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 SANDOKAN
 di Mino Milani | Hugo Pratt
 brossura con custodia in cartone, b/n, 80 pag. - euro 25,00
 Rizzoli/Lizard

A scanso di equivoci, mi viene spontaneo fare subito subito una veloce premessa. In questa “recensione” non verranno presi in esame ne i disegni del Grande Maestro veneziano ne i testi del mai troppo stimato Mino Milani.
Perchè non credo che sia utile a nessuno e perchè l'opera in se non prende la propria forza dal tipo di storia che ci viene narrata, ma piuttosto dalla storicità di un'opera che ha finalmente trovato (in parte) il suo compimento, dopo quasi quarant'anni dalla sua ideazione.
Qui parleremo, quindi, solo di ciò che riguarda il come e il perchè di questo volume e della gustosa possibilità di mettere finalmente sotto gli occhi quelle tavole inedite di Pratt di cui si erano perse le tracce.

Nella sua bellissima prefazione al volume, Alfredo Castelli (che non stiamo qui a ripresentarvi perchè, crediamo, non ce ne sia affatto il bisogno) ci riporta “storicamente” agli avvenimenti che alla fine degli anni '60 portarono i due autori (Milani e Pratt, appunto) alla decisione di realizzare un doveroso adattamento a fumetti dedicato all'allora già famosa Tigre di Mompracem le cui gesta,  da lì ad una decina d'anni, sarebbero state rese ancor più note grazie ad una famosissima serie televisiva.
Quello stesso Sandokan che, attraverso la magica penna di Emilio Salgari, ha risvegliato i sogni esotici e la voglia di avventura in più di una generazione di lettori e, fino a prova contraria, anche di scrittori e autori di fumetti.

Ma al tempo del Corriere dei Ragazzi, di Sandokan si conoscevano “solo” le sue gesta letterarie e una manciata di vecchi adattamenti a fumetti che, solo in parte, rispettavano il personaggio originale. Quando i due autori cominciarono a pensarci, si resero conto ben presto che di soluzioni ce n'erano ben poche. Il loro Sandokan avrebbe infatti rispettato in pieno quello partorito dalla mente di Salgari, senza cercare di girarci intorno, senza cercare di renderlo più avventuroso o poetico. La Tigre di Mompracem aveva in sé già tutto quello che serviva, per ricreare uno dei personaggi letterari più avventurosi di sempre.

Nelle pagine di questo volume, che alterna le tavole complete di Pratt alle sinossi delle pagine mancanti, conosciamo un Sandokan ben diverso da quello che si sarebbe poi visto nella sua trasposizione televisiva. Qui è un capo intransigente e un uomo spietato quando e come vuole, un avventuriero che non fatica troppo a desiderare le cose altrui, ma soprattutto ad ottenere quello che vuole, con le buone o con le cattive. Non esiste suo collaboratore che non gli sia fedele o suo nemico che non nutra rispetto e paura profondi verso di lui.
Sfogliando le (purtroppo) poche pagine che compongono il volume, più che rimanere estasiati dalle tavole di Pratt, si sentono odori e suoni. Rumori della natura. Si sente l'acqua salata del mare sulla lingua, l'odore pungente e piacevole di una fitta vegetazione dopo una tempesta o quello della polvere da sparo dopo una resa dei conti. Si rimane sconcertati dall'inganno messo in atto da Sandokan nei confronti di un nobile che lo crede amico e dalla fanciullesca caduta in amore (un amore senza compromessi) della sua bella figlia.

Sandokan - da 'SANDOKAN' di Mino Milani e Hugo Pratt - Rizzoli/Lizard

Ma ottanta paginette sono davvero poche e alla fine si desidera ardentemente di leggerne altre mille, di avere sotto gli occhi l'adattamento di tutta la serie della Tigre di Mompracem. Di aver tante sue avventure a disposizione, almeno quante ne ha avute a disposizione Corto Maltese. Purtroppo già sappiamo che questo non sarà possibile. Ed è questo che da a quest'opera un gusto davvero molto particolare. Un pezzo da museo da avere e leggere avidamente e, al limite, cercare solo di immaginare come i due autori avrebbero potuto portare avanti le cose.

Dobbiamo ammettere che Rizzoli e Lizard, hanno davvero fatto il possibile per donare a questo volume tutto il prestigio che meritava, anche dal punto di vista estetico. Una elegante custodia in cartone da cui si sfila un elegantissimo brossurato con copertina rigida e rilegata a filo. Un di più che a molti potrà sembrare solo fuffa per gli occhi, ma che comunque viene sentito come un omaggio dovuto. Sia ben chiaro... personalmente avrei comprato il Sandokan di Milani e Pratt anche se fosse stato fotocopiato su A4 piegati in due e tenuti insieme con una graffa di metallo e non mi sarei nemmeno lamentato. Non è certo la “copertina” a fare l'opera, per carità, ma il fatto che sia stato pensato in quel modo, non dispiace affatto.

Ma alla fine, questo volume, per chi è stato davvero concepito?

Beh, per tutti gli amanti senza remore del Maestro Veneziano, per chi ha letto e ha trovato anche solo semplicemente belle le sue storie, per tutti i sognatori che con il suo Corto Maltese o con i suoi Scorpioni del Deserto, vedevano ben oltre quello che c'era sulla pagina e sentivano odori e sapori come sopra detto. Ma anche per tutti quelli che hanno amato Sandokan e le sue gesta nei libri di Salgari. A chi pensa che senza avventura, proprio non si possa vivere e che l'avventura stessa, intesa come assoluto, non sia altro che un teatrino esasperato fino ai propri limiti a volte comico e a volte drammatico, che rappresenti comunque la vita nella sua forma più pura, attraverso i sogni e i desideri di tutti.
Insomma, il volume è per tutti e potrebbe essere proprio un bel regalo per qualcun altro.


Wesley Dodds

tavola da 'SANDOKAN' di Mino Milani e Hugo Pratt - Rizzoli/Lizard

Collegamenti Esterni:
• Rizzoli / Lizard

Dicembre 2009

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