1 - Diffidare dalla storiografia ufficiale. Andare a spulciare tra le pieghe della storia per individuare le cose strane, poco note. La storia militare extraeuropea ad esempio è ricchissima di spunti. Questo non significa dedicarsi solo al genere storico, ma incamerare dati e spunti magari da applicare anche altrove. La guerra di liberazione dell’Indocina persa dalla Francia, dove i guerriglieri indocinesi sconfissero la potenza coloniale francese ad esempio, potrebbe essere applicata a una storia fantascientifica, o futuribile. Oppure cercate letture alternative alla storia ufficiale. C’è chi dice che in realtà la Rivoluzione Americana fu opera della Massoneria, che voleva creare uno stato indipendente, libero dai vincoli commerciali imposti dall’Inghilterra. E’ vero? Non mi interessa. Ma è un ottimo materiale su cui imbastire una storia, o con cui condire una storia.
2 - Leggere riviste e giornali. Io ogni settimana leggo Left, Diario, Internazionale, Panorama, Espresso. Inoltre online do una occhiata a molti quotidiani. Cosa ne ricavo? Ad esempio foto. Non avete idea di quali spunti possano derivare da foto particolarmente suggestive. E inoltre crearsi un archivio fotografico da usare come riferimento per le storie che ideate vi mette in buona luce con chi, eventualmente, accetta di pubblicare i vostri lavori. Infatti se lo sceneggiatore fornisce anche più materiale possibile di riferimento al disegnatore sgrava l’editore del compito di fornire lo stesso materiale al disegnatore, e quindi diventa più “simpatico” agli occhi dell’editore di chi invece si limita a consegnare la storia e basta. Quando scrivo una storia mi preoccupo anche di trovare un certo numero di immagini da fornire in allegato alla proposta. Con Internet la ricerca di queste immagini è facile e soprattutto a costo zero. Che altro ricavo dalle riviste? Idee per storie. Esempio, su un numero di Internazionale di qualche mese fa lessi un episodio della vita di Spivacow, un editore argentino che durante la dittatura nel suo paese ebbe alcune disavventure. Il tutto mi colpì a tal punto che proposi all’editore una storia su quegli avvenimenti. La storia fu accettata e io la scrissi. Se non avessi letto la notizia non mi sarebbe mai venuto in mente.
Che altro si ricava? Dati per impreziosire le storie. Lo sapete che gran parte dei ricognitori americani in Iraq sono pilotati via satellite da postazioni a terra che si trovano a Las Vegas? Ossia, gli aerei spia non hanno piloti a bordo, e i piloti non sono nemmeno in Iraq, ma a decine di migliaia di chilometri di distanza. Uno potrebbe dire “e allora?”. Beh, e allora c’è da pensare all’elemento di spersonalizzazione del conflitto. I piloti che agiscono a Las Vegas in pratica vivono all’interno di una simulazione, come una realtà virtuale. Poi magari è interessante pensare che chi volesse sabotare questi voli di ricognizione non dovrebbe agire in Iraq, ma all’interno degli Stati Uniti, per cui magari si potrebbe imbastire un soggetto che lega assieme Las Vegas e Iraq. Il lettore all’inizio non sa questo dato,e quindi pensa a una due scenari separati, mentre io autore conosco il legame tra le due località e posso usarlo nel mio narrare. Insomma: storie complete, singoli elementi di colore, foto per documentazione.
Io ogni settimana con quello che leggo ricavo almeno un paio di idee per storie complete, molti elementi di colore, e un certo numero di foto. Come dicevo prima lo spunto per una storia completa può nascere anche da una foto. Mesi fa vidi la foto della barriera che gli Stati Uniti hanno eretto al confine col Messico. Oltre 3.000 miglia di barriera. C’era questa foto che raffigurava la barriera con da un lato il Texas con villette, piscine, in una parola il benessere e dall’altra il Messico con il deserto. Combinando questo con il muro che Israele ha costruito mi nacque l’idea per una storia di un Muro che divideva i buoni dai cattivi. Allora: leggete riviste (magari anche online, va bene anche così), staccate/stampate gli articoli/foto che vi colpiscono e che pensate o intuite che magari potrebbero esservi utili. Non solo nell’immediato, ma anche in futuro per una storia che potreste scrivere tra qualche tempo. Raccoglieteli in cartelline/archivio da poter consultare quando vi serviranno. Ed ecco qui una miniera fatta in casa di spunti per il futuro.
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3 – Imparate ad usare Internet come luogo dove trovare i riferimenti che vi servono per le storie e anche le immagini di riferimento. Se non conoscete Wikipedia conoscetelo! Wikipedia (suggerisco la versione originale con oltre 1.500.000 voci e quella italiana con circa 220.000 voci) è una vera e propria biblioteca online accessibile gratis e soprattutto attendibile. Se vi serve un riferimento o un dato preciso per una storia prima partite da li. Ma non limitatevi a Wikipedia. E’ importante saper usare i motori di ricerca. Più dati riuscite a raccogliere, più il lavoro di scrittura e/o di disegno si semplificano.
4 - Non limitatevi a pensare “oggi i fumetti devono usare la lingua dei telefilm americani, quindi se guardo molti telefilm saprò come devo usare i dialoghi”. E’ una fesseria. I dialoghi vengono dopo la storia. Cercate di trovare o farvi venire in mente spunti interessanti. All’editore dovete presentare uno spunto, o un soggetto, non la storia già scritta con i dialoghi. Prima dovete far vedere che riuscite a mettere in piedi una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine. Poi userete quelle bellissime battute che vi siete segnati da Lost, o da CSI.
