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 ALESSANDRO BOTTERO: INTERVISTA ESCLUSIVA
 di fumettidicarta

Chiariamo subito eventuali “equivoci”: Alessandro Bottero, neo direttore editoriale della casa editrice Free Books, non è per fumettidicarta “uno tra i tanti”, ne' l'intervista che segue è “una tra le tante”.
Alessandro Bottero, detto anche Bott-Man o “il Botterone nazionale”, è stato per anni una delle colonne di fumettidicarta; non un collaboratore occasionale, ma una vera e propria colonna.
Per fumettidicarta ha scritto decine di recensioni, ha condotto interviste, ha scritto i suoi sempre divertenti “reBottage”, i reportage dalle varie fiere fumettistiche sparse per la penisola; ha scritto molti articoli ad argomento musicale, cinematografico, letterario e politico, quando ancora la nostra webzine aveva queste sezioni.

Quindi non ci si aspetti un'intervista "neutra", perché l'affetto e la stima per Bottero non sono ne' vogliono essere "neutre".

Chiarito ciò, Alessandro Bottero – cosa che spesso viene dimenticata in favore della polemica dell'ultimo momento – è uno che di fumetti se ne intende veramente: è capace di intrattenere un'intera, enorme tavolata descrivendo nel dettaglio le avventure di un eroe dei fumetti sconosciuto ai più, perché magari la sua testata ha chiuso nel '63 (ma lui, state sicuri, ce l'ha); i fumetti li legge, non li sfoglia soltanto e come piccolo editore e redattore e appassionato e collezionista, ha una qual certa conoscenza “dall'interno” del Magnifico e Dorato Mondo del Fumetto Italico.

E' di pochi giorni fa la notizia, data in esclusiva da Mangaforever, che Alessandro Bottero è il nuovo direttore editoriale della Free Books.

Noi di fdc oltre a congratularci con lui e a fargli un bell'imboccallupo!!! collettivo, registriamo anche un tot di reazioni isteriche (non si può chiamarle che col loro nome, diamine) in giro per il web, segno che evidentemente, come giustamente dicono gli amici di Mangaforever, il Bott-Man colpisce, sia in negativo che in positivo e non lascia mai indifferenti. E forse è proprio questa una delle doti che alcuni “fan” (parola che deriva da “fanatic”, appunto) gli invidiano...

Bando alle ciance e cominciamo con l'intervista. Signore e signori: Alessandro Bottero.

Alessandro Bottero - disegno di Laura Spianelli

 

Innanzitutto complimenti di cuore per il tuo nuovo lavoro alla Free Books! Lavoro del quale parleremo tra un momento, perché prima ti vogliamo fare una domanda, che forse interesserà solo te e noi di fdc: come ti senti a concedere un'intervista ad una webzine di cui sei stato per anni una delle più floride colonne? Che effetto ti fa?

A parte che l’uso del tempo passato non mi piace, visto che mi ritengo e mi sento ancora parte integrante di Fumetti di Carta e solo per una monumentale pigrizia ho “ciccato” l’ultimo aggiornamento, io mi sento benissimo. Secondo me Fumetti di Carta è la migliore web-zine che ci sia in giro, quindi farne parte, ed essere intervistato da lei, è un onore. C’è qualcuno che non la pensa come me? Fatti suoi. Sono parziale? Ovvio, ma chi non lo è?

Raccontaci - per quello che puoi - com'è andata tra te e la Free Books.

Guardate, non c’è nulla di particolare o misterioso. Conoscendo praticamente tutti nel mondo del fumetto italiano e girando spesso per fiere/mostre conoscevo benissimo la Free Books. Un rapporto di chiacchiere, qualche battuta, di stima reciproca, ma tutto qui. Poi, come si dice, a un certo punto si sono incontrate una esigenza (quella della Free Books) e una disponibilità (la mia). Ma non ci sono state lunghe e complesse trattative, durate mesi e mesi. Ci siamo parlati, ho riflettuto, e ho deciso.

