Uno Zoo in Fuga è un film che vive a prescindere da Madagascar, mentre si basa fortemente sul mondo ideato e codificato ne Il Re Leone.
Vediamo in che modo:
- stessa tensione narrativa tra Leone padre e Leone figlio, con la sensazione di inadeguatezza da parte del figlio
- stessi cattivi che giocano il ruolo di portatori di morte, ossia gli Gnù, che in Il Re Leone sono solo una forza della natura impersonale che uccidono Mufasa e in Uno Zoo in Fuga sono un gruppo che scientemente vogliono uccidere i leoni.
- stesso utilizzo musicale dei cattivi. Se in Il Re Leone sono le iene a tenere la scena come corpo di ballo nella scena della canzone di Scar “Sarò Re”, qui sono gli Gnù che richiamano quel momento filmico con un balletto simile nella coreografia a quello delle iene.
- ripresa della scena in cui Simba (Re Leone) si ritrova nel canalone vittima di un branco di Gnù, con la stessa situazione vista attraverso gli occhi di Ryan (il leoncino di Uno Zoo in Fuga).
E’ chiaro che poi i due film siano diversi. Non si tratta di un vero seguito del Re Leone. È però evidente (o almeno è evidente ai miei occhi) che gli sceneggiatori nel pensare alla storia di Uno Zoo in Fuga abbiano tenuto presente quel film. L’antagonismo Leone-Gnù ad esempio. Perché scegliere lo Gnù come animale-antagonista? Non si spiega se non come un omaggio palese (e una ripresa voluta, quindi) di quel film.
Il film è riuscito certo. Però soffre di quello che si potrebbe chiamare il “complesso dei comprimari”. Samson e Ryan sono una coppia che funziona certo, ma Nigel, il Koala depresso, e la storia d’amore tra lo scoiattolo e la giraffa (doppiata da una eccellente Litizzetto) rubano spesso evolentieri la scena alla trama principale. In effetti però è quello che succedeva in Madagascar, dove i pinguini rubavano la scena a TUTTI.
In conclusione Uno Zoo In Fuga è un buon film, anche se per goderlo appieno uno dovrebbe cogliere tutti i rimandi a oltre dieci anni di animazione precedenti. |