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E’ abbastanza sorprendente vedere come alcuni film riescano a divenire un fenomeno di culto di livello mondiale pur essendo passati praticamente inosservati nelle sale, eppure è successo spesso in passato: basti pensare a L’Armata Delle Tenebre, il terzo capitolo della splendida trilogia de La Casa, flop mostruoso nelle sale e successo incredibile nel circuito dell’home video (successo che si è ovviamente ripetuto con la riedizione in dvd). Al giorno d’oggi è sicuramente più facile che succeda, grazie a forum e newsgroup dove la parola viene passata in modo molto veloce e successivamente, è piuttosto immediato (per quanto illegale, è sempre bene ricordarlo) procurarsi su internet in tempi brevi il film in questione. I due più importanti fenomeni di questo genere sono stati Donnie Darko ed, appunto Shaun Of The Dead, che da misconosciuto film inglese è diventato immediatamente uno dei film preferiti degli amanti dell’horror, una pellicola che si è subito guadagnata il titolo di “Capolavoro”. Esagerazione? Gloria immeritata? In questo caso direi proprio di no. Shaun Of The Dead è infatti forse il miglior film horror degli ultimi 10 anni; il merito va ad una sceneggiatura brillantissima, che mischia il classico canovaccio degli zombie ad una graffiante, divertente ed azzeccata commedia. Ma se è l’ironia a farla da padrona, è importante stabilire subito che questa pellicola non vuole essere affatto una parodia sullo stile dei vari Scary Movie, ma, come dicono Edgar Wright e Simon Pegg negli extra dell’edizione in dvd, “Shaun Of The Dead è una commedia ed un film sugli zombie”: le sequenze con i morti viventi, infatti, sono realizzate in modo rigoroso e queste barcollanti creature mantengono la stessa potenza visiva, la stessa pericolosità di sempre e la stessa capacità di fare breccia, con la loro semplicità, nella nostra immaginazione. Insomma, alla fine non si ride degli zombie, ma piuttosto delle disavventure e delle battute dei vari protagonisti spinti dai morti viventi in una situazione estrema. Per questo risulta alquanto assurdo il titolo che è stato scelto per l’edizione italiana del film (uscita solo in dvd ed in ritardo di un buon annetto rispetto al resto del mondo), ovvero il terribile L’Alba Dei Morti Dementi, dove, se è apprezzabile la scelta di mantenere un gioco di parole con i film di George Romero, non così tanto lo è l’aggettivo scelto per descrivere gli zombie.
Ma torniamo al film vero e proprio: se la storia, tutto sommato, cita per filo e per segno ed omaggia costantemente La Notte Dei Morti Viventi (con tanto di assedio nella cantina), è invece una sceneggiatura praticamente perfetta il vero punto di forza della pellicola. Perché tutto è azzeccato: i dialoghi sono brillanti ed incalzanti, le battute e le gag sempre ottimamente calibrate e mai esageratamente sopra le righe, le caratterizzazioni, per quanto ovviamente stereotipate, sono credibili e non risultano mai piatte ed il ritmo non cala mai d’intensità. Insomma, nonostante una storia estremamente semplice e lineare, il film non perde un colpo e mantiene sempre alto il livello di intrattenimento. Il merito va anche al cast, davvero azzeccato, su tutti un Simon Pegg davvero stellare nel ruolo di Shaun e Nick Frost, la sua perfetta spalla comica, Ed. Oltre a questo va citato l’ottimo lavoro per quanto riguarda gli effetti speciali: nonostante il budget di partenza fosse relativamente basso (almeno per gli standard attuali), gli zombi sono realizzati in modo estremamente professionale, il tutto ricorrendo solo in minima parte al computer (più o meno utilizzato solo per dare un effetto ancora più spento ed inquietante agli occhi delle creature e per un paio di effetti splatter), il che, in un horror, è sempre una cosa positiva. Ma, a parte i dettagli tecnici, ciò che rende speciale questa pellicola è l’essere British dal primo all’ultimo fotogramma: nell’ironia che pervade Shaun Of The Dead c’è tutta la finezza dell’humour inglese, con battute sempre ben costruite e deliziosi giochi di parole, il tutto senza la necessità della totale immediatezza che pervade spesso il cinema americano e con un messaggio sociale ben presente, ma mai pedante. Ancora una volta, quindi, lo zombi diventa il perfetto veicolo per un messaggio ed una critica sociale, così come succedeva nei grandiosi film di Romero (in particolare nell’ultimo, riuscitissimo Land Of The Dead). Anche nella costruzione dei protagonisti Shaun Of The Dead si differenzia dai tipici personaggi hollywoodiani: se nel cinema a stelle e strisce siamo abituati a vedere un tipo di caratterizzazioni più manichee e radicali, in questa pellicola non c’è un vero e proprio personaggio positivo come uno negativo. Per quanto piuttosto ricalcato sull’Ash de La Casa (personaggio non a caso citato all’interno di un vero e proprio inside joke in una scena), Shaun non è un eroe (come non lo era Ash, comunque), non vuole neanche esserlo, è solo un uomo che reagisce in un momento drammatico tentando di fare la cosa giusta per portare in salvo le persone che ama ed il finale del film chiarisce bene il suo “antieroismo”: un film americano avrebbe probabilmente basato il tutto sulla sua crescita eroica, sul suo cambiamento che lo renderebbe una persona migliore, ma in Shaun Of The Dead non si vuole dare a tutti i costi una lezione morale o fornire un modello positivo, come dire, Shaun è quello che è, prendere o lasciare, un personaggio che proprio perché è comune si rivela tridimensionale e credibile.
Prima di concludere, qualche informazione sull’edizione in dvd: la realizzazione tecnica è sicuramente ottima con un’immagine nitida e con un sonoro accettabile (nonostante il parlato dei protagonisti sia un po’ troppo alto nella versione doppiata in italiana). Davvero degni di nota ed abbondanti anche gli extra presenti, che contano il commento di Pegg e Wright, scene tagliate, scene allungate, papere sul set, mini-fumettini che spiegano alcuni punti “oscuri” della trama nonché la presentazione della prima bozza della sceneggiatura sempre da parte di Pegg e Wright. Un appunto però lo si deve fare alla traduzione italiana della pellicola: aldilà della questione del titolo, nella versione italiana si perdono, per forza di cose, alcuni dei tanti giochi di parole che riempiono i vari dialoghi, mentre alcune battute perdono parecchio per colpa di traduzioni non sempre adeguate (in particolare il tormentone della macchia rossa). Oltre a questo, ma ammetto che questa è solo una finezza da consumato bevitore di birra, non esiste la Guinness doppio malto (in originale si parlava di Guinness Extra Cold, ovvero al classica birra scura irlandese presentata però ad una temperatura di 3° centigradi). Insomma, se conoscete l’inglese, vale la pena sentirselo in originale. In definitiva Shaun Of The Dead è un film consigliatissimo sicuramente a tutti gli amanti dell’horror, soprattutto a quelli stanchi di troppe storie metafisiche con fantasmi e fantasmoni che imperversano nel cinema americano, ma anche a chi magari cerca solo una commedia divertente, tutto sommato originale e diversa dal solito. Che dire…dopo anni il grandioso Un Lupo Mannaro Americano A Londra (forse il primo film che ha saputo unire horror puro ad un tipo di commedia sofisticata) ha trovato il suo degno erede. Albyrinth <voivodrulez “chiocciola” gmail.com> |