Quali sono le priorità della casa editrice sulle quali ti sei messo subito al lavoro? Che eredità hai trovato?

Chiariamo subito: non parlo del passato. Non per scontrosità, o chissà che, ma solo perché non intendo addentrarmi in un gioco vischioso. Non intendo giudicare/valutare/esprimere giudizi su come ha lavorato chi è venuto prima di me. Quand’anche ne avessi, al massimo ne parlerei con Cerboni, in sede privata. Passando alle priorità, è facilissimo: valorizzare al massimo i prodotti di cui dispone la Free, e individuare prodotti vendibili per il mercato italiano. Che altre priorità ci possono essere? La priorità numero uno per un editore è vendere le cose che pubblica. Il resto viene dopo.

Quali cambiamenti speri di apportare alla Free Books? Cambierà qualcosa nella linea editoriale?

Linea editoriale….mah sai, non credo cambierà molto. Che dovrebbe cambiare? La mia linea è sempre stata “trova cose interessanti, che altri hanno trascurato, e sbattiti per proporle in Italia”. La Free forse ha fatto diversamente? C’è un editore di questo livello che fa diversamente? No, perché è l’ABC. Non avendo alle spalle un blocco editoriale estero tale da garantire tutta un’annata di pubblicazioni, sei obbligato a cercare qui e lì, cogliendo quello che per te può funzionare. Sui cambiamenti…beh, diciamo che sto lavorando con Cerboni per definire più nel dettaglio un programma editoriale da qui a un anno. È un mio pallino, e penso sia importante. Secondo me poi la Free dovrebbe essere un poco più presente alle fiere di settore, sia per incrementare le vendite dirette, sia per incontrare i lettori delle varie città. Per il resto più che altro si tratta di aggiustare il tiro.

Ti va di farci qualche succosa anticipazione sui futuri programmi editoriali della Free Books?

Molti titoli legati a Lovecraft, e ne sono lieto, perché sono un appassionato del maestro di Providence; Lazarus Churchyard, di Warren Ellis; il progetto di una nuova rivista, che presenterà fumetto a 360#, con opere anche di autori italiani; il quinto volume di Cantarella; la ristampa in volume delle storie apparse su Brand New; Melting Pulp 2, di Alessandro Boni.

E invece con la Bottero Edizioni, come sta andando? Qualche anticipazione?

Come va la Bottero Edizioni? Ehhhhh, bella domanda. Non bene, sarei sciocco a negarlo, ma comunque non siamo nemmeno alla catastrofe. Le vendite sono basse, e non mi devo certo vergognare ad ammetterlo. Una persona fredda, lucida, razionale, e che badi solo ai business plan, e ragioni da “azienda seria” dovrebbe chiudere tutto. Siccome io invece dell’economia me ne frego, continuerò. In autunno usciranno Harcadya, un volume cartonato a colori di Enzo Troiano, poi Fratelli, un volume STU-PEN-DO di Roberto Battestini, e un art book dedicato a Lovecraft di un illustratore molto bravo, tal Adriano Monti-Buzzetti. È probabile che questi prodotti ottengano commenti favorevolissimi dalla critica, e poi invece le fumetterie li ordinino con numeri da tombola. Ma ormai ci sono abituato.

O. Furioso e Alessandro Bottero

un pezzetto di fumettidicarta e Alessandro Bottero

Toglici qualche curiosità personale: quando e come nasci come lettore, e poi come appassionato, di fumetti? Come fu la tua prima volta (che hai letto un fumetto, ovviamente!)?

Scavando nella memoria, mi pare di essere nato con le ultime propaggini degli Albi del Falco, a metà anni ’60. Sai quelli con Batman, Superman, Lanterna Verde, la Lega della Giustizia…sì, credo di sì. Anche i vecchissimi Topolini aleggiano nella mia memoria. Direi che ho iniziato a leggere fumetti verso i 5/6 anni, ossia verso il 1967 al più tardi.

