CARAVAN
di Michele Medda + AA.VV.
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Caravàn Petròl...
(con tante scuse a Carosone)
Caravan petrol, caravan petrol,
caravan petrol, caravan petrol,
caravan...
M'aggio affittato nu camello,
m'aggio accattato nu turbante,
nu turbante a' Rinascente
cu o pennacchio rosso e blu...
Cu u fiasco 'mmano e o tammuriello
cerco o petrolio americano,
mentre abballano e beduine,
mentre cantano e ttribbù...
Ehhhhhh Carosone…. mica scemo quello. Aveva capito che il titolo è tutto.
Un titolo azzeccato vende. Un titolo pietoso, ammazza il prodotto.
Caravan… bel titolo, non credete? Breve, incisivo, abbastanza “ammaraghano”, da solleticare l’esterofilia presente in molti operatori del mondo del fumetto, ma non è poi “troppo” estero. Caravan, carovana… anche se in effetti Caravan non è carovana, ma diciamo più propriamente “furgone adibito ad uso familiare, con caratteristiche simil-abitative.” Non proprio una roulotte, ma quasi.
Se io traducessi Caravan=carovana in un fumetto, minimo minimo salterebbero fuori almeno dieci puristi della lingua e della traduzione, che alzerebbero strali per giorni e giorni. Invece Caravan, il titolo della nuova miniserie Bonelli, viene tradotto nella mente di quasi tutti lettori e critica, come se volesse significare carovana. “Beh, si intitola CARAVAN, perché parla di una CAROVANA di gente che si sposta, no?”
No.
Ma lasciamo perdere, tanto ormai lo so che siamo tutti ottimi traduttori… Quando traducono gli altri.
Comunque in effetti un bel titolo. E poi non è sbagliato. In effetti la carovana di gente che lascia la città americana sul mare (quindi siamo sulla costa EST, e ricordatevi questo fatto. Si parte da EST, e si va verso OVEST), dopo un evento misterioso, inspiegabile, ma che tutto sommato non era mica granché (computer spenti, nuvole rossastre in cielo, elettricità via….sembrava di stare a Siracusa, quando tira lo scirocco e salta la corrente. Però Siracusa mica la evacuano, se succede. Si vede che in America hanno un Budget maggiore…), questa CAROVANA, ripeto, è fatta in buona parte di CARAVAN, quindi diciamo che ci può stare.
Il discorso è….. ma questa CAROVANA, fatta anche da CARAVAN, dove va? E soprattutto…. ma quanto ci mette? Forse non lo sapete, e quindi ve lo dico io. Negli Stati Uniti sulle autostrade e strade, puoi andare al massimo a 55 miglia all’ora. In rari posti puoi arrivare a 65 miglia, sempre all’ora. 55 miglia all’ora sono circa 90 kmh, e 65, circa 100 kmh.) Ora, volendo fare i pignolini rompiscatole come molti lettori che contano anche le virgole e i tre puntini di sospensione ci insegnano, diciamo che da Boston (città sulla costa EST degli Stati Uniti) a San Diego (città sulla costa OVEST degli Stati Uniti) ci sono circa 4.200 chilometri (circa 2700 miglia) . Diciamo che questa CAROVANA di CARAVAN si sposta, quando si muove, a circa 50 miglia all’ora. Diciamo che viaggia per otto ore al giorno. Farà circa 400 miglia al giorno. Ma diciamo anche che ne faccia solo 200 al giorno (e badate che si parla di procedere per otto ore al giorno a passo d’uomo. Alla fine, altro che rivolta contro i militari. Avete mai provato a andare in autostrada per OTTO ore a 40 kmh all’ora? Già dopo 10 minuti uno vorrebbe sterminare il genere umano…). Ok. Beh, diciamo che in un paio di settimane (15 giorni), anche una bella CAROVANA zeppa zeppa di CARAVAN, parte della costa EST e arriva alla costa OVEST. E soprattutto, se siamo negli Stati Uniti, lo fa CAMBIANDO OGNI TANTO PAESAGGIO, e magari anche incontrando, ogni tanto, una città.
Ora uno potrebbe dire “Ma cosa te ne frega? L’importante è leggere delle belle storie! La continuity è una cosa da nerd! Viva Quesada, abbasso i gerontofili, viva quello che piace a me, abbasso quello che leggi tu!”
Può essere, certo. Io leggo una bella storia, e tutto va bene. Ma allora non ditemi che è una serie (mini, maxi, midi, o quello che cavolo vi pare), e che i singoli episodi formano tutti un unico affresco narrativo.
