www.fumettidicarta.it - l'occhio che uccide

BABYLON 5: G'KAR

Babylon 5

Un sogno divenuto realtà

 

di Dario "Scarlet Speedster" Beretta

“The Babylon Project was a dream given form”
Inizia così la sigla della prima stagione di Babylon 5, con una intro parlata che fa tanto Star Trek, ma che allo stesso tempo dice molto su quello che la serie ha rappresentato per il suo creatore, Joe Michael Straczynski: un sogno divenuto realtà.
JMS
era già un affermato sceneggiatore televisivo, con all’attivo molti script per svariati programmi, dai cartoni animati dei Masters of the Universe alla popolarissima Murder She Wrote, da noi conosciuta come La Signora in Giallo; eppure, convincere qualcuno della bontà del progetto Babylon 5, almeno da un punto di vista commerciale, non era affatto semplice.
La stragrande maggioranza dell’establishment della televisione americana era convinta che l’unica space opera possibile in TV fosse Star Trek, e che il pubblico non si sarebbe interessato a nessun’altra serie con quelle caratteristiche. Alla fine, JMS e i suoi riuscirono a far accettare almeno l’episodio pilota, The Gathering, dalla Warner, e l’avventura ebbe inizio; un’avventura che sarebbe durata, tra alterne fortune di pubblico e costante ammirazione della critica, per ben cinque stagioni, sei film per la TV e una serie spin-off, Crusade, purtroppo abortita dopo solo metà stagione (13 episodi).

Combattendo ogni settimana con un budget limitato e con le pressioni della Warner Television, mai sufficientemente soddisfatta dei pur buoni ascolti, lo staff di Babylon 5 è comunque riuscito a creare quello che si definisce un fenomeno “di culto”, tanto che i suoi numerosi estimatori definiscono la serie come la migliore in assoluto per quanto attiene alla sci-fi televisiva; tanto da riuscire a vincere due premi Hugo sbaragliando una concorrenza agguerritissima, come ad esempio quella delle varie serie e film di Star Trek; tanto da aver conquistato un fandom internazionale che ancora oggi tiene vivo l’interesse per la serie con convention, fan fiction, incontri e via dicendo.
Il tutto grazie a tre qualità fondamentali: una grande inventiva e voglia di innovazione da un punto di vista tecnico, utile per aggirare i problemi di bugdet; la scelta di un cast di attori poco conosciuti ma di grande qualità, spesso provenienti dal mondo del teatro; ultima e forse più importante, delle trame e delle sceneggiature straordinariamente valide e avvincenti.
BABYLON 5
Babylon 5 è la storia di una stazione spaziale terrestre situata in territorio neutrale, in uno snodo cruciale per la politica interstellare. Il progetto Babylon è un progetto nato per fornire un punto di incontro a diplomatici di tutte le razze aliene, per favorire il dialogo e la conoscenza delle altre culture, nato dopo che proprio un fraintendimento culturale aveva dato il via ad una sanguinosa guerra tra i terrestri e la razza dei Minbari, nella quale l’umanità intera aveva rischiato di essere spazzata via. Babylon 5 è la quinta stazione Babylon ad essere stata costruita, ma la prima ad essere divenuta pienamente operativa, a dieci anni dalla fine della guerra. I misteri che la circondano sono tanti, e costituiscono l’ossatura di tutta la serie. Perché i Minbari, che stavano stravincendo la guerra, hanno deciso di fare la pace con gli umani, invece di sterminarli definitivamente? Chi è il misterioso Morden, come e perché ha fornito all’ambizioso ambasciatore dei Centauri, Londo Mollari, i mezzi per ricominciare la guerra contro gli storici nemici del suo popolo, gli orgogliosi Narn? Come è scomparsa Babylon 4, e dove si trova adesso? Chi ha organizzato l’incidente che ha ucciso il presidente del governo centrale terrestre, e quale ruolo vi ha avuto la polizia telepate nota come Psi Corps? Qual è il vero aspetto dei misteriosi alieni noti come Vorlon?
BABYLON 5
BABYLON 5
Praticamente tutte queste questioni vengono affrontate e risolte nel corso delle prime quattro stagioni della serie, che costituiscono in effetti un tutt’uno, un’unica, lunghissima e affascinante storia. Questo è infatti una caratteristica tra le più intriganti della serie: la presenza una serie di trame ad ampio respiro capaci di incollare lo spettatore alla poltrona nel corso di quattro anni di trasmissioni, un caso più unico che raro di serie così strettamente interlacciata che poteva capitare di trovare solo nella quarta stagione il significato di certi indizi che comparivano in qualche episodio della prima. Una logica a cui sfugge, in parte, solo l’annata finale, la quinta, che rappresenta infatti una specie di “appendice” al resto della serie per il semplice motivo che fu confermata all’ultimo istante, dopo che la produzione aveva lavorato a tutta la quarta stagione con la convinzione che sarebbe stata l’ultima e aveva di conseguenza fatto sì che chiudesse tutte le trame principali.
Resta il fatto che le prime quattro stagioni fanno di Babylon 5 un po’ il Watchmen della fantascienza televisiva, per la storia “a orologeria” che le contraddistingue, accoppiata ad un tentativo evidente di dire, attraverso l’allegoria fantascientifica, qualcosa di più sugli uomini, i loro sentimenti, le loro relazioni, la loro nobiltà e la loro codardia, e tutto ciò che fa parte del palcoscenico delle umane vicende. E chiunque sia appassionato di fantascienza sa che la fantascienza buona è quella che ci sa far riflettere, quella che lavora per allegorie e dove le idee, i messaggi, sono ben più importanti di ogni technobabble [1], per quanto divertente possa essere. Babylon 5 si è avvalsa dell’opera di eccelenti sceneggiatori, tra cui, oltre al principale autore Straczynksi, vanno segnalati anche nomi storici della fantascienza televisiva come Harlan Ellison, David Gerrold, D.C. Fontana, oltre ad un altro importante nome dei fumetti USA come Peter David; un pool di cervelli che ha portato ad un risultato finale davvero memorabile.
BABYLON 5
Una trasmissione dell’intera serie è prevista su Canal Jimmy nel corso di quest’anno; non è ancora dato di sapere se sarà ridoppiata o semplicemente sottotitolata in italiano. Visti i particolari accenti dei diversi personaggi e le loro voci, la seconda ipotesi sarebbe senz’altro preferibile per chi voglia godersela appieno. In ogni caso, cercate assolutamente di non perderla: Babylon 5 è un capolavoro della fantascienza televisiva!


Dario “Scarlet Speedster” Beretta [theelite"at"interfree.it] Gennaio 2006

[1] Letteralmente, “Tecnochiacchiere”: un termine usato per definire le improbabili teorie pseudoscientifiche che vengono usate come deus ex machina o semplicemente come elementi di background in molte opere di fantascienza.

BABYLON 5 - Station 6