Quando, come e perché da “semplice appassionato” ti sei ritrovato redattore?

Facile. Dicembre 1990. La Play Press cercava qualcuno che sostituisse il gruppo Granata Press, per curargli le testate a fumetti. Luciano Bassi mi presentò a Mario Ferri, feci un colloquio, e mi ritrovai a seguire Thor, Iron Man, X-Marvel, e uno ziliardo di altre cose.

Rimpiangi qualcosa di quel periodo, a parte la gioventù? :-)

Nulla. Io parto da un principio molto semplice: le cose migliori devono ancora arrivare. Il passato è stato stupendo, e lo ricordo con piacere. Ma il futuro sarà sicuramente migliore.

Torniamo un momento alla tua “nomina” a direttore editoriale della Free Books: perché secondo te questa notizia ha provocato alcune “reazioni isteriche” (non sapremmo come altro chiamarle...) da parte di alcuni simpatici (…) esponenti del comicdom nostrano?

E che ne so? Chiedilo a loro, no? Però, scherzando un po’ (meglio chiarirlo, sennò poi si irritano), ti espongo questa teoria: sono tutti invidiosi per il mio magnetismo animale, e il mio spettacolare carisma.
Vabbé, parliamo seriamente.
Non lo so, davvero. Però un poco me l’aspettavo, e mi spiego meglio. In rete ormai la Free era data per “morta”. E forse qualcuno aspettava di potersene spartire i “resti”. A questo punto si dice “la Free ha un nuovo Direttore Editoriale”. Sono sicuro che quasi tutti si aspettavano un ragazzetto alle prime armi, messo lì per tirare avanti alla bell’e meglio. E quindi, sicuri dell’impunità, ecco i lazzi e i frizzi che si sono potuti leggere nella settimana tra il primo annuncio, e la mia intervista. Traduco come la vedo io: “Seeeeeeee la Free Boks, maddai e che sono ancora vivi? Seeeeeee un direttore! C’avranno messo il primo che capitava, così coi lettori ci parla lui, e si becca tutte le lamentele!.”
Mi sono spiegato?
Poi arrivo io, di cui tutto si può dire, meno che sia un novellino. Dirò le mie fesserie, farò le mie cappellate, ma la situazione la conosco. Conosco le persone. Conosco le fumetterie. Conosco le case editrici estere. Conosco i fumetti. E non lo dico per vantarmi, ma solo perché dopo 19 anni, se così non fosse meglio che vada a fare il cameriere.
Allora, arrivo io, e ohibò! Bottero?????? Oddio!!!! E adesso? Prima lo perculavamo perché sì vabbé la Bottero Edizioni, ma insomma, era minuscolo. Ora invece…la Free? Ma che è successo????
Aggiungici che la Free ultimamente “gode” di un pregiudizio negativo tra i lettori e le fumetterie, sia per la qualità di stampa, sia per vecchie voci di compensi non pagati (voci vecchie di otto mesi, che stranamente però quando torna in ballo la Free vengono SEMPRE riprese e fatte passare come nuove, strano, eh?), mentre prima godeva di un pregiudizio positivo.
Aggiungici poi che ho detto esplicitamente, che per progetti particolari, riguardanti autori italiani il mio consulente sarà Giorgio Messina, forse l’editore più odiato su Internet dalla solita cricca, e vedi che tutto torna.
Un commento che ho letto in un simpatico forum, dove sono tutti simpatici goliardi è “certo che l’asse Cerboni-Bottero-Messina è inquietante.”
È una battuta. Ma sospetto che per alcuni una Free battagliera e che si faccia rispettare sia davvero inquietante. Per chi? Ho le mie idee, ma non le rivelerò.

