, un perfetto sconosciuto, in un clima inquietante, reso tale dall' effettistica elettronica ossessiva e sfumata nel finale dall'avvento della viola col suo dolce suono. Ricalca il tema di Mr.X anche la traccia successiva, Western Promise riproponendo uno sperimentalismo elettronico vicino, in alcuni frangenti, alla cosmic music e il cantato è ancora di Curie nell'intento di spezzare nella parte centrale di Vienna le redini del romanticismo di Ure. L'attimo di riposo per le corde vocali di Midge permettono al Nostro di mostrare tutte le sue qualità canore e le poche frasi della canzone Vienna, che da il nome al disco, ne saranno la prova: “The feeling has gone only you and I. It means nothing to me. This means nothing to me. Oh Vienna.”. Pel resto è una perfetta pop song con una buona struttura musicale merito del solito Billy. La chiusura ci riporta, come già fece Astradyne, al periodo passato degli Ultravox, rivangando nelle radici post punk: questa è la ritmatissima All Stood Still. Il cerchio è stato chiuso, tutta la musica e i vari rinnovamenti a cui gli Ultravox ci hanno abituato sono qui contenuti ed è giusto rivalutare questo disco troppo spesso dimenticato sotto la mole del successivo Lament, realizzato nel 1984.

TRACKLIST:
1. Astradyne
2. New Europeans
3. Private Lives
4. Passing Strangers
5. Sleepwalk
6. Mr.X
7. Western Promise
8. Vienna
9. All Stood Still


Alessandro Bianchi - Mr. Mojo Rising

BILLY CURRIE (ULTRAVOX)
WARRENNCANN (ULTRAVOX)
CHRISS CROSS (ULTRAVOX)
MIDGE URE (ULTRAVOX)