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"Children Of Men"

regia di Alfonso Cuarón


di Teo "Steeler '74"

Credits - Regia: Alfonso Cuarón - Sceneggiatura: Alfonso Cuarón, David Arata, Timothy J. Sexton

Cast: Julianne Moore, Clive Owen, Michael Caine, Chiwetel Ejiofor, Charlie Hunnam, Clare-Hope Ashitey, Phillip Herbert, Danny Huston, Michael Klesic, Jacek Koman

Durata: 145 Minuti

Devo ammetterlo: mi sono avvicinato a questo film con un certo scetticismo, dovuto più che altro alle interviste promozionali di Cuarón, in cui sostanzialmente si diceva che, sì, il pretesto del suo film è sicuramente fantastico-fantascientifico ma a lui non interessava realizzare un' opera stile Blade Runner quanto piuttosto un affresco realistico di un possibile futuro prossimo venturo.

Dentro di me ho pensato: siamo alle solite, ecco il nuovo arrivato che ci vuole insegnare cosa è fantascienza e cosa no e che il suo film è impegnato mica robaccia con razzi e robottoni. Ed invece nulla di tutto questo: Cuarón, magari senza neanche rendersene conto, ha realizzato il migliore film di fantascienza del 2006 e forse uno dei migliori degli ultimi anni. Ma andiamo con ordine.

La trama è abbastanza semplice: ambientato nel 2027 , il film ci narra di un pianeta Terra devastato dal caos e dall'anarchia dovuti al fatto che da 18 anni la popolazione mondiale è diventata sterile, non nascono più bambini, e quindi destinata all'estinzione. Di questo fatto non vengono date spiegazioni di sorta né di carattere scientifico né di tipo religioso o morale (stile punizione divina): è semplicemente successo e si sa che esiste una sorta di società di scienziati illuminati chiamata progetto Umano che si sta occupando del problema.

L'ambientazione è un'Inghilterra che si è trasformata in uno stato fascista ed isolazionista ed è lacerata da uno scontro fra governo e gruppi terroristici. In mezzo a tutto ciò si muove il protagonista Theo, impersonato da un ottimo Clive Owen, un ex attivista politico, divorziato dalla moglie dopo la morte del figlio, ed ora burocrate di bassa lega. Dopo anni viene contattato dalla ex moglie, diventata nel frattempo una leader terrorista, ed incaricato di procurarsi un passaporto per far uscire dal paese una persona molto importante che si rivelerà la prima donna incinta da 18 anni, Kia.

Da qui in poi il film è un odissea in cui Theo si trasformerà in una sorta di eroe involontario votato alla salvezza di Kia e della sua figlioletta appena nata. Quello che più mi ha colpito di questo film è l'atmosfera angosciante ed opprimente che si respira. Il futuro dove non nascono più bambini è raccontato in maniera assolutamente credibile con scuole o parchi giochi completamente abbandonati oppure tramite le parole di un ostetrica che parla della sua professione come di un sapere ormai antico e dimenticato.

L'Inghilterra che ci viene mostrata ha diversi punti di contatto con quella di V for Vendetta, un governo fascista che tratta gli immigrati come i prigionieri di Guantanamo; le scene ambientate nel ghetto sono fra le più allucinanti, e che usa il pugno di ferro contro i terroristi di cui però, attenzione, non viene fatta nessuna apologia ma che sono ritratti come cattivi peggiori dei nemici che combattono.

Il tutto viene raccontato poi con uno stile quasi giornalistico, con le telecamere poste dietro al protagonista come per darne una visione in diretta e che si sporcano di sangue durante degli scontri a fuoco. In tutto questo c'e' poi Kia, la prima ragazza incinta, che rappresenta l'unico elemento di speranza in un atmosfera tanto cupa e che per ironia della sorte è un immigrata clandestina di colore che gli altri protagonisti la vedono quasi come una sorta di creatura divina, ma che in fondo è una ragazza molto semplice e dai toni molto schietti e sbrigativi.

Insomma una sorpresa ed un film assolutamente da vedere se siete in cerca di una fantascienza diversa dal solito e soprattutto un film politico che ci ammonisce su quello che potrà essere il nostro futuro fra qualche anno di distanza.


Aprile 2007

 

"Children of Men" poster

 

"Children of Men" - Clive Owen e Julianne Moore

 

una scena di "Children of Men"


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