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 A COME IGNORANZA
 di Daw (Davide Berardi)
 brossurato, b/n, 68 pag. euro 6,90 - ProGlo Edizioni

...e di come la sua lettura giovi alla salute!

"Qualunque donna abbia mai avuto un lavoro, un amore o - evidentemente - una madre lo leggerà e ne sarà entusiasta". The Times [dalla quarta di copertina di "A" COME IGNORANZA]

Attenzione: alcuni termini - principalmente aggettivi - usati o anche solo pensati in questo umile (e umido... di lacrime!) scritto, sono usati con un'accezione assolutamente positiva.
Alcuni esempi: crasso, volgare, spietato, truculento, scorretto, da pisciarsi addosso, etc. etc. [ndOF]

"A" COME IGNORANZA: titolo dell'anno! O qualcuno sa citare un titolo migliore? Son qui che aspetto... Allora?.... Niente! Inutile continuare a pensarci, rassegnatevi.

Di questo stesso, preziosissimo ed indispensabile volume ne parla, qualche link più in là, l'ottimo Diflot: per info più tecniche e un tantino più obiettive si veda il suo articolo (e/o lo si legga comunque, visto che parla anche di altri bei volumi della ProGlo Edizioni).

E così mi sono parato il culo e qui posso scrivere quello che voglio, ah ah ah! AH AH AH!!!

Quello che voglio scrivere qui è una serie di lodi sperticate [come saranno invece, mi chiedo talvolta, le lodi perticate?...] nei confronti di un volume - e del di esso autore, s'intende - che ho già riletto circa una dozzina di volte, ogni volta con conseguente pericolo di quasi-mancata trattenuta della minzione (ma qui forse gioca anche la faccenda dell'età).
"Vabbè, t'ha fatto scompisciare dal ridere, e allora?" direte voi, miei piccoli lettori.

E invece la faccenda non è così semplice e lineare, perché io non sono mica un bambino e oltretutto essendo scorpione ascendente scorpione vedermi ridere da maldipancia non è cosa che accada tutti i giorni, e anzi ben poche volte a lustro.
Presente quella principessa i cui pretendenti dovevano farla ridere, pena la perdita della testa o il matrimonio in caso di riuscita?
Ecco: a parte la chioma e l'età fate conto che quella principessa sia io e se il gioco fosse realmente applicato avremmo una serie di fumettisti "comici" che si aggirano senza testa (yeuch!) per il Dorato Ambiente Del Fumetto Italico.
In compenso - ahilui - sarei sposato con Davide Berardi, in arte Daw...

Davide Berardi in arte Daw è già un fenomeno di culto in rete, talmente di culto che io, che ormai vivo rintanato nel mio castello occupato come sono a mozzare teste di fumettisti "comici" e la rete la uso solo per i filmini porno, non l'avevo mai sentito nominare. Mea culpa. E anche per il fatto che detesto leggere fumetti sullo schermo del pc. Sarà per l'imminente cataratta.

E' appunto per questo che servono le Case Editrici come la ProGlo Edizioni, create da veri appassionati, gente in gamba e intelligente (non lo dico così per dire, è che seguo da anni i loro interventi individuali sul newsgroup nazionale dedicato ai fumetti, quindi so che Razza - gran razza! - di gente sia); servono anche a scovare dei piccoli-grandi genii del fumetto italiano e a stamparli in volume, così te li puoi leggere dove vuoi, anche in autobus, per dire.

Dicevamo: è difficilissimo farmi ridere, sempre più difficile.
Inutile dire - ché s'è capito da un pezzo - che Davide Berardi in arte Daw ci è invece riuscito alla grandissima (riderà evidentemente un po' meno lui alla notizia delle nostre nozze... ma tant'è, cazzi suoi); meno inutile ai fini di una "recensione" quale questa in realtà vorrebbe (....) essere [1] è l'aggiungere che il signor fumettista in questione è riuscito in un'impresa ancor più ardua, e cioè a far crollare tutti i mattoni del solidissimo muro di moralistica correttezza che una seria principessa della mia età deve aver costruito già da un bel po' per essere ammessa in società.

