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 JONAH HEX vol. 1
 di Jimmy Palmiotti | Justin Gray | Luke Ross | Tony DeZuniga
 Brossura, 140 pg. colori
 12,95 euro - Planeta DeAgostini Comics

 di Wesley Dodds

La Planeta DeAgostini Comics distribuisce nelle librerie specializzate “Pulp DC”, una nuova collana destinata a raccogliere materiale americano (miniserie e serie regolari) con personaggi che nulla hanno a che fare con mantelli, maschere e calzamaglie. Dallo stesso sito della Planeta, qualcuno ci dice che qui verranno presto pubblicate chicche come il Tor di Joe Kubert, Gilgamesh II di Jim Starlin e l'Enemy Ace di Garth Ennis.

Ma per questo primo volume sono stati raccolti i primi sei numeri della nuova collana di Jonah Hex che ha cominciato la sua corsa nel 2005 negli Stati Uniti, grazie ai talenti di Jimmy Palmiotti e Justin Gray per i soggetti e le sceneggiature, e di Luke Ross per i bellissimi disegni.

Per chi ancora non le conoscesse, le origini di Jonah Hex affondano le radici all'inizio degli anni '70. Esordisce sul numero 10 della rivista “All Star Western” edita da National Periodical Pubblications ad opera di John Albano ai testi e Tony DeZuniga ai disegni. Dal numero 12, la rivista prende il nome di “Weird Western Tales” e prosegue fino al numero 38 durante i quali John Albano lascia definitivamente il testimone per i testi a John Fleisher che prosege anche quando la serie riparte da 1 e cambia nuovamente nome in “Jonah Hex” per ben 92 numeri. Da quel momento la testata di Hex va avanti a saltelli tra alterne fortune, improbabili viaggi nel futuro e qualche speciale meritevole a cura dello scrittore texano Joe Lansdale.

Per farla breve, Jonah Hex è semplicemente un cacciatore di taglie che non lesina né schiaffoni né tanto meno pallottole pur di portare a termine i suoi “lavori”. Jonah Hex è uno sfregiato, sia nel corpo sia nell'animo. Di paura ne ha poca, giusta quella che gli serve per sopravvivere e in fondo è un giustiziere dagli ideali incorruttibili.
Ecco... Jonah Hex incarna alla perfezione quello che, nei clichè del cinema e del racconto western, sarebbe stato chiamato un “raddrizza torti”.

 

Nei primi 6 numeri raccolti in questo volume, il duo Palmiotti e Gray mette in scena un perfetto impianto narrativo che non fa acqua da nessun parte. In ogni episodio di 22 pagine c'è una storia che ha un inizio e una fine. A volte ci ritroviamo a cose già iniziate, espediente narrativo che non toglie nulla alla godibilità delle trame, ma che ci permette in poche pagine di immergerci da subito (e totalmente) nell'azione.
Stiamo parlando di piccole chicche narrative a dimostrazione di come si possano costruire gioiellini dalla perfetta leggibilità e di come, soprattutto, al contrario di quanto si possa ormai pensare, con il “grande west” ci sia ancora un mucchio di roba da raccontare. Gli assolati paesaggi deserti o le piccole e grandi città di frontiera, non si limitano a fare da sfondo ma spesso sono protagonisti assoluti. Anche se, a farla da padrone, sono il marciume che si nasconde dietro scenari insospettabili e soprattutto l'ambiguità dell'uomo e l'insostenibile peso delle sue scelte.

Il disegnatore Luke Ross non è da meno. Di suo c'è tanto. Il tratto pulito ricorda a volte Frank Quitely, ma è assolutamente personale. Ross ha un ottimo senso dello storyboard e assegna al mezzo volto di Hex (quello ancora riconoscibile) le fattezze più che azzeccate del Clint Eastwood prima maniera. Anche la colorazione delle tavole è realizzata con attenzione, godibile e funzionale e fa si che su tutto il volume ci sia poco o nulla da obiettare.

Finisce e rifinisce il tutto l'ottima ri-prova alle matite del quinto episodio ad opera di una Guest Old Star di eccezione. Quello stesso Tony DeZuniga che ha dati i natali al nostro memorabile cacciatore di taglie.
Non ci rimane che attendere quindi con ansia il secondo volume, promesso dall'editore spagnolo, con le seconde sei avventure di Jonah Hex e della sua personale visione della vita di frontiera.

APRILE 2009


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