Ho trovato questo volume per caso, sotterrato tra cataste e montagne di carta, in uno di quei posti terribili dove vendono tutti insieme dischi, cd, dvd, tv lcd, i portatili della apple, libri e fumetti. Non mi è mai più capitato di vederlo in una qualsiasi delle fumetterie che frequento. Forse è solo un caso, ma probabilmente la Coconino avrà pensato di non stampare troppe copie di un prodotto così diverso e sperimentale dal resto della sua produzione.
Prodotto diverso già nel formato. Un simpatico pocket che entra nella tasca di un cappotto e che nulla toglie alla leggibilità dell'opera.
Da questo volume, di cui poco sapevo prima di averlo a disposizione sotto gli occhi, sono stato catturato dalla carta rosa e dalla solita lirica distorta del segno dei due autori.
Di loro poco o nulla c'è da aggiungere. Poco tempo fa ne avevamo già applaudito la feroce sagacia quando, insieme al resto del gruppo dei “SuperAmici” hanno dato vita alla rivista “Hobby Comics”, stampata dalla Grrrzetic Editore.
Ma questo “assolo” rappresenta forse un tentativo di Maicol e Mirco, di raccontare un qualcosa di più completo. L'opera viene rappresentata, attraverso un inno alla solitudine e all'indifferenza, su un teatrino con piccole vite tristi e prive di scopo. L'anello che tiene tutto in piedi è il desiderio nella sua più primitiva manifestazione, ma celato all'intelletto e alla ragione.
Una storia, questa, che ci riporta alla mente le migliori tradizioni delle favole più nere, ma costellata da momenti assolutamente poetici. Anche per i più scettici e freddi osservatori.
La vicenda di per sé, non val la pena di essere raccontata. Anche perchè, tristemente, alla fine ci si accorge che la lettura ci trasporta inesorabilmente alla fine, dopo una decina di minuti soltanto e ci si ritrova a voler sapere altro e a voler vedere come potrebbero continuare le cose. Ma se proprio dovessi citare qualche elemento, citerei tre sorelle e una madre, un giardino che è anche il loro mondo intero e tre fratellini morti. Un viaggio macabro e un destino ineluttabile che vengono riscritti per amore.
Per non parlare dello stile grafico come al solito graffiato, ma pulito e minimalista, che non fa che aggiungere ansia e un leggero senso di disagio a tutta la vicenda.
Insomma, dal mio punto di vista, un'ulteriore ottima prova di Maicol e Mirco che non fa che rafforzare la loro poetica dello “strettamente necessario” del segno e della parola.
Un volumetto sicuramente da sfogliare con disincanto che in pochi minuti sarà in grado di far comparire sui vostri volti un ghigno cinico, un triste sorriso e qualche ruga di preoccupazione.
Tutt'altra situazione, invece, riguardo al prezzo. 13 euro sono sembrati davvero tanti, per un volume che, nelle intenzioni, sarebbe potuto costare assolutamente di meno. Almeno per chi, e sono tanti, al di là del valore dell'opera e al rapporto qualità/presso, guarda anche e soprattutto nelle proprie tasche. Menzione misteriosa per una dicitura alla fine del volume che ha solleticato la mia curiosità. Un “Collana Punk” come se questo fosse solo il primo di una serie di albi di un certo tipo di fumetto. Speriamolo pure. Magari poi ad un prezzo diverso.
Wesley Dodds