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www.fumettidicarta.it - l'occhio che uccide
Il primo pensiero che ho avuto alla fine del film è che Spielberg probabilmente dovrebbe dire basta alla fantascienza visto che gli ultimi film realizzati nel genere non erano certo brillanti. "A.I." da qualcuno è ritenuto un capolavoro, ma, sinceramente, l'ho sempre trovato noioso fino alla morte; "Minority Report" come film in sè potrebbe essere anche accettabile, ma non è tollerabile quello che ha fatto Spielberg al racconto originale di Dick, cambiandone non solo il finale, ma anche le conclusioni a livello morale. Ed arriviamo a questo "La Guerra dei Mondi": la prima cosa che colpisce l'occhio è il totale e voluto ribaltamento del canone che lo stesso Spielberg aveva creato con "E.T." ed "Incontri ravvicinati del Terzo Tipo", una cosa già ovviamente annunciata, ma che il regista sfrutta citando sè stesso in più di un punto (la mano dell'alieno che esce dal Tripode è un deja vu decisamente troppo grosso per non notarlo) e scegliendo non casualmente come co-protagonista Dakota Fanning, una bambina bionda con gli occhioni azzurri che assomiglia parecchio alla Drew Barrymore bambina di "E.T.". Il gioco è dichiarato e semplice, ma tutto sommato funziona, devo ammettere. Quello che non funziona è il film stesso: che la trama fosse esile lo si sapeva già ampiamente; con tutto il rispetto per H.G. Wells, la storia di "La Guerra Dei Mondi" è piuttosto limitata e capisco che adesso, nell'anno 2005, non fosse possibile fare un film basato esclusivamente su quello e farlo accettare al pubblico. Nonostante questo, le scene che funzionano sono proprio quelle con i tripodi all'attacco e bisogna ammettere che sulle scene d'azione Spielberg ha ancora una mano incredibile. Soprattutto il momento dell' "Arrivo" del primo Tripode è davvero realizzata in modo splendido, con una tensione palpabile e con un uso degli effetti speciali e soprattutto del sonoro (raramente ho sentito film fare un uso così perfetto del Surround e dei bassi) davvero encomiabile. Purtroppo gran parte del film è basato sulla fuga di Tom Cruise con i suoi due figli da New York a Boston ed è qui che la pellicola fallisce. Prima di tutto perchè Spielberg sfrutta qualunque stereotipo possibile nella costruzione dei personaggi, rendendoli estremamente piatti e prevedibili: il padre negligente ed antipatico che si riscatta nel momento del bisogno; il figlio ribelle e chiuso che però diventa un eroe combattendo senza esperienza militare (!!!) a fianco dei soldati; la bambina che è delicata ed ha attacchi di panico che però trova la forza di sopravvivere e sostenere tutto quello che le sta accadendo; la ex-moglie del tipo che si è messa col fighettone straricco...insomma, ce n'è per tutti e di tutti i gusti. A ben vedere, in un film volutamente stereotipato la cosa ci potrebbe anche stare, ma le scene della fuga sono lente, noiose e molto raramente emozionanti: i momenti di attesa che dovrebbero essere angoscianti si trasformano in menate infinite e le scene in cui la sonda degli alieni cerca la "famigliola" in una cantina rasentano il ridicolo per come sono realizzate, così come appare decisamente sprecato nel contesto un grande attore come Tim Robbins in un ruolo davvero piatto e dimenticabile. Alla fine l'unica scena della fuga che regala veramente emozioni è quella dove Tom Cruise e figli si ritrovano all'improvviso circondati con la macchina da una folla impaurita ed esausta, in cui Spielberg dimostra che, quando vuole, sa essere ancora un regista di razza.
Paradossalmente, quindi, "La Guerra dei Mondi" è un film che riesce ad emozionare nella pura morte e distruzione, mentre Spielberg dimostra di non saper più raccontare storie (almeno in ambito fantascientifico) che arrivino al cuore degli spettatori, non riesce più a farli affezionare ai personaggi. A ben vedere, probabilmente, se Spielberg avesse compiuto la scelta di seguire vari personaggi diversi invece che il solo Tom Cruise, avrebbe potuto tenere desta l'attenzione dello spettatore. Anche un regista "limitato" come Roland Emmerich c'era arrivato con il suo fracassone, ingenuo, incoerente, un po' beota, ma divertente "Independence Day", pellicola che, alla fine risulta molto più godibile e, sotto certi punti di vista, riuscita, di questa. In definitiva un altro mezzo passo falso per il buon Spielberg… Albyrinth <voivodrulez “chiocciola” gmail.com> |