www.fumettidicarta.it - musical box

Individualità ed ensemble nel rock / Lo Spirito Cremisi

di Glauco "MysteryTour" Cartocci

Spesso si sente parlare di gruppi rock, attuali o disciolti da anni, come se fossero composti da quattro o cinque individui autonomi, affiancati per caso.
Per fare il primo esempio che mi viene in mente, i Led Zeppelin sarebbero Page + Plant + Jones + Bonham: ognuno può assegnare dei "valori" ai singoli componenti e, attraverso sommatoria algebrica, ottenere un risultato.

Ma siamo sicuri che questo corrisponda alla realtà?

Nelle scienze che si occupano di percezione è noto il concetto di Gestalt. Il caso più evidente? la figura geometrica, definita dai propri punti, costituisce un elemento nuovo rispetto ad essi. Oppure: una linea melodica è molto di più di una somma di note, tanto che, modificando la tonalità, la melodia rimane percepibile ugualmente, perché ciò che conta è l'interazione fra le note stesse, i rapporti che le legano.

Ci sono molti gruppi rock, è vero, fortemente concentrati su una personalità di spicco, che dà alla band fisionomia e direzione: penso ai Traffic, ai Jethro Tull, ai Procol Harum. In tali casi l'insieme sembrerebbe poter essere identificabile con il leader.

Ma, a mio avviso, lo Spirito di un Gruppo (se di veri artisti si tratta e non di fantocci messi là per ragioni commerciali, o session-men) ha sempre una sua realtà, tangibile e indipendente, superiore ai suoi componenti.

Mi spiego: se i Beatles fossero davvero stati Lennon e Mc Cartney, allora i LP “solo” di questi due avrebbero dovuto essere di altissimo livello, per semplificare come un “mezzo LP" dei Beatles.
Che so, il primo disco da solista di McCartney, che col gruppo aveva eseguito parecchi pezzi praticamente da solo, doveva essere un insieme di canzoni paragonabili a “Michelle”, “Yesterday”, “Mother Nature’s son”, “Blackbird” e così via. Ma il livello qualitativo fu assolutamente inferiore.
Un altro esempio: gli Yes hanno cambiato molte formazioni. In alcune non c’era Steve Howe, in una (Drama) non c’era nemmeno Jon Anderson, quello che più suggeriva una identificazione col gruppo.
Eppure in ogni fase ci fu qualcosa di specifico, al di là della chitarra o della voce, qualcosa che non si ritrovava in nessun LP “solo”, qualcosa che veniva fuori dall’insieme, oserei dire dal marchio YES.

Secondo me il caso più eclatante è quello dei King Crimson.

E’ stata una delle band più tormentate di tutti i tempi. Basti pensare che i cantanti sono stati cinque: e il cantante, da sempre, è uno degli elementi meno sostituibili, che dà più l’impronta ad un gruppo.
E’ già tanto, nelle altre band, se lo si riesce a cambiare una volta...

Tuttavia, nelle incarnazioni del Re Cremisi susseguitesi negli anni, cambiavano le persone, cambiavano le sonorità, cambiavano le strutture, cambiavano i parolieri, ma restava sempre un sapore musicale netto, preciso, inconfondibile.

Un filo unico unisce “Cat Food” a “Ladies of The road” a “Great Deceiver”, a “Sex sleep eat dream”, a "Facts of Life", attraverso il tempo.
Ancora, sono assimilabili "I Talk to the Wind", “Cadence and Cascade”, “Lady of the dancing Water”, “Inner Gardens”.
Con facilità, seguendo un sentiero preciso, si può passare da "Formentera lady" a “The Night Watch” e "Fallen Angel", poi, saltando in avanti, a "Matte Kudasai", “Two Hands”, "ConstrucKtion of light", "Eyes Wide Open"...
Lo stesso vale per i brani strumentali “Providence” “Asbury Park” “Red” “Thrak” e tanti altri.
Le varie “Lark’s tongues in Aspic” si rincorrono a prescindere dagli esecutori. In una sezione di "Power To Believe", 2003, è possibile rintracciare echi dell'apertura dell' LP del 1973, il "Lark's Tongues" di Wetton, Bruford, Cross e Muir (tutti ormai ex membri): trent'anni precisi separano i due album, ma la magìa è la medesima.

La sostanza sonora rimane coerente persino quando negli anni '80, fino ai Duemila, Adrian Belew prende le redini del gruppo, cantando, suonando una chitarra paritetica a quella di Fripp, scrivendo 100% dei testi e gran parte delle musiche.
Uno può dire: certo, Fripp rimane l’elemento costante... ma non può essere solo quello; Fripp scrive sì buona parte dei pezzi, ma sempre in collaborazione stretta con gli altri; attualmente poi, come ho già detto, sembra in secondo piano rispetto al suo collega Belew.

La riprova del fatto che Fripp non sia King Crimson è che ci sono stati lunghi periodi di “buco” fra una formazione e l’altra, per esempio dopo Wetton (1978-82) o dopo che la successiva incarnazione si sciolse nell’85 per riformarsi solo nel '95.
Nel frattempo Fripp che faceva? dischi, con David Sylvian, con Toni Childs, con Andy Summers, con la League of Gentlemen, addirittura con uno String Quintet.

Ma nessuno di questi progetti era King Crimson.

A un certo punto si è ricreata quella specifica consonanza, e Fripp ha ricreato il Re, con mutata fisionomia, ma inequivocabilmente coerente allo Spirito di sempre.

O è stato il Re, un’ Entità autonoma, a risvegliarsi e a riacchiappare Fripp perchè lo evocasse?



Febbraio 2007 - Glauco Cartocci. Nessuna parte di questo articolo può essere riprodotta senza l'autorizzazione dell'autore.

 

 

 

 

King Crimson - immagine elaborata da Glauco Cartocci

 
 
 
 

garage ermetico - interviste - dizionario dei fumetti - a sangue caldo - fahrenheit 451 - occhio che uccide - musical box - links - real life
who's who
- scrivi per l'élite - archivio - éliteblog - éliteforum - scrivici