Credo sinceramente che il genere che una volta veniva definito "Pomp Rock", ossia l'Hard Rock melodico dai risvolti epici ed eleganti tipico della terra d'Albione, sia uno dei più difficili da interpretare. Produrre brani che abbiano nelle melodie il loro punto di forza, senza rinunciare all'energia dell'hard rock e senza scadere nel melenso, nello smaccatamente commerciale, è pratica che solo songwriter di altissimo livello riescono a svolgere efficacemente. Tony Clarkin è sicuramente tra questi; da ormai 30 anni, infatti, i suoi Magnum sfornano album di gran classe, e continuano a farlo anche oggi, a dispetto dell'età media e dei problemi di salute del corpulento chitarrista.
Diciamolo subito, e chiaramente: "Princess Alice and the Broken Arrow" è il miglior album sfornato dal gruppo inglese dal momento del loro comeback, superando facilmente il mediocre "Breath of Life" ma anche il buonissimo "Brand New Morning". Non solo: è un album che si prende il grosso rischio di richiamare, dall'artwork al sound, il capolavoro del gruppo, "On a Storyteller's Night", riuscendo a non sfigurare nell'inevitabile confronto. Certo, "Storyteller" gli è sotto ogni aspetto superiore, ed è probabilmente l'album definitivo per i Magnum, il classico disco perfetto che il 90% delle band compongono una sola volta nella vita; "Princess Alice and the Broken Arrow", però, ne rappresenta un ideale seguito più che degno. Mai, nell'ascoltarlo, ho avuto la sensazione che quella dei Magnum fosse una semplice mossa commerciale, studiata a tavolino per incuriosire i vecchi fan; in questo disco c'è molto di più.
C'è una band come sempre sincera, che sprizza passione per un certo tipo di musica da ogni poro, c'è un gruppo che riscopre le sue radici senza bisogno di clonare nulla, nè di rinnegare la strada percorsa. E' un album che sta in piedi da solo, che ha una propria personalità e una propria cifra stilistica al di là dei richiami al passato. Concedetemi un'appunto personale: spero di arrivare anche io a 60 anni così, con tutta questa voglia e questo amore per la musica.
Dicevamo della cifra stilistica dell'album. Il ritorno allo stile epico (sempre nei limiti di un hard rock di classe, comunque, non pensate alle divertenti baracconate di certi gruppi power!) di "Storyteller" si accompagna ad un flavor anni '70 che rimanda al rock progressivo degli esordi della band, dando vita ad un album fresco, affascinante, avvolgente. La produzione, coerentemente, è molto "analogica" e "calda" e contribuisce all'atmosfera, che a tratti è veramente "fuori dal tempo".
La cosa che veramente sorprende, comunque, è la mancanza di brani riempitivi o comunque "sottotono"; ogni pezzo è significativo e ha qualcosa che vi rimarrà in mente, che vi colpirà e vi farà venire voglia di riascoltarlo, più e più volte.
L'opener "When We Were Younger" è una cavalcata epica in cui subito Bob Catley e Tony Clarkin salgono in cattedra con le loro impeccabili interpretazioni; "Eyes Wide Open" , dopo una strofa dominata dalle chitarre acustiche (molto presenti in tutto l'album) alza ulteriormente il tiro con un chorus ancora più maestoso, ma sempre con quel "senso della misura", così tipicamente Magnum, che gli impedisce di essere pacchiano come sarebbe stato in mani altrui.
"Like Brothers We Stand" è la prima semi-ballad del disco, ma non pensiate di trovarvi di fronte alla consueta e un pò scontata canzone d'amore; qui siamo decisamente più dalle parti di "Les Mort Dansant", con un brano cadenzato dal testo malinconico dedicato agli indiani d'america, cantato con classe sopraffina da un Bob Catley che sembra veramente non perdere mai smalto e feeling.
"Out of The Shadow" riporta la chitarra di Tony Clarkin in primissimo piano, mentre le tastiere di Mark Stanway dipingono affreschi sonori che donano una profondità notevole senza mai essere invadenti. Quasi 7 minuti per uno dei brani più potenti e progressive dell'album.
Arriva poi il momento di "Dragons Are Real", un vero e proprio inno che farà sicuramente sfracelli in sede live, sostenuto alla grande dalla pulsante sezione ritmica di Alan Barrow e Jimmy Copley. Finita la scarica di adrenalina, le atmosfere si rifanno più rilassate con "Inside your Head", ballad pianistica che oserei definire "Beatlesiana", o comunque profondamente anni '60/'70, con un chorus semplicemente strepitoso. Se non vi smuove neanche un pò, beh... Avete il cuore di pietra!
"Be Strong" riconduce la band su territori più classicamente pomp, tra tastiere magniloquenti e arrangiamenti di chitarra sofisticati; 20 anni fa si sarebbe potuta definire "commerciale" e probabilmente ne avrebbero tratto un video... I tempi sono cambiati, ma i Magnum no, a dimostrazione della loro sincera passione.
E poi, proprio quando uno si aspetta che, magari, cominci a comparire qualche momento di stanca, "Princess Alice and the Broken Arrow" preme sull'acceleratore con un quartetto di pezzi finali ancora di altissimo livello. "Thank you for the Day", a mio parere, è uno dei brani più belli mai scritti dal gruppo, con un'altra "semi-ballad" in cui suoni e armonie tipiche del prog anni '70 si miscelano con splendide melodie che vi resteranno in testa al primo ascolto. "Your Lies" è un solido brano hard rock dall'incedere incalzante, con un lavoro chitarristico di altissimo livello, e "Desperate Times" è un altro gran pezzo, figlio più che legittimo dei primissimi album del gruppo, magnificato dall'ennesimo chorus indimenticabile.
La chiusura è affidata all'ispirata "You'll Never Sleep", 5 minuti di hard epico, con Jim Lea degli Slade come violinista ospite, che vi lascerà una gran voglia di premere il tasto play un'altra volta e far ripartire il CD dall'inizio.
Molto carino anche il documentario inserito nel Bonus DVD, devo dire, anche se certo non è il motivo principale per cui acquistare l'ultima fatica del gruppo inglese. Quello, grazie al cielo, è ancora la musica!
Forse, qualcuno potrà trovare un album come questo anacronistico; qualcun altro si chiederà cosa abbiano ancora da dire i Magnum nel 2007. Secondo me, semplicemente, non ci si dovrebbe mai domandare cosa un disco (o un fumetto, o un libro, se è solo per questo) abbia da dire: solo cosa abbia da dare. E nel caso dei Magnum, beh... Basta una sola parola: emozioni. E da "Princess Alice and the Broken Arrow" io ne ho tantissime... Ogni volta che lo riascolto. Semplicemente grandi, ancora una volta.
Tracklist:
1. When we were younger 2. Eyes wide open 3. Like brothers we stand 4. Out of the shadows 5. Dragons are real
6. Inside your head 7. Be strong 8. Thank you for the day 9. Your lies 10. Desperate times 11. You'll never sleep.