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The Departed - regia di Martin Scorsese - locandina

The Departed
Il Bene e il Male
Nuff said!

 


di James not Jemas

Era dall’anno scorso e dalla visione di Match Point di Woody Allen, che volevo scrivere una recensione come questa e, visto che ci sono, piglio due piccioni con una fava.

Scorsese oggi come l’Allen dell’anno scorso, rialza finalmente la testa e consegna agli spettatori un’opera che non sfigura con le sue migliori in assoluto.

Che bello sentire i vecchi leoni che ruggiscono ancora!

Ma bando ai leccaculismi e concentriamoci sul film da recensire.

Questa pellicola è stata più o meno spacciata per una gangster story e, per la trama e l’ambientazione, mi sono seduto al mio posto in sala con Quei Bravi Ragazzi e Casinò come coordinate di base su cui impostare il pilota automatico mentale.

A Boston il boss irlandese Frank Costello (Jack Nicholson) sceglie personalmente il suo pupillo Colin Sullivan (Matt Damon), lo aiuta a diventare un cittadino modello e lo fa infiltrare in un corpo d’elite della polizia di stato mentre il dipartimento incarica il neoagente Billy Costigan, trascorsi e provenienza da disadattato (Leo Di Caprio), di arrivare a conquistare la fiducia del boss all’interno della banda.

Entrambi, presto a conoscenza dell’esistenza reciproca, saranno costretti ad una doppia vita ed a un’incessante corsa contro il tempo per scoprire per primi l’identità dell’avversario.

Appena diplomati i due protagonisti, quindi dopo appena mezz’ora su due ore e mezzo, ho dovuto ritarare il meccanismo poichè la pellicola vira decisamente verso altri lidi: il poliziesco, il drammatico, il thriller.

Thriller che ammalia, angoscia, impaurisce, spiazza, discostandosi dall’originale (è il remake del pregevole Infernal Affairs – Honk Hong 2002, il cui punto di forza è la mole narrativa, l’intreccio, il crescere continuo di vicende e sottotrame) focalizzando l’attenzione sui due protagonisti.

Sono loro i punti di non ritorno della storia con le reciproche angosce, gli ambienti a cui appartengono e quelli che rappresentano, le motivazioni e finalità che li muovono restituendo una storia intensa, potente, che ti inchioda allo schermo facendoti sentire una talpa, non come loro, ma piccola piccola (come talvolta sono anche loro in fondo), che si maschera di mille menzogne e menzognine quotidiane per “non complicarsi la vita”.

The Departed: Matt Damon e Leonardo Di Caprio

Non che il resto del cast si limiti a far da tappezzeria sia chiaro. Tutti, ripeto, tutti i personaggi paiono in stato di grazia in una ideale gara di bravura, tutti con il proprio “quarto d’ora” in cui dimostrare chi sono oppure nasconderlo e dissimulare (Caspita! E’ bravo pure Mark Wahlberg) a testimonianza del fatto che l’artista Scorsese ama tutte le tessere del suo mosaico magico, tutte importanti per l’equilibrio dell’opera. Per onor di cronaca cito anche il “solito e grandissimo” Nicholson, garanzia di rendimento assicurato.

Una menzione però devo riservarla a colui che, a mio parere, è il vero mattatore della serata, Leonardo Di Caprio. Sfrontato, umiliato, aggressivo, fragile, esasperato, determinato, mai così grande.

Il protagonista di Gangs of New York (insieme magari a varie altre scelte registiche e narrative) che tutti avremmo voluto vedere per consegnare alla storia del cinema un altro capolavoro.

Come accennato poch’anzi questo è, o “sarebbe” un remake, come già anni orsono il bellissimo Cape Fear, se non lo si percepisse come una “reinterpretazione scorsesiana” dell’originale in cui si ritrovano i temi cari all’autore sia da un punto di vista formale (grandissima sceneggiatura, dialoghi magistralmente in bilico tra parolacce e citazioni letterarie, montaggio perfetto, colonna sonora che meriterebbe una rece a sé) che, soprattutto, sostanziale e qui mi cucio la bocca per non spoilerare. Perché nella sostanza, nei concetti di fondo, nella disamina delle emozioni provate, nella morale, il regista ha mischiato le carte in modo tale da costringerci al dibattito, sicuro, ma soprattutto ad una lettura personale e particolare delle vicende.

E tutto questo con un tale equilibrio e con un senso della narrazione così veloce e contemporanea da attrarre al cinema e non scontentare pure orde di “gggiovani” come quelli che avevo dietro, quelli che “il finale però m’è sembrato un’americanata”.

Ma ‘ndate a guardare Boldi e Salemme! A proposito, uno dei più imbarazzanti e fastidiosi trailer mai visti.

E’ l’ora di chiudere e, visto che il buon Martin è un essere umano… alla fine, quella talpa sul corrimano del terrazzo… mi è parsa un “in più” ridondante e francamente evitabile, ma a tale autore un lezzo uno, si può anche concedere, va!

Martin Scorsese, Leonardo Di Caprio e Matt Damon

Per finire una nota statistica.

Gangs of New York, 2002 – Aviator, 2004 – The Departed, 2006, mancano appena ventitré mesi al prossimo lavoro di Scorsese.

Allen ne sforna uno all’anno, Scoop ancora non l’ho visto, rimedierò a giorni.

Se così ci si può stare!


James not Jemas [theelite_at_interfree.it] - Novembre 2006

SCHEDA TECNICA:

Titolo: The Departed
Titolo originale: The Departed – Il Bene e il Male
Genere: Poliziesco, Drammatico, Thriller
Produzione: USA
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: William Monahan
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Cast: Leonardo Di Caprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Martin Sheen, Mark Wahlberg, Alec Baldwin, Ray Winstone, Vera Farmiga, Kristen Dalton.

The Departed: Leonardo Di Caprio e Jack Nicholson