Ditemi “Pubblicheremo 12/16/18/quanto cavolo ci pare di numeri a fumetti scritti dall’autore XXX. Magari c’azzeccano poco l’uno con l’altro, magari qualcuno è del tutto a se stante, magari qualcuno l’abbiamo ficcato in mezzo per rispettare il numero di uscite che avevamo deciso, ma finché sono storie belle, a voi che ve ne frega?”
E, se io faccio parte del partito “Storie belle, e il resto puppamelo!”, mi sta bene così. Inutile fare sforzi di ideare trame in grado di reggere 12/18 albi. Metti assieme una dozzina di belle storie, e le pubblichi.
Perché dico questo? Perché “le belle storie, e puppamelo”, allungano il brodo.
Perché spesso una storia raccontata in 18 episodi, poteva essere raccontata in 6, senza perdere NULLA in efficacia, godibilità, e intensità (qualcuno ha fatto il nome di Brad Barron? Chi è stato, eh? Come vi permettete?????)
E allungare il brodo non so… a me non piace.
Intensa, della giusta durata, e soprattutto che lasci la voglia di …. rileggerla, che vi credevate?… ecco la maxi/mini/midi serie ideale.
Se ci si sbrodola….cui prodest?
Comme sì bello
a cavallo a stu camello
cu o binocolo a tracolla,
cu o turbante e o narghilè...
Uè, si curiuso
mentre scave stu pertuso,
scordatello, nun é cosa:
cà o petrolio nun ce sta...
Allah! Allah! Allah!
ma chi t' ha ffatto fa'?
Ma ragioniamo sulle storie, allora. In fin dei conti sono usciti quattro albi, mica cotica. E si capisce se una cosa è bella o no.
Sgomberiamo subito il campo da illazioni, o fraintendimenti. Caravan mi piace. Mi sono comprato tutti e quattro i numeri, e presumibilmente comprerò anche i successivi. In teoria, in una visione distorta e pervertita del reale (ma comune a molti lettori/utenti di internet) il fatto che abbia comprato il fumetto mi garantisce il diritto vita natural durante di sputare sentenze sul fumetto, l’autore, la politica passata-presente-futura della bonelli, sul fumetto in generale, su come si scrivono i fumetti, e su come si stampano, oltre a darmi il potere di tramutarmi in un critico letterario grammaticale finissimo, in grado di discettare di strutture narrative, virgole saltate, e tutto il resto dello scibile umano, che di solito pochi padroneggiano. Invece, grande magia, compro un fumetto, e posso dire quello che mi pare, anche sparando a zero sull’autore (“Eddai no? Ma che non lo vedi che è BOLLITO? Ma che non lo vedi che NON SA SCRIVERE UN FUMETTO?”).
Io resto sempre affascinato dal fatto che persone che non sanno mettere insieme soggetto, verbo e complemento oggetto in una conversazione faccia a faccia, quando parlano dei fumetti su internet rivelino una sensibilità grammaticale, e una competenza letteraria infinità. Davvero. Resto affascinato, stupito e commosso.
Ma sto divagando. Dicevo, ho comprato tutti e quattro i numeri di Caravan fin qui usciti, e le storie non sono affatto scritte male.
Solo che…boh….qualcosa non mi torna.
1 - perché devono ammazzare il motociclista che vuole lasciare la carovana (numero 2)?
Cioè, stiamo parlando di AMMAZZARLO. Con elicotteri da guerra. Mica bruscolini. Roba no da “missione umanitaria, vogliamo proteggervi, non rompete i coglioni e rimettetevi in fila”. No. Qui parliamo di soldati che sparano contro un motociclista, quando in teoria c’erano altri 1.908 modi di bloccarlo senza tanto casino.
Tu mi dici “Poi lo spiegano. Vedrai che nel numero 9 spiegano perché hanno usato un elicottero da combattimento contro uno in moto”. Vabbé. Sarà. Però deve essere una spiegazione proprio bellabellabella, e soprattutto che abbia senso.
Sennò tanto dire “Perché gli hanno sparato? Perché mi serviva un numero 2 POTENTE, dove i soldati facevano la figura dei bastardi senza cuore e spietati.”
E allora mettiamoci pure una scena in cui frustano a sangue uno che parte in ritardo, e vai così!
2 – ma è mai possibile che il sindaco di Siracusa (no, scusate….non è Siracusa…), il sindaco della città dove sono successe le cose bruttebruttebrutte perda
-autorevolezza
-rispetto dei cittadini
-moglie
In tredici secondi, perché tutti si bevono la montatura che l’esercito architetta ai suoi danni? (numero 3)
Ma che, davvero davvero? Cioè, nella vita reale c’è gente accusata di cose peggiori (non “Tuo figlio ha aggredito una ragazza!”, ma “TU ti scopi le ragazzine!”, e non gli succede nulla, e ora un sindaco amato, benvoluto, che aveva un seguito, in un secondo perde tutto? E la moglie lo molla?
