GIULIA ARGNANI Intervista Esclusiva
di Alessandro Bottero
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Esiste un intero mondo di disegnatori/autori al di là delle solite case editrici, che spesso sfuggono all’attenzione della critica.
Nomi, e tratti, magari più diffusi tra la ggggente del solito autore per cui la critica a fumetti va in deliquio, ma di cui pochi si accorgono.
Credo che questo fenomeno colpisca soprattutto i disegnatori/illustratori che lavorano principalmente nel campo dell’editoria classica, e non quella a fumetti. Siccome la critica a fumetti spesso si limita a rimirare l’ombelico autoreferenziale dei solito noti, si lascia sfuggire tante cose.
Detto questo veniamo a noi. Giulia Argnani è la disegnatrice dei racconti contenuti nel volume Sciò (da noi recensito) su testi di Delia Vaccarello (per cui vi rimando all’intervista), e ci faceva piacere come Fumetti di Carta dare voce non solo alla sceneggiatrice, ma anche alla disegnatrice dell’opera. Inutile qui stare a dire chi sia Giulia Argnani, dato che nell’intervista ci pensa lei in modo molto migliore di quanto possa fare io ora.
Mi premeva solo ringraziarla pubblicamente per la cortesia e la disponibilità dimostrate.
Ed ora…vai con le domande!
Alessandro Bottero: Giulia Argnani: chi è, dov'è, e perché lo fa?
GIULIA ARGNANI: Autrice di fumetti, dalla capitale, perché mi diverte.
AB: Che fumetti legge di solito?
G. A.: D’autore con preferenza per le biografie
AB: Mi pare di cogliere alcune suggestioni tratte dai Manga nel suo stile. Sbaglio?
G. A.: Sono del 1979 anno in cui Heidi e Goldrake sono atterrati sullo schermo e i miei occhi hanno incrociato prima loro di mia madre…è stato un amore inevitabile…
AB: Altre esperienze come fumettista?
G. A.: Sempre con Mondadori per la serie “Principesse Azzurre” e sempre in collaborazione con Delia Vaccarello. Per Free Books con la storia ”Strane convivenze”. Per Coniglio editore con “Sotto le lenzuola” e Studio Monkey con con alcuni racconti, queste le principali.
AB: I libri mutano la storia, o si limitano a raccontare l'esistente?
G. A.: Nessuna delle due. Purtroppo o per fortuna, non hanno il potere di mutare e il limite sta solo in chi li scrive non nel libro.
AB: Musica, croce e delizia. A parte l'indiscusso genio di Frank Zappa, cosa vale la pena di ascoltare?
G. A.: Vale la pena ascoltare tutto. Comunque Ella Fitzgerald, Janis Joplin, Jeff Buckley, Joan Baez, Edith Piaf...
AB: Torniamo al fumetto. Il primo fumetto letto?
G. A.: Forse Maison Ikkoku di Rumiko Takahashi (ed. Star Comics. N.d.R.)
AB: E l'ultimo?
G. A.: Fun Home di Alison Bechdel (ed. Tunué. N.d.R.)
AB: Se vede un film tratto da un fumetto le viene mai voglia di andare a leggerlo?
G. A.: Non necessariamente. Ma se mi intriga la storia allora vado ad indagare, per piacere e curiosità personale.
AB: Il fumetto è una forma d'arte o un mero strumento?
G. A.: Be… mero strumento non lo direi nemmeno di una forchetta. Ma nemmeno una forma d’arte mi piace. O è arte o non lo è. E qui si aprono capitoli interi su cosa sia l’arte. Per me lo è tutto ciò che è in grado di comunicare un emozione a qualcunopassando ovviamente attraverso determinate capacità e linguaggi. Il fumetto non fa eccezione.
AB: Intermezzo filmico: John Wayne o Silvio Orlando?
G. A.: Non saprei come metterli a confronto…sono due mondi completamente diversi per periodo, genere e metodo…ma se devo scegliere Silvio Orlando mi piace molto.
AB: Conosce Second Life? Che ne pensa?