Più in generale: perché una persona come te, cioè tollerante, disponibile, poco incline al livore e al rancore (e chi ti conosce di persona sa che è così) , si trova spesso implicata in “faide” di vero e proprio “odio” da parte dei soliti 4 cret... ehm, di “alcuni esponenti del comicdom italico”? Pensi che possa c'entrare il solito discorso del “dietro uno schermo leone, dal vivo coglione”? [è notissimo, e sperimentato quasi scientificamente, che la maggior parte dei troll e dei super-aggressivi su internet, dal vivo raramente alzano gli occhi da terra o – incontrato il “nemico” - gli dicono “in faccia” le cose sbraitate “coraggiosamente” su forum e/o blog]

Guarda, preferisco glissare su questa domanda, perché boh…. Forse si va troppo nel personale. Io lo so da solo di avere mille difetti. Sono testardo; sono ostinato; sono pigro; non mi arrabbio quasi mai, ma se capita non mi passa più; e tante altre cose ancora.
Ci sono però alcune cose che non riesco a sopportare. Una è la malafede, di chi sa come sono le cose, però per motivi suoi dice cose diverse. Un’altra è la mancanza di rispetto verso i valori in cui credo, ma qui si apre un discorso troppo ampio quindi chiudiamolo. Un’altra è la vigliaccheria, di chi è forte con i deboli, e debole con i forti.
Parlo troppo, lo so, e dico quel che penso. Spesso la gente lo prende come “i soliti lamenti di Bottero”, non capendo una cosa: io non mi lamento. Io dico le cose che penso. Se dico “i premi di fumetti assegnati alle manifestazioni in Italia sono ridicoli, perché si premiano sempre i soliti quattro editori che pubblicano opere masturbatorie, ed autoreferenziali che non legge nessuno, al di là delle giurie perché gli editori gliele spediscono gratis, e che non vendono un bel niente”, io non mi sto lamentando perché IO non ne vinco mai uno. Io sto semplicemente dicendo come IO vedo le cose.
Se dico che MI PARE STRANO che su un forum molto frequentato, ben DUE professionisti invochino un boicottaggio alla Free Books, e la moderazione non intervenga, non mi sto lamentando. Sto solo dicendo come la penso, ossia che c’è una sorta di legge non scritta per cui “attaccare la Free Books è consentito dalla netiquette”.
Beh, a me non sta bene. non mi stava bene prima, e a maggior ragione non mi DEVE stare bene adesso.

Cambiamo discorso: come hai fatto ad aumentare le ore della giornata da 24 a 240? Oltre a tenere famiglia e al tuo nuovo incarico di responsabilità alla Free Books sei molto attivo nel volontariato, dirigi una tua piccola casa editrice, traduci, leggi millemila libri e millemila fumetti, ascolti millemila dischi, scrivi articoli, sei molto presente in rete... Forse ti bastano 3 ore di sonno al mese ?!?

In effetti dormo poco. Di solito vado a letto alle 3 e mi sveglio verso le 7:20

Quali sono i tuoi fumetti/autori preferiti... e perché?

Fumetti tra tutti Devil: Rinascita. Perché? L’ho detto mille volte, ma lo ripeto: adoro i lieti fine, e Devil che perde tutto, e poi torna e vince su Kingpin è meraviglioso.
Mi piace anche molto la storia di Superman , in cui Clark incontra Lois per la prima volta dopo la sua morte & rinascita. Adoro le storie d’amore, e quella scena è commovente. Lo so, lo so…Jurgens non è un autore “figoso”, ma me ne frego. A me quella storia mi piace (notare l’”a me mi”) e tanti saluti.
Adoro poi Leone Frollo, Phil Jimenez, George Pérez, Stan Sakai (e come non potrei?), Burne Hogarth, Harold Foster…. Ecco!!!!! Lotterò per convincere la Free a prendere i diritti del Principe Valiant!!!!

Hai ereditato un milione di euro: quali sono i tre fumetti stranieri di cui compri immediatamente i diritti [e perché]?

