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SHREK 2

SHREK 2

di Andrew Adamson, Kelly Asbury
e Conrad Vernon

Dreamworks Study

 

di Albyrinth

In ritardo di quasi 6 mesi rispetto al resto del mondo, anche in Italia è finalmente giunto il sequel di Shrek, il film di animazione digitale campione di incassi un paio di anni fa che stupì il pubblico per la sua feroce e riuscitissima parodia degli stilemi della Disney. I seguiti sono sempre operazioni piuttosto delicate e spesso non troppo riuscite, ma valeva la pena tentare di dare un successore al primo film, con personaggi dotati di grandi potenzialità come questi. Ed è proprio in questo che Shrek 2 si dimostra parzialmente una delusione, perché con un cast così variopinto ed originale si sarebbe potuta lasciare libera la fantasia per costruire qualunque trama, ed invece la storia di base ricalca fedelmente uno dei tipici clichè delle commedie americane, quello del conflitto e della mancata accettazione del genero da parte del suocero, un tema reso celebre ai tempi da un ottimo film come Indovina chi viene a cena?, con cui Shrek 2 condivide anche il messaggio sociale sulla diversità e sulla integrazione. Ma ancora più che la pellicola con Spencer Tracy e Katherine Hepburn, questo sequel segue fedelmente la storia di una commediola sempliciotta ed abbastanza vuota come Ti Presento i Miei con Ben Stiller letteralmente tormentato dal padre della sua futura sposa, interpretato da grande Robert De Niro.

Se da un lato c’è la curiosità di vedere i personaggi del film animato immersi in questo tipo di contesto, dall’altro Shrek 2 soffre pesantemente per la eccessiva prevedibilità di tutto l’intreccio; e’ vero, stiamo pur sempre parlando di una fiaba e di una pellicola destinata alle famiglie (per cui il finale non può che essere positivo), ma gli sceneggiatori si sarebbero potuti sforzare di più alla ricerca di idee e di situazioni che potessero stupire maggiormente lo spettatore, come avveniva invece nel predecessore, almeno fino alla rivelazione dell’incantesimo di Fiona.

Fortunatamente, però, l’esilità e la prevedibilità della trama non pregiudica affatto la riuscita globale del film: anzi, sotto un certo punto di vista, con un intreccio che in pratica si portava avanti da solo, gli sceneggiatori hanno avuto molto spazio per dare sfogo alla loro vena ironica e dissacrante. Shrek 2 è infatti pienissimo di trovate decisamente riuscite (come il rappresentare il paese natale di Fiona come una versione medievale di Hollywood), battute fulminanti (alcune delle quali decisamente poco politically correct e sicuramente sorprendenti per un film per famiglie), feroci parodie (gran parte delle quali ovviamente mirate alla Disney), citazioni ed omaggi a go-go e soprattutto personaggi davvero riuscitissimi. Perché se già il terzetto di protagonisti della prima pellicola era praticamente perfetto, le nuove aggiunte si rivelano davvero azzeccate, con il Gatto con gli Stivali a fare da seconda spalla comica (dopo Ciuchino) a Shrek, con un cattivo di classecome la Fata Madrina e con le ottime caratterizzazioni dei genitori di Fiona; aggiunte che in originale devono essere ancora più efficaci visti i nomi eccellenti di Antonio Banderas, Rupert Everett, Julie Andrews (un’altra scelta significativa nel gioco di rimandi alla Disney) e soprattutto il grande John Cleese (ex-Monthy Python) al doppiaggio.

Da sottolineare anche l’ottima realizzazione tecnica delle animazioni: se gli studi Pixar sono comunque inarrivabili (e chi ha visto l’ottimo Gli-Incredibili sa a cosa mi riferisco), il balzo qualitativo tra il primo film ed il suo sequel è comunque molto grande. Le espressioni dei personaggi umani hanno ora una profondità ed una verosimiglianza nettamente maggiore (in particolare per quanto riguarda gli occhi), mentre è stata decisamente migliorata la cura dei particolari, come le difficilissime animazioni dei capelli (su tutti quelli di Fiona e del Principe Azzurro, davvero notevoli) e gli effetti come la pioggia e le ombreggiature sono davvero impressionanti. Insomma, pur trattandosi di un semplice sequel e nonostante altri due film in animazione digitale già in cantiere (Shark’s Tale e Madagascar a breve anche sugli schermi italiani) gli studi della Dreamworks non si sono certi risparmiati ed hanno confezionato un prodotto tecnicamente validissimo e curato in ogni parte.

In definitiva, di fronte ad una trama sin troppo piatta e prevedibile, Shrek 2 regala comunque 90 minuti di divertimento comunque arguto ed intelligente riuscendo nel difficilissimo compito di soddisfare sia il pubblico dei bambini che quello degli adulti, il tutto con un messaggio davvero condivisibile ed importante alla base. Il che non è certo disprezzabile…

Albyrinth <albyrinth “chiocciola” yahoo.it>

SCHEDA TECNICA:

SHREK 2 di Andrew Adamson, Kelly Asbury e Conrad Vernon
Animato da Dreamworks Study
Con (in originale):
Cameron Diaz – Fiona
Eddie Murphy – Donkey (Ciuchino)
Mike Myers – Shrek
Julie Andrews – La Regina
John Cleese – Il Re
Antonio Banderas – Il Gatto con gli Stivali
Jennifer Saunders – La Fata Madrina
Rupert Everett – Principe Azzurro
Tratto dal Libro di:
William Steig