5 - Imparate a costruire la storia. Ci sono vari metodi e ogni sceneggiatore più o meno ne usa uno personale. Io posso dirvi il mio.
Prima c’è l’idea da cui parto, molto spesso basata su fatti storici.
Poi sullo spunto delineo una storia che abbia un inizio, uno svolgimento e una fine. A quel punto sapendo di quante pagine deve essere la storia suddivido il soggetto in tante scene quante sono le pagine, alternando scene di azione, scendi riflessione/spiegazione e, se sono necessari, flashback. Per chiarirci stabilisco in ogni singola pagina cosa succede, o per dirla in altro modo su che scena si chiude la pagina. A questo punto decido di quante vignette deve essere la pagina e più o meno un’ipotesi di tipologia di vignette (grande, piccola, a tutta pagina, inserita in un’altra, ecc.). Il passo ulteriore è decidere, sulla base di cosa ho deciso succede nella singola pagina, cosa succede nelle singole vignette. Si apre qui il capitolo delle inquadrature, dei campi e altro. Io personalmente seguo questa regola: se desidero un’inquadratura specifica la descrivo nel dettaglio. Se invece non è importante lascio mano libera al disegnatore, magari limitandomi a dire “dialogo tra …” o “scena di lotta tra…”. L’ultimo passaggio è inserire i dialoghi. Ovviamente questa è una esposizione molto schematica e rigida. In fase di sceneggiatura alcuni passaggi si fondono, e quindi se mentre suddivido la storia in pagine, mi viene in mente già come sarà pagina 10 lo annoto. Non aspetto di arrivare al passaggio successivo.
Ultima cosa: oggi la situazione, se vi basate solo sul cartaceo, è semi disperata. Anni fa c’erano riviste, c’erano fanzine, c’erano pubblicazioni amatoriali. Gli editori avevano anche voglia di rischiare qualcosa. Oggi no. Cosa c’è in giro? La Coniglio Edizioni se vi volete cimentare col disegno erotico. Li ha trovato spazio ad esempio una ottima disegnatrice (davvero molto brava) Cristina Fabris, ma è un genere forse limitato. La Star Comics aveva provato a dare spazio ai nuovi autori, ma Strike si è dimostrato fallimentare, Lazarus Ledd ha chiuso e quindi resta solo Jonathan Steele. Entrare in Bonelli o in Disney da esordienti è possibile certo. Anche vincere al Superenalotto. La Free Books da spazio su Brand New, ma devono essere prodotti già finiti. C’è la 001 con Proposal, oppure la Tunué con Mono. Ma sono esperimenti. Partono adesso e chissà che fine faranno. L’Eura presenta molto materiale, ma in gran parte è già coperta dal gruppo di autori che le ruota attorno. Panini? Avrebbe le capacità economiche, e secondo me anche la competenza, ma le manca il coraggio. Allora il suggerimento che vi do è … Internet!
Createvi una rubrica con indirizzi e-mail di giornalisti, riviste, giornali, fumetterie, addetti ai lavoro. Realizzate qualcosa di completa (Non mandate prove. Se io devo valutare il tuo lavoro devo valutare un lavoro compiuto. Non le prove che hai fatto per arrivarci), e inviatelo a raffica. Ad esempio, un fumetto online con cadenza “una tavola alla settimana” può essere un ottimo biglietto da visita. O anche una striscia. Realizzate un vostro sito e mettete online gratis i vostri lavori. Dovete farvi conoscere. Se nessuno sa chi siete o cosa sapete fare nessuno vi chiamerà. Non basta frequentare i forum e postare ogni tanto un disegno. Vi dovete fare un mazzo tanto per far conoscere il vostro nome. E’ vero, nessuno vi pagherà per questi sforzi, ma voglio rivelarvi un segreto: se sperate di guadagnarvi da vivere facendo solo fumetti torniamo al discorso del Superenalotto. Ogni tanto qualcuno vince, ma io non mi baserei su una vincita per pianificare il mio futuro. Approfittate di qualsiasi occasione per conoscere ed incontrare editori, addetti ai lavori, altri disegnatori.
Il lavoro e le occasioni non vengono a bussarvi a casa. Siete voi che dovete andare da loro. Crogiolarsi nell’ottica “Ma io sono bravo. E’ solo questione di tempo prima che qualcuno se ne accorga” è una idiozia. Nessuno sa che sei bravo quando inizi ad affacciarti in questo mondo (né come sceneggiatore, né come disegnatore), perché nessuno sa che tu esisti. Usa le fiere, usa gli incontri nelle fumetterie vicini alla tua zona. Usa internet, frequenta i forum di discussione online. Stampa fotocopie dei tuoi lavori. Realizza fanzine autoprodotte e portale nella fumetteria che frequenti, se li consoci, dicendo se si possono vendere, o addirittura se le possono regalare. Insomma datti da fare. Impara ad usare il PC. Photoshop e altri programmi di grafica sono sempre più importanti nel bagaglio di un disegnatore ormai. Impara a saper colorare. Di bravi coloristi ce ne sono meno che di disegnatori, ad esempio. Insomma sfrutta al massimo quello che hai a disposizione. E se hai a disposizione poco…. procurati altro!