Immagino anche tra quelli in possesso di altre case editrici, giusto?
Cerebus
Omaha
Principe Valiant
Anche perché con un milione di euro, posso pubblicarli in perdita finché mi pare.

Con tutti quei soldi, te ne restano a sufficienza per promuovere tre autori italiani che secondo te non godono della necessaria conoscenza nel nostro Paese... Coraggio, fuori i nomi!

Vediamo……Matteo Giurlando, Elisabetta Melaranci, e Stefano Piccoli.

L'annoso (e noioso?) discorso della critica: c'è, non c'è, perché, cos'è, dov'è... Dicci la tua parola definitiva!

La mia parola definitiva l’ho detta anni fa, e la ripeto di continuo: la Critica (oggettiva, e come la si intendeva) non esiste più. Esistono i critici, che devono conquistare l’adesione alle loro opinioni con la competenza e l’autorevolezza delle loro argomentazioni.

L'annoso, e forse più concreto, discorso sulla crisi del fumetto: la tua parola definitiva!

Il fumetto, inteso come mondo di fumetterie/ autori/editori/persone che vivono e producono fumetti, in Italia è in crisi, e tanto anche. Che poi i FUMETTI, siano più diffusi ora di prima è un altro discorso.
Tex
allegato a Repubblica vende 100.000 copie a settimana, le Grandi Saghe Marvel in edicola vendono anche loro circa 100.000 copie. Ma poi quei numeri non si travasano sulle testate a fumetti.
Tex, Dylan Dog, e tutte le altre testate Bonelli, pur ancora in saldo attivo, o in pari, vendono molto meno di due-tre anni fa. E questo è un dato. Se un fumetto di super eroi due anni fa vendeva 12.000 copie e oggi ne vende 8.000, il dato è che le vendite sono scese. Poche chiacchiere.
Questa crisi di vendite, significa meno testate “sperimentali”, dove far fare gavetta ai giovani, e tempi sempre più corti, in cui un prodotto deve ingranare un circolo virtuoso di “mi ripago i costi con le vendite”.
Se anni fa un mensile poteva aspettare anche sei mesi, prima di dire “beh, adesso vediamo se è il caso di chiudere”, adesso spesso dopo le proiezioni del primo numero, la sorte di un progetto è più o meno decisa.
Ma non vi siete chiesti perché ormai si proceda sempre per “miniserie”? Perché nessuno mette in cantiere una serie regolare? Tutte miniserie a quattro o sei numeri. Brad Barron di 18 (e Volto Nascosto è stato anche accorciato) perché così poi ha altre nove uscite come raccolte in edicola, e perché con i tempi tecnici quando esce il numero uno di una serie Bonelli, almeno sei sono già in lavorazione/terminati.
E questo che significa? Significa che gli autori non possono più stabilire, ad esempio, sottotrame a lungo periodo. O archi narrativi. O altro. Tutto deve essere pensato, scritto, e risolto in quattro/sei numeri.
Allora la mia parola definitiva è che la crisi c’è, e negarlo, solo perché magari io e i miei amici lavoriamo, è miope.
La crisi finirà quando saliranno i venduti delle testate da edicola. Non quando si venderanno 100.000 allegati editoriali.
Gli allegati editoriali sono quelli che chiamo “Fumetti Ikea”. Servono a riempire gli armadi componibili Ikea. Ma chi è che ha effettivamente letto tutti e 100 i volumi di Tex, venduti con Repubblica?

Grazie Alessà. Imboccallupo per tutto e a presto!

...il vero motivo per cui la Free Books ha scelto Bottero come direttore editoriale... è perché ha le orecchie da Shrek! (e Laura Spianelli guarda esterrefatta...)

il vero motivo per cui la Free Books ha scelto Bottero come direttore editoriale...
...è perché ha le orecchie da Shrek! (e Laura Spianelli guarda esterrefatta...)


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GIUGNO 2009

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Alessandro Bottero