E io dovrei crederci? Boh…..
3 – Ok, Carrie è una brava ragazza che riesce a scappare dal padre alcolizzato, e si riscatta con la musica, e blah blah blah…ma allora PERCHE’ la vediamo che è alcolizzata ESATTAMENTE come il padre, da cui scappa?
Anche qui “Evabbé….ma tu vuoi sapere troppo….vedrai che nel numero 10 ci sarà un approfondimento del personaggio e chiariremo questo punto.”
Ma allora intitolate il numero 4 “Metà storia di Carrie. Il seguito nel numero 10”. Titolo un po’ lungo, ma più sincero.
Basta, che poi esagero.
Previsioni e vaticini
1 - che erano le nuvole rosse?
A-Ipotesi Fantascienza tecnologica: erano un esperimento del governo USA (che ci sta sempre bene), per un nuovo tipo di guerra. Le nuvole sono sciami di nano-killer che si sono insediati nei corpi degli abitanti di Siracusa, e ora i soldati aspettano che crepino tutti, per poter esaminare i corpi.
B - Ipotesi Horror: era uno sciame demoniaco, fuoriuscito da Sunnydale, dopo che Buffy ha distrutto il portale del male, e ora gli abitanti della città-che-non-è-Siracusa sono portatori sani di influenza demoniaca. I soldati li portano tutti in un posto unico, per esorcizzarli o massacrarli a colpi di alabarda spaziale
C - Ipotesi fantascienza aliena: gli abitanti della città ecc…ecc… sono stati posseduti da alieni buoni, ma buooooooooooooni. Insomma, buoni. L’esercito, che è bastardissimo come in tutti i film che si rispettino, non crede che siano buoni, e tiene tutti ammassati assieme, perché ha paura che scappino e riescano ad instaurare il regno della felicità assoluta in Terra, dove il download di tutto dalla rete sarà legale, e al diavolo le multinazionali. Siccome l’esercito è schiavo delle megacorporazioni, alla fine sterminerà tutti.
2 - che fine faranno i personaggi fin qui visti
Davide & Jolene, I due ragazzi: è chiarissimo che si innamoreranno e si conosceranno biblicamente attorno al numero 7 o 8 della serie. Presumibilmente a bordo di un CARAVAN.
Successivamente faranno una passeggiatina romantica di notte, durante una sosta, vedranno qualcosa che non devono vedere, i soldati bastardi rapiranno lei, e lui sarà l’eroe finale (sempre che si attui l’ipotesi C)
L’architetto Donati: farà una brutta fine, è palese. È il tipico “bravo, ma sfigato”, che si becca pizze in faccia per tutta la serie. Al momento la moglie è incazzata con lui, perché
“pensavi troppo al lavoro!”. E come te la pagava la casa, cocca? Vendendo fumetti alle mostre? Comunque previsione: morte in uno scontro con i soldati (bastardi, ricordiamo), e momento di grande sentimento, con la moglie (rompipalle), che mentre lui muore gli si getta al collo e confessa di averlo sempre amato.
La moglie dell’architetto Donati, Stephanie: ovviamente lei sopravviverà. È la tipica donna che deve rompere i cabasisi al marito dicendo “Tu non pensi MAI a noi”, creandogli problemi di coscienza, e depressione. Ma è anche quella che DEVE sopravvivere. Sennò chi rompe i cabasisi? Ipotesi finale sulla famiglia Donati: padre morto, madre viva e vegeta (e acida), figlio vivo e accoppiato, figlia piccola viva e che vuole tornare a casa.
Carrie, la musicista: muore. Ma nemmeno c’è da chiederlo. Alcolizzata, musicista con una vita che si sospetta dissoluta. Probabilmente ha saltato la cavallina parecchie volte. DEVE morire, in un moto di redenzione e catarsi. In pratica ha un grosso bersaglio sulla schiena.
Jolene, la figlia: resterà viva, si salverà, diventerà l’eroina, perché è giovane, e soprattutto perché deve essere diversa dalla mamma alcolizzata, che ha fatto la “ribelle”, ma in realtà era solo un hippy che perdeva tempo. Va bene essere indipendenti, ma cerchiamo di restare nei ranghi, eh?
Come possiamo chiudere l’articolo? Ma come abbiamo iniziato, no? Con il grande Carosone!
Comme sì bello
a cavallo a stu camello
cu o binocolo a tracolla
cu o turbante e o narghilè!
P.S. Le opinioni espresse nella recensione (perché questa è una recensione, non l’avevate capito?), non necessariamente coincidono con quelle dell’autore della recensione. Spesso scrivo, senza sapere cosa sto scrivendo….
Alessandro Bottero
Collegamenti Esterni:
- Sergio Bonelli Editore
Novembre 2009
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