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locandina de L'UOMO SENZA SONNO, regia di  Brad Anderson

L'UOMO SENZA SONNO
THE MACHINIST


regia di Brad Anderson

 

di James not Jemas

Dopo l’interessante e sottovalutato Session 9 il regista Brad Anderson confeziona un nuovo “thriller della mente” impegnandosi a farci smarrire e ritrovare con sapiente maestria.
Tolte le coordinate spaziali e temporali (in occidente, ma dove? Fabbrica da dopoguerra, ma auto di ultima generazione) per evidenziare il protagonista, un Christian Bale vero effetto speciale, dimagrito di trenta chili per “calarsi” nel personaggio, che somatizza e trasmette il suo disagio.
Il protagonista, l’insonne Trevor Reznik la cui impossibilità di addormentarsi che lo perseguita da un anno sortirà effetti devastanti nella sua vita lavorativa, sociale ed affettiva, facendolo sprofondare in un incubo ad occhi (sempre) aperti.

Che io ricordi, difficilmente un film ha suscitato reazioni così contrastanti tra il pubblico in sala, chi lo ama visceralmente e lo accosta ad Hitchcock, Lynch e Polansky come da locandina e chi lo detesta rimproverandogli un costante quanto fastidioso senso di deja-vu con l’aggravante dell’eccessiva lentezza.
E volendo si potrebbe dare ragione ad entrambi.
Infatti l’uomo comune perseguitato che tanto richiama Hitchcock si ritrova invischiato in un incubo lynchiano, colpito ed umiliato da cattiverie in puro stile Polansky.
E non è fuori luogo citare anche Cronenberg, Il Sesto Senso, Insomnia, l’Adrian Lyne di Allucinazione Perversa, per non parlare di Fight Club.
Il problema per i detrattori sta proprio nel fatto che sommate queste citazioni agli innegabili pregi di regia, sceneggiatura, fotografia (magistrale de-colorazione di Gimenez e Jiminiez), interpretazione, si intuisce il finale già a metà film facendo del resto della pellicola un fiacco trascinarsi all’ultima, scontata rivelazione.
Tutte queste premesse per introdurre quella che più che un giudizio oppure una recensione, per me diventa il racconto di un’esperienza.

A me il film, complesso, è piaciuto e reputo di averlo potuto apprezzare per come mi ci sono accostato:nessuno spot pubblicitario, nessun servizio sulle riviste di settore, neanche letto le due righe sulla locandina!
Solo un teaser di trenta secondi alla mezzanotte su una rete locale, mi ha interessato e ci sono andato, semplice.
Di certo molte citazioni volute o capitate privano gran parte dello stabilito rigore, tanto è il già visto, scarso se non assente l’elemento di innovazione apportato al genere, ma dopo qualche giorno, metabolizzati molti passaggi (impeccabile ed agghiacciante la scena madre nel tunnel dell’orrore), personalmente mi sono rimaste molte immagini, molti retrogusti, molti pensieri a margine.
Forse perché come affermato dallo sceneggiatore Scott Kosar l’unica vera opera di riferimento risulta Il doppio di Dostoevskij, forse per le molte pregevoli sequenze di Anderson piuttosto che alla maiuscola prova non solo di Bale autentico “machinist” della vicenda, ma di tutti i personaggi di contorno, ognuno con una storia forte da raccontare, in cui spicca una Jennifer Jason Leight/Stevie prostituta dolente, ma carica di speranza.
Come ho detto The Machinist ha diviso nettamente coloro per i quali rappresenta la quintessenza del genere d’autore opposti a chi crede che questo sia un viaggio in un territorio addirittura già cartografato.
Per chi scrive si tratta forse non di un capo di lavoro, ma di una storia inquietante, dolorosa, a tratti anche struggente che non sarà facile dimenticare.

James Not Jemas <theelite“chiocciola” interfree.it>

SCHEDA TECNICA:
Titolo: L’uomo senza sonno
Titolo originale: The Machinist
Genere: Thriller
Produzione: Spagna
Regia: Brad Anderson
Soggetto e Sceneggiatura: Scott Kosar
Fotografia: Xavi Gimenez, Charlie Jimenez
Cast: Christian Bale, Aitana Sanchez-Gijon, Jennifer Jason Leight,

Jhon Sharian, Michael Ironside.

L'UOMO SENZA SONNO, regia di  Brad Anderson

L'UOMO SENZA SONNO, regia di  Brad Anderson