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LE FATICHE DEL RECENSORE I E II - ESTATE 2008
di Alessandro Bottero
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Tra un afa che impazza, e i doveri di aggiornamento dall’altro, ecco qualche recensione alla buona.
Questa volta ci si concentra su riviste,o progetti antologici, raccolti in questi mesi alle varie manifestazioni. Potrebbe essere difficile reperirli in fumetteria, ma spesso in questi prodotti assolutamente di nicchia si nascondono piccoli gioellini.
The Passenger #0, AA.VV. A cura di Christian Marra, Passenger Press, brossurato, 88 pagine
Buon numero di esordio per la rivista The Passenger, nata da un’idea di Christian Marra. The Passenger è una rivista dal respiro internazionale , che da spazio ad autori sia italiani che esteri (polacchi ed altro).
Le storie sono di buon livello, ad anche i disegni sono validi. Tra i vari nomi segnalo, oltre a Christian G. Marra, anche Lech Majewski, Renzo Morabito e Matteo Cuccato.
Talk Ink #0, AA.VV., Lilliput, spillato, 46 pagine, 2,90 euro
Rivista nata all’interno del progetto Lupiae Comix, Talk Ink coraggiosamente si avventura nel mondo del fumetto. Trimestrale a tema, dedica il suo numero zero alla guerra, con storie, racconti, riflessioni e interviste (una a Gianfranco Manfredi) incentrate sul tema. Il prezzo è contenuto, e tra le storie almeno un paio (Bum-Help Bosnia Now, di Domenico Sicolo, e L’Ultima Neve di Angela Leucci) sono di buon livello, anche se la Leucci dovrebbe staccarsi di più dal modello prattiano.
Un prodotto non indispensabile, ma che può trovare un suo spazio.
Dopo l’uscita di questo numero Talk Ink ha risolto il suo rapporto con la Lilliput, vista la chiusura della casa editrice, e si è accasata con la Cagliostro E-Press. Da quel che si sa il prossimo numero dovrebbe avere come tema l’Amore, e dovrebbe essere in uscita per la fine dell’estate.
La Scimmia #02, AA.VV., spillato, 76 pp. 5 euro
Ancora un’antologia, ancora storie brevi. La Scimmia si presenta come “aperiodico a fumetti con un occhio alle ossessioni”, e presenta roba interessante. Molto buone Parlami, di Alessio Landi e Elia Bonetti, e Quest’anno i regali non li faccio, di Hannes Pasqualini e Sbrinz. Interessante come sempre Alberto Ponticelli con No Art.
In sostaza La Scimmia è un prodotto di fumetto underground di buon livello. Può essere difficile reperirla, ma vi conviene cercarla.
Supposte: cose che restano dentro, AA.VV., spillato, 72 pp. 5 euro
La scena underground/fanzine romana denota segni di una qual certa vitalità. Questo Supposte (titolo trash al punto giusto) è un buono spaccato degli sforzi dei neo-diplomati delle scuole del fumetto, essendo l’House Organ della Scuola Romana dei Fumetti.
Influenze mangose, scenari tratti a piene mani da cartoni animati o videogiochi, sotto il profilo narrativo. Resa grafica molto grezza, con scansioni talmente palesi da suscitare tenerezza. Il prodotto è, se volessimo fare i fiscali, insufficiente sotto il profilo del “progetto fumetto”, ma è da promuovere con sicurezza, sotto il profilo “ho voglia di fare, e non sto a lamentarmi che nessuno mi da spazio!”.
Ce ne fossero di prodotti grezzi come questo. Vorrebbe dire che iragazzi (e le ragazze, ovvio) hanno ancora voglia di fare gavetta, senza pretendere da subito la serie fissa, il contratto con i contributi, e il camerino con l’acqua minerale.
Capitan Novara Magazine #1, Fabrizio de Fabritiis, spillato, 32 pagine, colori, euro 2,90
Impedibile primo numero della serie dedicata alle gesta di Capitan Novara. Non sapete chi sia? Ma dove vivete? In un ovetto Kinder? Capitan Novara è un autentico fenomeno cult nella ridente città piemontese, perché le sue avventure appaiono ogni due mesi su 140.000 tovagliette di carta per locali (quelle che si mettono sui vassoi, per intenderci)in 200 locali a Novara e provincia.