G. A.: Lo conosco e lo accetto come espressione della nostra epoca. Dico solo che senso ha una seconda vita se non sappiamo vivere e divertirciin questa?
AB: Un pizzico di letteratura: Stefano Benni, Italo Calvino, Dino Buzzati. Chi altri aggiungerebbe?
G. A.: Hesse, Terzani, Carter, Fante, Roth, Salinger, Banana Yoshimoto ….
AB: Essere donna l'ha aiutata nel suo lavoro? O l’ha ostacolata?
G. A.: Nel campo del fumetto per fortuna si presta più attenzione alla sostanza che all’estetica. Se non esistesse internet, molti non saprebbero nemmeno che faccia ho, editori compresi.
AB: Con un tuffo carpiato torniamo al fumetto: Batman o Superman?
G. A.: Batman ha un profilo psicologico mooolto piu complesso ed intrigante.. Ma li adoro entrambi, lo giuro!
AB: Diabolik o Alan Ford?
G. A.: Ho un debole per i personaggi un po’ grotteschi e scalcagnati, sono più credibili…
AB: Secondo lei i giovani leggono i fumetti? E se sì, Quali?
G. A.: Non credo ci si dedichino molto cosi come ai libri o a tutto ciò che implica fermarsi e concentrarsi su qualcosa. Chiaramente non sono tutti cosi e in parte è colpa della scarsa cultura in merito, soprattutto qui in italia.
AB: Cosa ne pensa dei cartoni animati giapponesi, i cosiddetti Anime? Sono solo intrattenimento o hanno innestato nell'immaginario collettivo giovanile italiano (e occidentale) temi e immagini totalmente nuove, ancora non del tutto metabolizzate?
G. A.: E’ dal 1979 che fanno parte dell’immaginario collettivo anche Italiano, quindi ormai ci appartengono. Non so cosa intenda esattamente con “non del tutto metabolizzate”.
AB: Tre fumetti che porterebbe con sé in un lungo viaggio fino in Nuova Zelanda.
G. A.: Blankets, Persepolis, Pillole blu.
AB: Tre dischi e tre libri con cui fare compagnia ai fumetti.
G. A.: Dischi: Dischi volanti (Niccolò Fabi) . Colonna sonora di Radio Freccia e di Into the wild.
Libri: 101 storie zen, Il taccuino rosso, Un altro giro di giostra.
AB: Come è nato Sciò? Avete deciso fin dall'inizio di usare il fumetto come forma espressiva?
G. A.: Le storie esistevano già ed erano già state pubblicate nella raccolta “l’amore secondo noi”. Abbiamo voluto dare una nuova veste al libro sia per renderlo ancora più intrigante che per fornire il supporto dell’immagine che con la sua comunicazione diretta, ha un forte impatto. Soprattutto sui ragazzi.
AB: Le piace Tolkien?
G. A.: Non è il mio genere ma ha TUTTA la mia ammirazione. Non può non essere così.
AB: Lovecraft e l'horror?
G. A.: Da piccola ci ho provato ad avvicinarmi all’horror, ma… su di me ha l’esatto effetto che dovrebbe avere… E’ più forte di me.
AB: Frequenta la mostre mercato del fumetto, tipo Lucca Comics & Games, o Napoli Comicon?
G. A.: A quello di Napoli non sono mai stata.
AB: Opinioni sul cosiddetto fumetto Undergound?
G. A.: E’ quello che cela i talenti migliori, a mio avviso, è un sottobosco incredibile, che spesso per scarsa attenzione da parte del settore stesso, non viene considerato quanto dovrebbe e nemmeno nella giusta quantità (ce ne sono davvero tanti di talenti).
AB: Conosce o ha letto fumetti con tematiche omosessuali? Li ha trovati credibili?
G. A.: Ne ho letti e parlando di credibilità, ci posso anche stare. E’ la superficialità che a volte non mi è piaciuta, ce n’è già tanta….Consiglio Diario di Fabrice Neaud.
MAGGIO 2008
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