www.fumettidicarta.it - the musical box

VOIVOD 'Katorz' - Nuclear Blast/Audioglobe, 2006

V O I V O D

“KATORZ”

(Nuclear Blast/Audioglobe)
10 Tracce - 45 Minuti


Recensione di Albyrinth

Ammetto di essere maledettamente di parte. Per il sottoscritto i Voivod rappresentano qualcosa di più di una semplice band, rappresentano quanto di buono c’è a livello di idee e di creatività nella musica metal. Perché i canadesi Voivod, sin dai loro esordi (e si parla di quasi 25 anni fa, ormai) hanno sempre avuto una marcia in più di gran parte dei loro colleghi. Già, quei dischi rumorosi e casinisti come “War And Pain” e “Rrrrooooaaaarrrr”, già mostravano chiaramente il germe dell’evoluzione che sarebbe partita sul successivo “Killing Technology” e che avrebbe portati a capolavori del calibro di “Dimension Hatross” e “Nothingface”, ma soprattutto di una personalità unica ed irripetibile.

Una carriera senza sbavature né cadute di stile, quella dei Voivod, neppure nei momenti più controversi (come nel progressivo e melodico “The Outer Limits”), che ha fatto diventare la formazione canadese un vero e proprio fenomeno di culto (anche perché era impensabile che la band, nonostante un fugace passaggio su major, potesse arrivare al successo mondiale), una carriera marchiata a fuoco soprattutto dalla chitarra di Denis “Piggy” D’Amour, uno dei pochi musicisti nella musica metal ad essere riuscito a crearsi uno stile unico, personale e riconoscibile, nonché copiatissimo, dove a farla da padrone sono le distorsioni, che donano alla musica dei Voivod quelle atmosfere incredibili.

Per questo la notizia che, nel settembre 2005, Piggy era morto dopo aver perso una lunga lotta con un cancro al colon mi aveva colpito molto, perché voleva dire la fine dei Voivod, la fine di un lungo e splendido viaggio, vista la totale impossibilità a sostituirlo. Ma, fortunatamente, il chitarrista aveva pensato ad un ultimo, grande, regalo per i fan, registrando sul suo computer portatile molte linee di chitarra ed idee per nuova canzoni, che Michael “Away” Langevin, Denis “Snake” Belanger e Jason “Jasonic” Newsted hanno pensato di prendere e di costruirci sopra un nuovo album (anzi due, visto che la quantità di materiale era tale da poter comporre ulteriori 13 tracce).

Nasce così “Katorz” (il nome del disco, dal suono terribile in italiano, si riferisce alla quattordicesima uscita, includendo anche live e greatest hits, del gruppo franco-canadese), prima parte di un’eredità preziosa quanto abbastanza inaspettata, prima di porre inevitabilmente la parola fine ad una lunga, quanto esaltante avventura (anche perché l’idea di continuare con un nuovo chitarrista è quantomeno assurda, vista l’insostituibilità di Piggy).
VOIVOD

Ed è un finale di qualità davvero assoluta: se è vero che, per una volta, la spinta evolutiva della band è sembrata minore che in passato (dove ogni album, in pratica, rappresentava una sorpresa), con uno stile che si adagia abbastanza a quello del precedente “Voivod”, continuando la riscoperta del garage rock, ovviamente interiorizzato e personalizzato dalla formazione canadese, la qualità rimane altissima e l’album riesce a svettare grazie ad un songwriting di grande efficacia.

“Katorz” risulta così un lavoro stranamente più immediato e facile da interiorizzare del solito, caratterizzato da un rock grezzo e sanguigno, in cui trovano però spazio, tutti gli elementi tipici che hanno da sempre caratterizzato il sound dei Voivod: le inimitabili distorsioni di Piggy, il drumming nervoso e fantasioso di Away, la voce sguaiata, ma incredibilmente efficace di Snake, il basso potente e preciso di Jason, le inevitabili incursioni nei territori della psichedelia, i riferimenti al rock del passato, nonché le tipiche atmosfere angoscianti e stranianti. Insomma, con un minimo di autocelebrazione, sull’album vengono ripercorse in pratica tutte le tappe evolutive che hanno caratterizzato la straordinaria carriera della band.

Ma, per fortuna, “Katorz” non è un disco stanco e composto da idee riciclate, ma bensì un lavoro straordinariamente vitale e riuscito, caratterizzato da una grande qualità e da canzoni (su tutte l’acidissima “Dognation” e la divertente e sagace “Mr. Clean”) che potrebbero tranquillamente diventare dei classici per la formazione canadese. “Katorz” segna anche una netta svolta a livello dei testi, qui molto più politici e basati sull’attualità rispetto al passato, dove dominavano le inquietanti ed apocalittiche visioni fantascientifiche. Una scelta meditata e voluta dalla band ed in particolare dal cantante Snake, che ha più volte ribadito nelle interviste come non abbia più ormai senso parlare del futuro, quando il presente appare molto più tetro e peggiore delle visioni fantascientifiche di un tempo; come, arrivati ad un certo punto, per fare arrivare meglio il messaggio, sia necessario essere più chiari e radicati nella realtà.
VOIVOD - Snake, Piggy

Insomma “Katorz” non è solo il classico disco postumo buttato fuori per raggranellare qualche soldo, ma è invece un lavoro spettacolare e validissimo, la prima parte dell’eredità di una band unica ed irripetibile, che ha saputo marchiare a fuoco la scena metal con la propria intelligenza, sensibilità e personalità. A costo di essere retorici, non poteva davvero esserci un modo migliore per salutare degnamente i tanti fan che sono rimasti affascinati da questa formazione incredibile…nell’attesa dell’atto conclusivo prima di congedarsi, tra gli applausi, un’ultima volta dal palco.

So Long And Thanks For All The Fish…

Albyrinth [albyrinth"at"yahoo.it] - Settembre 2006

"KATORZ" Tracklist:

1. The Gateway
2. Dognation
3. Mr. Clean
4. After All
5. Odds & Frauds
6. Read My Mind
7. Silly Clones
8. No Angel
9. The X-Stream
10. Polaroids
Denis 'Piggy' D'Amour (1959 - 2005)