Guardate la copertina: lì c'è già tutto!
La prima volta che l'ho vista, in rete - non c'erano nuovi filmini porno quel giorno - mi ha atterrito, perché mi ha fatto scompisciare dal ridere pur contenendo/proprio perché conteneva almeno due argomenti sui quali la risata attecchisce ben poco, in genere: la Morte e i Bambini. Intendo insieme! Morte E Bambini! Marò...
Inorridivo un po' di me stesso perché ridevo di una cosa così tabù. [All'epoca ancora non immaginavo che dentro il volume avrei trovato di ben peggio e avrei riso ben più scompisciosamente]

Daw 'A COME IGNORANZA' - ProGlo Edizioni


Ora: io credo che il genio abbia in sé anche una bella dose di inconsapevolezza e/o di incoscienza. Anche se non fosse così, mi piace comunque pensarlo, perché mi piace pensare - e la lettura di "A" COME IGNORANZA me lo confermerebbe - che certe cose, certe soluzioni, certe trovate, abbiano in se stesse una spontaneità incosciente tipica di quando si "mollano le difese".
In ogni caso è un lavoro indispensabile quello di far sì che le persone "mollino le difese" e la piantino finalmente di muoversi come se tutto fosse un pericoloso azzardo. Anche perché, diosanto, tutto è davvero un fottuto, pericoloso azzardo! E allora tanto vale divertirsi un po' (o anche tanto, che è meglio), no?

Vabbè, lasciando perdere la psicanalisi da salotto/da 4 soldi, è fantastico che questo volume abbia fatto rilassare un pochino il mio nasino-all'insù ficcandomi sotto, appunto, il naso una diabolica, scorrettissima, infantile (nel senso buono. C'è anche un senso cattivo nella parola "infantile"? Leggere "A" COME IGNORANZA per verificare!), crassa, volgare, demenziale, truculenta, spietata verve umoristica che mi ha letteralmente provocato dolori di pancia.
Davide Berardi in arte Daw è un inarrestabile vulcano in eruzione, sembra che niente e nessuno (e nessun tabù) possa minimamente limitarlo. Davvero un cattivo, cattivo ragazzo!
Passa come un rullo compressore, il Berardi, sopra stereotipi sia positivi ("stereotipo positivo" non è un ossimoro?...) che negativi, senza nessuna soggezione; non lascia in pace nessuno e lo fa - vivaddio!!! - non in senso strettamente politico (yeuch!), ma in senso tamarramente ludico (quindi comunque politico...), deliziosamente non-giudicante, caos stordente e risate a botta continua. Su cose per le quali altro non resta che ridere, ma vallo ad ammettere davanti a mamma e papà (per dire)!
Mica per "disimpegno" eh, non confondiamo le acque ché già stanno abbastanza torbide e confuse. Qui il "disimpegno" non c'entra un cazzo, e neanche il "tamarro-per-il-tamarro" ("le tamar pour le tamar", come diceva Guattari già all'inizio degli Anni 60); qui siamo di fronte semmai all'art-pour-l'art, che è molto più divertente ed efficace.

Storie, disegni, stile, consecutio temporum e deus ex machina... non chiedete a me 'ste cose.
E' ovvio che io vado pazzo per questo volume. Compratevelo anche voi, che è bellissimo e non costa neanche tanto; ordinatelo in fumetteria o ai ragazzi della ProGlo o dove diavolo volete, ma fatevi questo favore.
Se siete un pubblico maturo, ovviamente.
E se volete ridere perfidamente.
E se vi scandalizzate facilmente... leggetelo lo stesso, che magari vi fa bene e vi scioglie un po' la stitichezza (Parlo per esperienza personale. parlo sempre e solo per esperienza personale, tra l'altro.)
Fidatevi e buona, anzi perfida, lettura.

AH AH AH!!!

Orlando Furioso

Note:
[1] So che non l'avreste mai detto, ma scopo occulto di queste righe è ovviamente spingere chiunque capiti qui e abbia la santa pazienza di leggerle fino alla fine, al pronto acquisto del volume "A" COME IGNORANZA, non altro. E' un atto di bontà: voglio che godiate anche voi come ho goduto io. Ciò è forse male?...

Daw 'A COME IGNORANZA' - ProGlo Edizioni


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Gennaio 2008

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