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Guillermo Del Toro 'Il Labirinto del Fauno' ('Pan's Labyrinth') - locandina americana

IL LABIRINTO DEL FAUNO
di Guillermo Del Toro

Credits:
Guillermo Del Toro – Regia/Sceneggiatura

Cast:
Ivana Vaquero - Ofelia
Sergi López - Capitano Vidal
Maribel Verdú - Mercedes
Ariadna Gil - Carmen
Doug Jones - Fauno/Mostro del Banchetto
Álex Angulo - Dr. Ferreiro


di Albyrinth

Standing ovation a Cannes ed al test screening americano della pellicola, critiche entusiaste, proclami di “film dell’anno” ed un trailer davvero intrigante (se si eccettua la caduta di stile di “Dal Creatore di Blade II e Hellboy”: saranno molto contenti Marv Wolfman e Mike Mignola…); non nego, insomma, che l’attesa per poter vedere l’ultima opera di Guillermo Del Toro, Il Labirinto Del Fauno fosse davvero alta. Purtroppo, a conti fatti, all’uscita dalla sala l’impressione non è stata positiva ed anzi, l’impressione finale è che Il Labirinto Del Fauno sia stata un’occasione persa per poter realizzare un'opera memorabile.

Perché la pellicola aveva indubbiamente un potenziale enorme, espresso purtroppo solo in parte. Il regista messicano, infatti, costruisce bene il proprio film, basandolo su un’idea semplice, quanto accattivante: ambientare una vera e propria favola (che questa sia reale o solo il frutto della fantasia di una bambina sta allo spettatore sceglierlo) nel contesto drammatico e sanguinoso della guerra civile spagnola. Il tema è indubbiamente molto caro a Del Toro, dal momento che aveva ambientato anche La Spina Del Diavolo nello stesso periodo storico e questa passione, questa voglia di raccontare e descrivere questa guerra, prende il sopravvento sulla trama stessa della pellicola.

Il regista sembra iniziare col piede giusto, ponendo l’attenzione su Ofelia, la bambina protagonista della storia e costruendo gradatamente la propria fiaba, prendendo svariati elementi dalla tradizione classica dei Fratelli Grimm: Guillermo Del Toro mette così in scena una propria versione personalizzata di Cenerentola, in pratica. C’è la bambina buona, creativa ed intelligente, la madre che si risposa, un patrigno freddo e cattivo e la possibilità che la bambina sia, in realtà, una principessa. In questo contesto le caratterizzazioni, tutto sommato molto basilari e stereotipate, sono perfettamente coerenti con la trama del film ed il regista messicano dona a questa favola uno splendido tocco visionario ed un’atmosfera oscura ed accattivante.

Non c’è dubbio, infatti, che le scene memorabili di questa pellicola siano quelle dove gli elementi fantastici prendono il possesso dello schermo, con una serie di personaggi al contempo affascinanti ed inquietanti.

Guillermo Del Toro 'Il Labirinto del Fauno' ('Pan's Labyrinth') - locandina italiana


E’ in particolare la scena del banchetto e del mostro che vede attraverso le mani a colpire maggiormente l’attenzione dello spettatore grazie ad un look oscuro e decadente, debitore in parte delle splendide opere di Dave McKean. Peccato che, a conti fatti, finiscano solo per rappresentare dei piccoli, per quanto riusciti e memorabili, intermezzi.

Il vero problema de Il Labirinto Del Fauno è che il tema della Guerra Civile e delle ultime battaglie tra i ribelli e l’esercito franchista doveva fungere da sfondo, un modo per accentuare il contrasto tra fantasia e realtà e per dare maggiore impatto e potenza alla favola; purtroppo, invece, quello che dovrebbe essere il background della pellicola si trasforma nella trama portante, tanto che gli elementi fantasiosi diventano quasi marginali nell’economia del film e la protagonista stessa del film, la bambina Ofelia, finisce per diventare un personaggio secondario, oscurato dalla maggiore attenzione data a figure come quella del patrigno, della domestica/spia ribelle Mercedes o del buon medico.


Le conseguenze di questa scelta sono che, alla fine, non solo non si riesce ad affezionarsi completamente al personaggio di Ofelia e si finisce per seguire con molto più trasporto la sorte di Mercedes, per esempio, ma, soprattutto, le caratterizzazioni di alcuni personaggi appaiono decisamente troppo esagerate, in particolare quella del Capitano Vidal, il patrigno della bambina. Se l’idea della figura di un cattivo a tutto tondo, irrimediabilmente crudele e malvagio (ed il regista sottolinea questa cosa con scene di una crudezza quasi spiazzante) è un elemento classico delle favole, in un contesto realistico non riesce a funzionare e la recitazione del pur bravo Sergi Lòpez appare dannatamente sopra le righe per tutta la durata della pellicola, riducendo il suo personaggio ad una macchietta quasi fastidiosa, tanto è calcata la mano.

Insomma, il vero difetto de Il Labirinto Del Fauno è che, in pratica, si tratta di due film messi insieme che non riescono ad amalgamarsi come invece dovrebbero: il realismo e la crudezza della guerra finisce quasi per ridicolizzare la parte più visionaria ed il confine tra realtà e fantasia risulta sin troppo netto, quando invece dovrebbe essere più sfumato, più incerto e lasciare allo spettatore il compito di tirare le conclusioni e credere ad una delle due versioni che il regista presenta e non basta l’inquadratura finale dell’albero per ottenere questo risultato.

Cosa rimane, quindi? Rimane comunque la grandissima fantasia di Guillermo Del Toro ed un tocco visionario davvero unico, oltre ad un cast mediamente di ottimo livello...ma rimane anche un film che non e' riuscito ad esprimere il proprio potenziale adeguatamente e che, viste le spumeggianti premesse, finisce per deludere, almeno in parte.
Guillermo Del Toro 'Il Labirinto del Fauno' ('Pan's Labyrinth')
Ma, immagino che questo sia uno di quei film che, inevitabilmente, finirà per dividere totalmente gli spettatori...


Albyrinth [albyrinth “at” yahoo.it]Dicembre 2006

Guillermo Del Toro 'Il Labirinto del Fauno' ('Pan's Labyrinth') - il Fauno ed Ofelia