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SLAYER - Reign In Blood
Def American, 1986

"La rabbia è un'emozione umana molto onesta e se si riesce ad incanalarla nella musica, tanto di guadagnato." - Rob Halford

Lo so, forse non e' consueto iniziare una recensione degli Slayer con una frase di Rob Halford dei Judas Priest, ma mentre traducevo le note di Metal Works mi sono accorto che forse era la frase migliore per descrivere al meglio la musica degli Slayer e quello che viene universalmente ritenuto il loro capolavoro, Reign In Blood (si possono trascorrere ore chiedendosi se sia meglio questo o South of Heaven, ma a livello di pura violenza forse vince proprio Reign in blood). Perche' la musica e' sempre servita ad esprimere una vasta gamma di emozioni, essendo essa stessa lo specchio dell'anima di chi scrive. Nella musica si parla di amore, tristezza, disllusione..e anche di rabbia, odio, violenza. Però, prima degli Slayer, non c'e' stata alcuna band capace di incanalare in maniera cosi' perfetta e spietata la propria rabbia. C'era stata la scena punk ed in seguito quella hardcore (che manco a dirlo sono tra le basi del thrash e del sound degli Slayer), ma gli Slayer, a livello di pura violenza ed impatto sono un'altra cosa.

E' qualcosa di difficile da spiegare a parole, perche' ci si accorge di questo solo quando attacca Angel Of Death: il riff e' uno dei piu' maledettamente granitici e devastanti della storia del metal, e' un puro assalto frontale alle orecchie dell'ascoltatore portato da Kerry King e Jeff Hannemann (due persone che penso non abbiano mai sorriso in vita loro), il tutto mentre Tom Araya caccia un urlo bestiale all'inizio, la batteria di Dave Lombardo macina come nessun altro con un misto assassino di potenza, precisione e tecnica.

E' la perfezione massima della violenza e della rabbia. Certo, ci sarebbero state band piu' veloci, ci sarebbero state band anche piu' pesanti (Napalm Death e Cannibal Corpse, per fare due nomi), ci sarebbero state band piu' cattive a livello di temi ed immagine, ma secondo me Reign in blood rimane un disco insuperato e, forse, insuperabile. Citavamo poco sopra Angel Of Death...gli Slayer decidono di iniziare il loro disco con un brano tiratissimo che parla, con uno dei testi piu' shockanti mai letti, del Dr. Mengele e delle sue torture. E' un brano killer, che sarebbe dovuto essere l'highlight totale del disco (e che, non casualmente chiude tutti i concerti della band) e gli Slayer lo sparano come opener...sono forse pazzi?

Voglio dire, dopo che senti Angel of Death pensi che ormai il "peggio" sia passato, che la band abbia sparato quasi tutte le sue cartucce, che sia impossibile anche solo pensare di mantenere questi ritmi infernali, questa carica inarrestabile, questa pura violenza sonora...ed invece no: su Reign in Blood non c'e' un attimo di pausa, un attimo di respiro. Non c'e' il mid-tempo che puo' farti riprendere fiato, non c'e' il classico filler che puoi saltare...c'e' solo violenza per 10 brani, senza un attimo di tregua, senza una caduta di stile, senza un riff fuori posto, un assolo tirato un po' troppo in lungo...nulla. Canzone dopo canzone (parlare di ogni singolo brano, che sia Postmortem, Jesus Saves o Piece by Piece alla fine diventa un semplice esercizio retorico) gli Slayer accompagnano l'ascoltatore nel loro folle viaggio fatto di rabbia e violenza sonora, un'esperienza, ancora piu' che un ascolto...e poi arriva la ciliegina finale...Raining Blood.

La canzone inizia con il suono di una tempesta in arrivo, con i tuoni che si avvicinano e la pioggia che inizia a cadere copiosa. E' un'intro forse banale a pensarci, ma il senso di snervante attesa che crea e' fenomenale....perche' dopo 9 canzoni una piu' tirata dell'altra riesci un attimo a rifiatare ed improvvisamente senti la tempesta che arriva e capisci che il peggio deve ancora arrivare, annunciato da quei tuoni e da quei colpi di batteria...ed all'improvviso arriva: uno dei riff piu' maledettamente malingi ed inquietanti mai sentiti, giusto una semplice scala di note messe insieme. Semplicissimo, basilare, eppure dall'efficacia mostruosa...poi giusto qualche secondo con un altro riffettone granitico e via per gli ultimi 3 minuti di pura violenza che si concludono con il caotico assolo finale, bruscamente interrotto dal rumore dei tuoni, sempre piu' lontani. La tempesta e' passata e si puo' tornare a respirare normalmente. Poi si guarda l'orologio e si vede che da quando si e' messo il cd nel lettore (o l'Lp sul piatto) sono passati 28 minuti. Sembrano ore, sembra passata un'eternita', ed invece neanche mezz'oretta. Anche nella durata Reign in Blood ha la sua perfezione...qualche minuto in piu' e sarebbe stato forse troppo da sopportare in una sola botta per gli ascoltatori. Per concludere, mi rendo conto di non avere poi detto molto sull'album, ma e' uno di quei dischi che non si possono spiegare efficacemente a parole, bisogna ascoltarlo e giudicarlo di conseguenza. Alcuni lo detesteranno e non sopporteranno piu' di 10 minuti; altri non lo apprezzeranno subito, ma vorranno risentirlo; altri ancora lo adoreranno.
Io sono tra quest'ultimi...
A distanza di 18 anni e' ancora uno degli album piu' potenti mai sentiti...a livello di impatto gli unici che si siano avvicinati sono i Fear Factory con Demanufacture e gli Strapping Young Lad con City...

Albyrinth < theelite"chiocciola"interfree.it >

Reign In Blood Lyrics

Dave Lombardo
Tom Araya
Jeff Hanneman
Kerry King