Attorno a Capitan Novara si è sviluppato tutto un fenomeno di merchandising (cartoline, spille, copri cellulare, magliette) di un certo rilievo.
Questo primo numero della rivista raccoglie le prime avventure (stile tavola domenicale, per intenderci), le schede dei personaggi principali, e una storia inedita con le origini dei poteri del possente capitano. Non so voi, ma quando ho visto i nomi dei personaggi sono caduto in uno stato di fascinazione totale: Capitan Novara, Comandante Italia, il Mostro delle Risaie, Croce Bianca, Verbanium, Cusio Woman, e i protagonisti della serie ambientata nel futuro del Novaraverso, ossia Generale Varese, Milanoman, e Lady Venezia.
Lo so che sembra incredibilmente pacchiano, ma in realtà il prodotto è ben concepito ed avrebbe solo bisogno di un respiro maggiore nelle avventure. De Fabritiis è bravo (la copertina lo dimostra) e le storie sono sostanzialmente in linea con un prodotto di supereroi. Attendo con impazienza ottobre per il secondo numero della serie e rivedere i possenti Colpi Nova (da Novara, ovvio…)
Il mercato dei fumetti di lingua giapponese è immenso. Di questa immensità in Italia ne abbiamo una buona parte. Ecco a voi una carrellata di segnalazioni a volo d’angelo degli ultimi manga da me letti. Perché non posso negarlo: anche il Botman legge Manga, ma non ditelo al mio allenatore di Catch!
Oh, mia Dea!, Kosuke Fujishimai, Star Comics, Brossurato. 4,80 euro
Lo posso dire? Io adoro Oh, mia Dea!, semplicemente lo adoro. Fumetto assolutamente senza messaggio, romantico, scaccia pensieri, comico, buonista, dolce. Insomma l’antitesi del fumetto di protesta, quello impegnato duro e puro. Aò, a me mi piace. Mi piace anche la protesta, intendiamoci. Ma perché non si possono leggere Oh mia Dea!, e un’opera concettuale di rigorismo grafico estremo? Detto questo la serie della Star Comics ripubblica tutte le avventure apparse a suo tempo su Kappa Magazine, ed è arrivata al numero 17. Oh, mia Dea! principalmente segue le avventure di Belldandy, una dea che si innamora di un essere umano, un ragazzo normale. E che vive sulla terra con lui, cercando di essere felice nelle piccole cose di tutti i giorni. Accanto a Belldandy (bellissima!) gira uno stuolo di comprimarie (sorelle, altre dee, demoniesse ed altro) che tiene elevato il tasso di comicità della serie. Io Oh, mia Dea! lo consiglio a tutti. Infatti leggere un fumetto scaccia pensieri, ben disegnato e ben scritto non ha mai fatto male a nessuno.
Death Note (Gold), Tsugumi Ohba & Takeshi Obata, Panini Planet Manga. Brossurato. 4,50 euro
Devo ammettere di essere partito prevenuto con questo fumetto. Mi pareva troppo commerciale, quasi la solita moda del momento. Poi ho preso il primo numero della versione Gold, e mi sono dovuto ricredere. La storia è originale, ben scritta, e fondamentalmente il primo numero mi ha lasciato con la curiosità di sapere cosa succedeva in seguito. Mica capita spesso, sapete? Anche i disegni non sono malvagi, anche se purtroppo non riesco a cogliere le varie sfumature tra i diversi autori di manga (certo, le differenze PALESI, le afferro anche io, ma gran parte dei manga per me sono quasi intercambiali a livello di immagini). In sostanza è un buon prodotto, e mi sento di consigliarlo. Storia ben costruita, personaggi azzeccati, e disegni soddisfacenti. Direi che ci possiamo stare. Ah, parla di un ragazzo che viene in possesso del quaderno di un Dio della morte. Tutte le persone di cui scrive il nome muoiono. La cosa in effetti è interessante, non credete?
Shizume, Yuzo Takada, Star Comics, Brossurato. 4,20 euro
Manga tutto sommato carino, su una ragazza narcolettica, che è in grado di evocare mostri. La ragazza in questione però vorrebbe una vita guidata dalla razionalità, e non crede fino in fondo all’esistenza dei mostri. Al suo fianco un giovane agente di polizia, che risolve casi spinosi, anche grazie all’aiuto involontario delle entità che arrivano quando la ragazza cade in catalessi. Il tutto si svolge alla fine del XIX secolo, periodo in cui il Giappone era in pieno shock culturale, per l’apertura forzata all’Occidente, dopo secoli di isolamento culturale. Carino, non indispensabile, ma si può provare.
