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PAIN OF SALVATION
“SCARSICK”
(10 Tracce – 68 Minuti
)
Inside Out/2007
di Albyrinth

Strano genere quello del cosiddetto progmetal: a dispetto dell’ottimo successo e dello stuolo di fan che seguono appassionatamente (anche troppo…) questo filone, sono veramente poche le band che hanno saputo veramente trovare una vera commistione tra musica progressiva e stilemi metal. Gran parte delle volte, infatti, si tratta solo di un recupero di elementi puramente formali dal rock progressivo, come uno spiccato accento su complicate ed ipertecniche parti strumentali e la presenza di pezzi molto lunghi e strutturati: la vera anima del prog non era però questa, era la voglia di andare oltre le convenzioni musicali, di rompere e ricostruire la struttura delle canzoni, di evolvere il rock verso nuovi orizzonti. La tecnica strumentale e la complessità dei brani, così, erano solo la ovvia conseguenza di questo, ma non la base di partenza.

Nel progmetal, come detto, questo gran parte delle volte non succede: non vi è una ricerca sonora, ma piuttosto un furbo recupero mirato da band anni ’70 ed uno sfoggio estetico di bravura strumentale e di canzoni chilometriche. E’ sempre stato uno dei grandi problemi, per esempio, dei Dream Theater (una formazione indubbiamente derivativa, nonostante abbia saputo sviluppare una propria personalità), la band più popolare del genere, che ha spesso annacquato le proprie capacità nel songwriting in suite infinite ed ipercomplesse, perdendo completamente di vista la forma canzone.

Gli esempi di gruppi che hanno saputo veramente comporre musica progressiva all’interno del metal sono in verità molto pochi: i Fates Warning di A Pleasant Shade Of Gray, i Cynic, gli Opeth, in un certo senso anche il Devin Townsend solista…ed i Pain Of Salvation. Arrivati giovanissimi al contratto discografico, questi ragazzi svedesi sono sembrati da subito una boccata di ossigeno in una scena che già asfissiava a livello creativo, quasi dei predestinati. I loro primi due dischi, Entropia e One Hour By The Concrete Lake, seppure, per certi versi, ancora acerbi, mostravano una formazione che si segnalava non solo per le già impressionanti doti strumentali, ma per il coraggio e la personalità.

Ci volle relativamente poco perché la band arrivasse alla maturità e The Perfect Element già era lo specchio di una formazione che non aveva paura di rischiare, di toccare e mischiare vari generi, sonorità, atmosfere e di farli propri con un songwriting complesso ed originale. Il successivo Remedy Lane e lo splendido live acustico 12:5 non solo riconfermarono i Pain Of Salvation a livelli di eccellenza, ma ci ha mostrarono una band capace di soffermarsi maggiormente sulle melodie (piuttosto ispirate da quelle dei Genesis) e sulla forma canzone, di puntare maggiormente all’immediatezza ed alla semplicità senza rinunciare né alla tecnica né ad un songwriting strutturato.

E poi arrivò Be, il primo vero e pesante passo falso di questa formazione: in questo disco la band svedese spinse avanti il discorso della contaminazione di generi, arrivando però ad un lavoro pretenzioso, prolisso e noioso, dove ogni brano appariva esagerato nella ricerca formale e dove le capacità melodiche espresse dal gruppo in passato venivano tarpate da composizioni troppo lunghe ed annacquate.

Insomma, qualcosa sembrava essersi rotto nel meccanismo, fino a quel punto quasi perfetto, dei Pain Of Salvation, ma, per fortuna, questo nuovo Scarsick, un controverso e politicizzatissimo concept sul potere americano, spazza via tutti i dubbi, presentandoci un gruppo di nuovo con i piedi ben piantati per terra, capace di interrogarsi sugli errori commessi nell’album precedente e di correggerli brillantemente. Fondamentalmente rimane di base la commistione dei generi e delle atmosfere più disparate, ma la band (senza più Kristoffer Gildenlöw, fratello del cantante Daniel) riesce a ritrovare la semplicità nel proprio songwriting, nonché a ridare totalmente la scena alle melodie.

Sono tante le sensazioni che il gruppo esplora nelle dieci tracce che compongono questo disco: si parte con due pezzi possenti, dove il gruppo ritorna sui territori del crossover (già esplorati con la opener di The Perfect Element, ovvero “Used”) caratterizzati dal contrasto tra la durezza delle strofe e le suadenti aperture melodiche del ritornello, si continua con la splendida “Cribcaged” (forse il brano migliore di tutto l’album), con la sua struttura in continuo crescendo, dall’intro pianistica fino al finale dove il bravissimo Daniel Gildenlöw canta tutta la sua rabbia verso la società americana, sino a toccare generi come il musical (“America”, coi suoi richiami a West Side Story), il rock alternativo di “Modern Mrs. Mary” ed addirittura la disco dance nella delirante ed irresistibile “Disco Queen”; ma ci sono anche i toni oscuri ed oppressivi di “Flame To The Moth” fino ad arrivare alla complessa e ricca di variazioni “Enter Rain”, la canzone finale, dove, tra omaggi neanche troppo nascosti ai Genesis ed improvvise accelerazioni, arriviamo al climax di questo concept.

La band svedese ha decisamente imparato la lezione, ha saputo fare un esame di coscienza, prendere tutto ciò che c’era di valido dall’evoluzione portata da Be, epurarne i difetti e rimettersi in gioco, tornando a basare maggiormente il tutto sulle melodie e sulla semplicità: Scarsick è così un disco molto ricco di sensazioni, atmosfere ed emozioni diverse, ma anche un lavoro ascoltabilissimo e davvero piacevole e sorprendente. Un graditissimo ritorno a livelli di eccellenza e, probabilmente, il passo definitivo verso la maturità e verso nuove vette da raggiungere nell’immediato futuro. Insomma, un disco da provare, a tutti i costi.

Febbraio 2007

 

Pain of Salvation: "Scarsick" - Inside Out, 2007

"Scarsick" Tracklist:
1. Scarsick
2. Spitfall
3. Cribcaged
4. America
5. Disco Queen
6. Kingdom of Loss
7. Mrs. Modern Mother Mary
8. Idiocracy
9. Flame to the Moth
10. Enter Rain

Line-Up:
Daniel Gildenlöw - voce, chitarra
Fredrik Hermansson - tastiera
Johan Hallgren - chitarra, voce
Johan Langell - batteria, voce
Johan Hallgren
Pain Of Salvation

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