Berserk, Kentaro Miura, Panini Planet Manga, Brossurato. 2 euro
Signori, un manga da non lasciarsi sfuggire. Berserk è tuttora nei miei due o tre manga preferiti. Horror-Dark Fantasy-Magia-Romance. Tutto mischiato in un qualcosa che solo Berserk, e non altro. Superata la boa dei 60 numeri nella serie normale, e i 30 nella edizione oversize, Berserk continua ad essere uno dei titoli di punta della Planet Manga, e si capisce perché. Gastsu, il Guerriero Nero, cerca di trovare pace e serenità in un mondo devastato da guerre di legione, e dove i demoni usano gli esseri umani come pedine in scontri ultraterreni. Il complesso modo creato da Kentaro Miura richiama alla mente il periodo storico della Guerra dei Trent’Anni, quando l’Europa fu devastata in lungo e in largo da eserciti spietati. Sicuramente uno dei prodotti migliori disponibile per questo genere di fumetto.
Chevalier, Kiriko Yumeji & Tou Ubukata, Star Comics, Brossurato.4,20 euro
Stranissima storia dove un ufficiale del’esercito francese (siamo nel XVII secolo) appartenente al servizio segreto di sua maestà, affronta casi tra il surreale e il grottesco. L’intrepido agente ha una particolarità: quando è sotto pressione si tramuta, ed assume l’aspetto e la personalità della…sorella! I giapponesi ci hanno già abituato a personaggi transgender, ma stavolta il gioco di ambiguità tra i ruoli è sottile, e più accennato che esplicito (come ad esempio era in F-Compo). I disegni sono inquietanti al punto giusto, con un misto tra occhioni spalancati e mostri repellenti. Non indispensabile, ma io un’occhiata gliela darei.
Nota conclusiva.
Leggendo manga ho notato una cosa: l’assenza quasi totale di un apparato critico negli albi.
Mi spiego con un esempio. Kosuke Fujishimai, Tsugumi Ohba & Takeshi Obata, Yuzo Takada, Kentaro Miura, Kiriko Yumeji & Tou Ubukata.
Sono gli autori dei fumetti da me citati. Bene, se questi fossero fumetti tradotti dall’americano avremmo anche alcune note che spiegano al lettore italiano chi siano, oppure anche da dove sono tratte le storie (riviste originali, case editrici e date di pubblicazione).
Autori e fonte di provenienza delle storie sono ormai parte integrante nella confezione di un prodotto tradotto dall’americano. Se mancano i lettori si lamentano (a ragione, secondo me). Invece i manga pubblicati in Italia mancano del tutto di queste notizie. I nomi citati non mi dicono nulla. Non so chi siano. Badate bene, lo so che gli appassionati queste nozioni se le sono procurate. Io parlo di me stesso, prendendomi come esempio di un lettore casuale, uno che va in fumetteria e si pone di fronte ai manga dicendosi “è uscito qualcosa di interessante?”
La mancanza di informazioni secondo me è un dato negativo. Una risposta che mi dò, sul perché questo succeda, è che all’origine (primi anni ’90) queste informazioni non erano facilmente disponibili per TUTTI gli autori, a differenza di quel che succedeva con i personaggi e gli autori americani. Quindi si decise di soprassedere. Una volta creato l’archetipo di prodotto tradotto, tutti vi si sono adeguati, e quindi il modello si è imposto.
Aggiungiamo il fatto che il giapponese non è una lingua di comune utilizzo, a differenza dell’inglese, ed eccoci al risultato odierno.
Chi è Yuzo Takada? Shizume dove è stata pubblicato? In che anno? Lo so che non sono dati essenziali per gustare il fumetto, ma personalmente mi pare che manchi qualcosa. Chiudo quindi con una domanda: perché nei manga tradotti e pubblicati in Italia le informazioni sulle storie pubblicati e sugli autori mancano quasi totalmente?
Se lo sapete ditemelo.
GIUGNO 2008
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